"Schiacciati da costi di gestione troppo alti", addio dopo oltre cent'anni alla latteria di Tisoi: "Doloroso, ma non abbiamo avuto scelta"
Un capitolo lungo oltre cent'anni della storia di Belluno si appresta a concludersi. Questo, perché l'unica latteria attiva entro i confini del Comune, a Tisoi, ha gettato la spugna e presto chiuderà i battenti, schiacciata da costi di gestione troppo elevati

BELLUNO. Un capitolo lungo oltre cent'anni della storia di Belluno si appresta a concludersi. Questo, perché l'unica latteria attiva entro i confini del Comune, a Tisoi, ha gettato la spugna e presto chiuderà i battenti, schiacciata da costi di gestione troppo elevati.
La prima pagina di questo racconto venne scritta nel 1862, quando, per l'appunto, nasceva la latteria di Tisoi, nella quale si recavano "coloro i quali possedevano vacche per trasformare il latte per autoconsumo". Da allora, di passi ne sono stati fatti molti: "Da latteria ternaria utilizzata dalla maggior parte delle famiglie della zona, è diventata un caseificio vero e proprio con un casaro fisso. Poi si è cominciato a lavorare il latte dei soci non più per autoproduzione ma per creare prodotti destinati alla vendita", riferisce Carolina Da Rold, socia accanto al padre Orazio e allo zio della latteria.
"Io ed i miei parenti siamo subentrati come soci verso i primi anni 2000 - premette -. Mentre altre aziende agricole nel tempo sono 'uscite' dalla società, noi siamo rimasti, arrivando al punto di restare in 3, facendo diventare la latteria una sorta di azienda di famiglia".
Una struttura che fino a qualche tempo fa lavorava "fra i 10 e i 15 quintali di latte al giorno", trasformandolo in formaggi venduti non soltanto nel negozio di Tisoi ma anche in molti supermercati della zona. Ora, nella bottega di paese, è possibile trovare soltanto prodotti stagionati: "I freschi non ci sono più già da qualche giorno - fa sapere Da Rold -. Il negozio resterà aperto ancora per un po': fino ad esaurimento scorte del magazzino".
La cooperativa andrà in liquidazione mentre l'azienda agricola dei Da Rold verrà portata avanti: "Il latte prodotto dalle nostre 150 mucche - conclude - d'ora in poi verrà lavorato da Lattebusche". Un piccolo grande capitolo della storia della zona che, così, si chiude. Non senza dispiacere: "Purtroppo, è stata l'unica scelta possibile".











