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| 16 ago 2021 | 17:52

Referendum Eutanasia Legale, raggiunte le 500 mila firme. Cappato: "Sulla libertà la gente è avanti rispetto al ceto dirigente"

Non è ancora finita, ma è già di per sé una grande impresa. Ora si aspetta il 30 settembre quando si porteranno firme e quesito di fronte alla Cassazione, che deciderà se istituire o meno un referendum per il 2022

Referendum Eutanasia Legale, raggiunte le 500 mila firme
di Mattia Sartori

ROMA. 5oo mila firme raggiunte e si continua a contare. La raccolta firme per il referendum sull’eutanasia legale ha ufficialmente raggiunto il suo obiettivo con più di un mese di anticipo. Lo ha annunciato l’Associazione Luca Coscioni, promotrice della campagna. Finora sono state raccolte 430 mila firme ai tavoli, 70 mila online (per la prima volta nella storia italiana) e un numero imprecisato negli uffici comunali.

 

La campagna era iniziata il 1° luglio con l’obiettivo di raccogliere 500 mila firme entro il 30 settembre, un risultato raggiunto con più di un mese di anticipo. L’associazione non ha nessuna intenzione di fermarsi, ma continuerà a raccogliere firme per tutelarsi contro possibili errori di conteggio, ritardi della pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro nei moduli.

 

Cosa succede ora? Una volta terminato di raccogliere le firme il 30 settembre queste andranno portate di fronte alla Corte di Cassazione. Quest’ultima prenderà in esame il quesito e, qualora lo ritenesse legittimo, il referendum verrebbe programmato per il 2022.

 

Con questa raccolta firme si propone un referendum abrogativo. In particolare si andrebbe ad eliminare una parte dell’articolo 579 del codice penale, quella che punisce l’assistenza al suicidio. In questo modo si legalizzerebbe l’eutanasia attiva, ovvero verrebbe permesso al medico di aiutare il paziente a morire tramite la somministrazione di farmaci, pratica al momento illegale in Italia. Al contrario, l’eutanasia passiva, ovvero lasciare che il paziente muoia senza intervenire, è già legale in Italia, soprattutto allo scopo di evitare il cosiddetto accanimento terapeutico.

 

Marco Cappato, uno degli esponenti più in vista dell’Associazione Luca Coscioni, scrive sui suoi canali social: “Oltre 500.000 persone hanno già firmato il referendum per la legalizzazione dell'eutanasia. È un risultato straordinario, se pensiamo che nessuno dei grandi capi dei grossi partiti ha finora invitato le persone a firmare, né i salotti televisivi della sera hanno fatto informazione o dibattito sul tema. È la dimostrazione che sulla libertà le persone sono avanti rispetto a tanta parte di quello che un tempo si chiamava "ceto dirigente", semplicemente perché hanno vissuto direttamente, stando accanto a una persona che soffre, l'importanza di essere liberi di decidere fino alla fine sulla propria vita”.

 

Dobbiamo ancora lavorare duro per mettere al sicuro il risultato, raccogliere altre centinaia di migliaia di firme, fare rientrare i moduli, certificare, in mezzo a errori e ostacoli burocratici di ogni tipo, ma già possiamo dire che una grande impresa è stata realizzata. Un grande grazie a chi ci ha creduto, a chi ha firmato e, soprattutto, alle migliaia di volontarie e volontari che stanno riuscendo a organizzare punti di raccolta firme anche in piccoli centri oltre che nelle grandi città”.

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