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| 09 apr 2022 | 20:31

La “maratona” degli chef stellati fra specialità culinarie del territorio e un occhio di riguardo all’ambiente

La nuova cucina fra tradizione e sperimentazione, da Peter Brunel la “maratona” degli chef stellati: “Ognuno ha portato qualcosa per presentare il suo territorio con le proprie specialità e i propri prodotti tipici. È stato un po’ il riepilogo delle varie tappe”

La “maratona” degli chef stellati fra specialità culinarie del territorio e un occhio di riguardo all’ambiente
di T.G.

ARCO. Tradizione e sperimentazione, è questa la sintesi della “maratona”, dalle Dolomiti con il lago di Garda, che ha visto protagonisti vari chef del territorio. Una corsa partita da Dobbiaco e terminata il 9 aprile al Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera. In mezzo tante tappe, fra cui Linfano di Arco, alla scoperta dei prodotti e delle tradizioni locali.

 

In questo senso non poteva mancare una delle eccellenze trentine: il Ristorante Gourmet dello chef fassano Peter Brunel che grazie alle sue abilità si è guadagnato la tanto ambita stella Michelin per il “miglior servizio di sala 2021” e due forchette del Gambero Rosso.

 

A unire non solo idealmente le varie località ci ha pensato un altro chef stellato, Chris Oberhammer del Tilia Restaurant di Dobbiaco che affiancato dall’ex maratoneta Gianni Poli, vincitore nel 1986 della maratona di New York, ha percorso in 9 giorni quasi 300 chilometri.

 

Al Peter Brunel Ristorante Gourmet gli chef che hanno partecipato alla maratona sono stati anche protagonisti in cucina proponendo varie pietanze. “Ognuno ha portato qualcosa – puntualizza Brunel – per presentare il suo territorio con le proprie specialità e i propri prodotti tipici. È stato un po’ il riepilogo delle varie tappe”.

 

Per citare alcuni esempi, ai fortunati commensali sono stati serviti canederli, trota marinata, ravioli fritti e una rivisitazione di un piatto “semplice”: patate, uova e formaggio, magistralmente eseguito con i prodotti provenienti dalla zona di Dobbiaco dallo chef Oberhammer. Per la cronaca il padrone di casa ha cucinato invece il suo famoso “risotto del cavolo” con mela, cavolo cappuccio viola della Val di Gresta e una salsa centrifugata al rafano.

 

“Tutti i piatti che ho preparato in ognuna delle varie tappe lì ho cucinati per la prima volta”, sottolinea Oberhammer che ha materialmente percorso gli oltre 200 chilometri che separano Dobbiaco dal Peter Brunel Ristorante Gourmet. “Non avevo fatto nessun test, perché non sapevo cosa avrei ricevuto e questa è anche un po’ la sfida di improvvisare e ripensare quello che abbiamo, ricreando al momento dei piatti. Questa per me è la sfida più bella”. Una sfida raccolta ben volentieri anche da Brunel: “Il prossimo anno mi piacerebbe reinterpretarla a modo mio magari in bicicletta, seguendo il percorso inverso, sperando che non ci sia la neve”.

 

“Con chef Oberhammer abbiamo visitato tante realtà dove ogni sera ci siamo fermati per cucinare – racconta Poli – io credo che noi tutti facciamo una vita disordinata, la gente deve muoversi e alimentarsi in una certa maniera, noi siamo andati a prendere cibi sani, quelle che i contadini producono con tanti sacrifici”.

 

Come già anticipato la maratona ha voluto porre l’accento anche sulla sostenibilità, a disposizione c’erano infatti delle Mercedes elettriche. “Dove ci sono stelle è giusto abbinare le stelle del monto dell’automobile”, dichiara Michele Tessadri responsabile marketing del gruppo Autoindustriale, uno degli sponsor dell’iniziativa. “Abbiamo accompagnato con delle vetture elettriche il viaggio di Poli e Oberhammer, a noi ha fatto piacere che siano stati scelti dei veicoli con emissioni zero per dare un messaggio di sostenibilità”.

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