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| 07 giu 2022 | 19:09

Ecco la pizza “bilingue” con la mozzarella di bufala doc altoatesina: dal caseificio Amò il prodotto nostrano per il Corso

Dall'allevamento a Soprabolzano al caseificio di Cardano, la mozzarella di bufala doc altoatesina di Amò finirà sulle creazioni del “laboratorio di pizza” bolzanino il Corso

Ecco la pizza “bilingue” con la mozzarella di bufala doc altoatesina: dal caseificio Amò il prodotto nostrano per il Corso
di Redazione

BOLZANO. Una pizza bilingue” con la mozzarella di bufala doc altoatesina: il laboratorio di pizza Il Corso a Bolzano ha inserito il prodotto 'nostrano' del caseificio altoatesino Amò, di Cornedo d'Isarco. Ad annunciarlo sono stati gli stessi titolari del laboratorio di pizza in Piazza della Vittoria (Gabriele Santo insieme alla moglie Fabiana) in occasione di una conferenza stampa svoltasi proprio nel caseificio Amò, alla quale hanno partecipato anche l'assessore provinciale all'agricoltura Arnold Schuler e la vicesindaca di Cornedo all'Isarco Martina Lantschner.

 

“I titolari di Amò – ha spiegato Santo – Omar Signori e Denis Plazzer, sono due giovani dinamici e innovativi, che hanno compreso l'importanza del territorio e delle risorse che può dare. Come noi, rivolgono un'attenzione particolare alla materia prima”. Il latte utilizzato dal caseificio Amò viene prodotto al maso Untermigler, a Soprabolzano, e gli animali vengono alimentati esclusivamente con erba fresca di pascolo e fieno, inoltre, l'intero processo di lavorazione è artigianale e naturale. Prima di lavorare la mozzarella, devono trascorrere tra le 4 e le 6 ore.

 

Nel corso dell'evento è intervenuto anche Simon Döwa , contadino del maso Untermigler e primo allevatore altoatesino di 5 bufale, mettendo in luce le sfide quotidiane e l'importanza di tutelare tutto ciò che ci circonda. Gli animali crescono in un territorio incontaminato a 1.200 metri d’altitudine, nel pieno rispetto del territorio e producono il latte solo al momento del parto. Perché il latte possa “filare” e diventare mozzarella, deve contenere almeno l’8% di grassi: qui, l’alimentazione gioca il ruolo principale.

 

“Per noi è fondamentale avere un contatto diretto con i nostri produttori – ha detto Santo –. Ecco perché tenevamo particolarmente a conoscere di persona Simon. Per partecipare attivamente all’iniziativa, ci siamo offerti di coprire i costi per le spese di trasporto di un toro piemontese che presto si aggiungerà al gruppo. Nell’intero processo è stato, inoltre, indispensabile il supporto delle istituzioni locali”.

 

Durante la presentazione infatti, come detto, sono intervenute anche le autorità: “Ho creduto fin da subito a questa iniziativa che – ha detto Schuler – oltre a promuovere prodotti locali di altissima qualità, ne amplia l'offerta”. La vicesindaca Lantschner ha poi aggiunto di essere “orgogliosa che nel suo Comune sia presente un'impresa innovativa come Amò”.

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