Dai bob abbandonati alle cabine di cronometraggio (FOTO): il viaggio nella (ormai deserta) pista di Cortina. La proposta: "Diventi una passeggiata archeologica"
Mentre continuano le discussioni sulla riqualificazione della pista per le prossime olimpiadi invernali, c'è chi di quest'opera ne vorrebbe valorizzare la storicità e il suo carattere culturale. La proposta di Calabria Fanucci: "Ripristinarla e dare una ripulita, per farne un percorso pedonale da rivivere dalla partenza fino all'arrivo. Nella grande costruzione in legno farei un piccolo museo"

CORTINA D'AMPEZZO. "La pista da bob di Cortina? Perché non farla diventare una passeggiata archeologica?". Mentre continuano le discussioni sulla riqualificazione della pista da bob Eugenio Monti per le prossime olimpiadi invernali 2026, c'è chi come Rossana Calabria Fanucci, cittadina e architetto di Cortina, di quest'opera ne vorrebbe valorizzare la storicità e il suo carattere culturale fondamentale per il territorio.

Tra bob abbandonati dai primi anni 2000 (ne sono rimasti una ventina circa, ancora intatti) alle vecchie cabine per il cronometraggio: ancora oggi la pista è rimasta così come allora, com'è stata lasciata, rimanendo di grande fascino per molti visitatori che ancora oggi la percorrono sul tracciato dismesso e deserto.

"Costruita negli anni '50 - racconta Calabria Fanucci - la pista presenta ancora la partenza originaria, quella del 1956, dalla quale sono partiti i gloriosi equipaggi italiani e stranieri". Nel ripercorrere il tracciato ormai abbandonato, ovunque è intriso di storia. "Ho pensato che tutto ciò non deve andare perduto - prosegue -. E' una pista che ha segnato la storia di questo sport e degli sport invernali in assoluto, che ha consegnato alla gloria di Olimpia campioni ampezzani e non. Perché buttare tutto e non valorizzare?".

La proposta? "Ripristinare tutta la pista - continua l'architetto -, basterebbe una ripulita, per farne un percorso pedonale da rivivere dalla partenza fino all'arrivo. In alto, dove c'è la grande costruzione in legno farei un piccolo museo, con video interattivi: ciascuno può scegliere quale video guardare e rivivere quella competizione e rivedere quel campione, o anche filmati tecnici sulla costruzione del bob. E poi giù a piedi a fantasticare su quella gara, sul quel glorioso equipaggio, sui tempi che furono, magari mettendo qualche bob reale su cui potersi fare delle foto".

Nel ripercorrere al contrario la pista, dopo essersi incamminati nel bosco sotto alla nuova cabinovia della Freccia nel cielo, "in molti punti il tracciato è ancora evidente, nonostante la partenza negli anni fosse stata spostata più in basso, in altri quasi si perde tra la natura che ha preso il sopravvento". Ma ecco poi le cabine per il cronometraggio con i buchi per le fotocellule "ovviamente ora assenti".

Ed ecco infine "la partenza su un pianoro completamente immerso nel bosco": "Pensavo agli eroi del '56, a quelli dei Mondiali del '60, alle persone che assistevano, a tutta l'organizzazione: gli uomini che preparavano la pista con neve, acqua e ammoniaca, quelli che erano addetti al recupero dei bob dall'arrivo alla partenza, i cronometristi, gli allenatori, gli atleti".

Molti sono ancora i curiosi che attraversano queste "rovine". "Rendiamo unico e valorizziamo quello che abbiamo, siamo un paese che vive di turismo e di sport e allora perchè smantellare e distruggere?". Calabria Fanucci vuole sottoporre la sua idea all'amministrazione comunale, con cui dichiara di voler collaborare: "Sognatrice e visionaria? Sì - conclude -. Ma sogno una Cortina splendente che vive nel presente senza dimenticare il suo passato affinché tutto il lavoro e la lungimiranza di chi ci ha preceduti non vadano persi e dimenticati".













