Lo storico Bar Calvi "della Nadia" chiuderà i battenti: "Lavoro qui da 60 anni. Abbiamo ancora la cabina telefonica con i vecchi elenchi, un tempo c'era la fila"
Il Bar Calvi chiuderà alla fine dell'anno. Il locale era stato fondato dai nonni della titolare: oltre ad avere un telefono pubblico al piano superiore c'erano anche tre stanze. Sannicolò: "La scelta di chiudere? E' stato un processo naturale. A 16 anni sono passata dai banchi di scuola a stare dietro al bancone per aiutare mio padre"

TERRAGNOLO. Lo storico Bar Calvi annuncia che entro la fine dell'anno chiuderà. A confermarlo è la 76enne Nadia Sannicolò, titolare del bar di famiglia fondato dai suoi nonni. A darle una mano anche il marito, Rodolfo Cornalò, conosciuto come "il Rudi".

"E' una scelta triste da una parte - spiega Sannicolò a Il Dolomiti - ma dall'altra inizio a fare fatica a gestire il bar. E' stato un processo naturale". Sono attività queste che stanno pian piano scomparendo, ma che rappresentano un punto di riferimento per le piccole comunità. Sono i bar e i tabacchini di paese, che riescono a riportare indietro nel tempo con il loro "clima di famigliarità" che si sta perdendo.

Da anni ormai il Bar Calvi si è dedicato soltanto all'attività di bar. Ma in passato era qualcosa di più: "Qui nel locale c'era anche il telefono pubblico - racconta la titolare - abbiamo ancora la cabina in disuso con gli elenchi telefonici storici. Un tempo c'era la fila per chiamare. In più avevamo anche 3 stanze al piano superiore, dove facevamo anche da mangiare: c'era sempre qualche turista che veniva e si fermava qui per una settimana".
La chiusura del bar arriva anche dopo un difficile periodo, quello della pandemia, che ha messo in ginocchio moltissime attività e questo "non ha assolutamente aiutato ad andare avanti".
Un bar perciò, che come tanti altri locali storici, ha visto passare diverse generazioni: "Ho iniziato a lavorare qui nel 1963, avevo solo 16 anni: alla morte di mia madre sono passata dai banchi di scuola a stare dietro al bancone per aiutare mio padre. Questo è un luogo di aggregazione, un punto di riferimento per gli abitanti qui. Molti sono clienti fissi, quando entrano so già cosa vogliono. Una volta si giocava tantissimo a carte, usanza che si è un po' persa negli ultimi tempi".













