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| 17 gen 2023 | 15:10

"Masturbazione femminile ancora oggi 'confessata' con qualche difficoltà. E' sempre stata non solo negata ma stigmatizzata come sintomo patologico"

Il tema della sessualità femminile sembra essere ancora oggi, in parte, un tabù per le donne. L'intervista a Franceschi: "Non tutte riconoscono l'importanza del loro benessere sessuale in relazione alla loro salute psicologica"

di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. È errato mettere sullo stesso piano la sessualità femminile e quella maschile. È questo quando dichiarato dalla sessuologa Tiziana Franceschi, che per moltissimi anni ha collaborato il consultorio Aied di Bolzano, intervistata da il Dolomiti sul tema del piacere femminile

 

Attiva dagli anni '80 l'esperta ha seguito molte generazioni di adolescenti. Ma nonostante i tempi siano cambiati, molti aspetti riguardo la sessualità femminile sembrano essere ancora oggi un tabù

 

"Non tutte le donne infatti - spiega Franceschi - riconoscono l'importanza del loro benessere sessuale in relazione alla loro salute psicologica complessiva".

 

Un tema, quello del piacere femminile, che a causa soprattutto di retaggi culturali che affondano le loro radici in una società patriarcale, non ha mai ottenuto un gran riconoscimento a livello sociale. "Storicamente la risposta sessuale femminile è stata sempre misconosciuta. Quando invece non negata, è stata posta erroneamente sullo stesso piano di quella maschile". 

 

Un grande punto, su cui ci siamo interrogati, è quello della masturbazione e di come viene percepita oggi dalle donne. La sessuologa ricorda che la pratica, volta a procurarsi piacere, permettebbe alle ragazze "di conoscere innanzitutto se stesse, il proprio corpo, i propri genitali e soprattutto le modalità a loro più consone per riuscire a godere". 

 

Per le donne però questo "si manifesta e si esprime in tempi e modalità differenti rispetto agli uomini, così come il desiderio sessuale". E soprattutto, "non tutte ricercano questa pratica". 

 

La masturbazione, culturalmente sempre accettata sul fronte maschile in quanto "naturale sfogo della pulsione sessuale", nella sua declinazione al femminile "è sempre stata non solo negata ma stigmatizzata come sintomo patologico, al punto tale che ancora adesso viene riconosciuta e 'confessata' ancora con qualche difficoltà". 

 

Un altro aspetto che rimarca Franceschi, rispetto alla sua esperienza professionale, è come negli ultimi 10-15 anni ci sia stato un fortissimo incremento nel cercare di rispondere ai dubbi riguardo la propria sessualità in rete. Un luogo che soprattutto per chi come gli adolescenti si approccia per la prima volta al tema, "non risulta però essere la fonte ideale da cui attingere" poiché oltre a tante informazioni false, che trattano il tema superficialmente, "si possono trovare contenuti che trasmettono una visione distorta della realtà". 

 

Un esempio è sicuramente quello del mondo dei porno online, ancora prevalentemente destinati a un pubblico maschile, (in cui le donne fanno fatica a riconoscersi), e che si rivelano "funzionali soprattutto a stimolare l'immaginario degli uomini".

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