"Anche noi possiamo fare sesso". Disabilità e sessualità , le testimonianze: "Insicure con il nostro corpo. È un nostro diritto poter avere una famiglia"
Giulia e Laura sono due ragazze disabili che hanno deciso di raccontarsi. "Le persone pensano che tu non possa innamorarti, o provare pulsioni e sentimenti. A volte questi pensieri vengono anche esplicitati. Ancora più difficile se si tratta di persone della comunità Lgbtq che vogliono fare coming out". People First Alto Adige: "Le persone con disabilità hanno diritto alla sessualità"

TRENTO. "Le persone non pensano che non possiamo avere rapporti sessuali". Giulia e Laura (nomi di fantasia) tornano a raccontare le loro storie. Loro, amiche da tempo, sono due ragazze disabili: la prima ha 30 anni ed è in sedia a rotelle, la seconda di 23 è nata senza un braccio. "Noi lo vogliamo dire a voce alta: questa cosa non è vera".
Il tema della sessualità è ancora un grande tabù per quanto riguarda le persone disabili, soprattutto all'interno della società. E loro lo possono confermare, vivendo ogni giorno alcune situazioni sulla loro pelle: "La cosa più brutta - sostiene Giulia - è che si vede che le persone pensano che tu non possa innamorarti, provare pulsioni o sentimenti di alcun tipo. A volte questi pensieri vengono anche esplicitati, una volta mi è successo con un ginecologo che mi ha detto di non tornare a fare la visita, tanto a me non sarebbe servito visto che 'non avrei mai avuto rapporti sessuali'. Ma noi vogliamo ricordare che la nostra disabilità fisica non c'entra con la nostra sfera più intima".
Vivere serenamente il proprio corpo in una società ancora vigono dei canoni di bellezza è molto complesso. "Come viviamo la sessualità è strettamente legato alla nostra sfera fisica - spiegano le ragazze -. Per noi persone con disabilità il processo di accettazione si rivela più lungo e più lento. Abbiamo tutti bisogni diversi, non siamo tutti uguali: abbiamo tutti quanti noi esigenze e tempistiche diverse, anche riguardo l'esplorazione del nostro corpo. Ci sentiamo più insicure: essere donne in relazione ai canoni estetici tradizionali può pesare di più".
Oltre a ciò, anche "avere una famiglia è un diritto per noi - spiega Giulia - ho una mia amica che ha avuto due bambini. Ma spesso lei ha dovuto affrontare una disapprovazione generale, tante persone le hanno chiesto se non fosse rischioso per lei aver avuto delle gravidanze, essendo su una sedia a rotelle".
Commenti e giudizi arrivano spesso senza conoscere le diverse situazioni. "Ancora più difficile se si tratta di persone della comunità Lgbtq - aggiunge Laura -. In quel caso diventa quasi impossibile fare coming out. Le discriminazioni e le paure aumentano ulteriormente. Già a livello sociale la sessualità è un tabu, ma lo è ancora di più se relativo a noi".
Un tabu che ha provato a infrangere anche Lebenshilfe Onlus in collaborazione con People First Alto Adige creando un quaderno, "in lingua facile", accessibile e comprensibile per tutti e tutte, anche per persone con difficoltà di apprendimento. "Le persone con disabilità hanno diritto alla sessualità. Ma molte di loro non possono ancora vivere questo diritto", conferma People First Alto Adige.
"Per infrangere certe barriere è necessaria più informazione in generale nelle scuole - concludono le ragazze -. Non possiamo sempre giustificarci per quello che siamo. A volte ci si sente escluse solo per il fatto che le persone cercano di evitare questo argomento in tua presenza".




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