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| 04 mar 2022 | 05:01

Ucraina, l'appello delle femministe russe: "Condanniamo questa guerra, opponiamoci al governo di Putin". Non una di Meno Trento rilancia il messaggio

Le attiviste del gruppo russo "Resistenza femminista contro la guerra" invitano le femministe di tutto il mondo a opporsi all’occupazione militare in Ucraina, lanciata dal governo di Putin. Il messaggio pacifista ha raggiunto le reti femministe di tutto il mondo, arrivando anche a Non una di meno Trento

Police detain a demonstrator during an antiwar protest in Pushkin Square, Moscow, February 24, 2022. (Sergei Savostyanov / TASS via Getty Images)
Police detain a demonstrator during an antiwar protest in Pushkin Square, Moscow, February 24, 2022. (Sergei Savostyanov / TASS via Getty Images)
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “Chiediamo ai gruppi e alle singole femministe di unirsi alla Resistenza femminista contro la guerra e unire le forze per opporsi attivamente al governo che l’ha iniziata”. È chiaro il messaggio lanciato dalle femministe russe che in questi giorni con il loro appello invitano a contrastare l’occupazione militare in Ucraina ordinata dal presidente Vladimir Putin. “Come cittadine russe e femministe, condanniamo questo conflitto – aggiunge il movimento – il femminismo come forza politica non può essere dalla parte di una guerra di aggressione e occupazione militare”.

 

Il messaggio pacifista, partito in primis dai canali social, si è propagato a grandissima velocità dalla Russia, arrivando ad agganciare le reti femministe di tutto il mondo. Le stesse attiviste di Non una di meno Trento, così come tanti altri gruppi, hanno accolto immediatamente il loro grido di rivolta, condividendolo e chiedendo di diffondere il messaggio. "Vogliamo riportare una citazione di Carla Lonzi per commentare il nostro sostegno a questa campagna – sostengono le attiviste Nudm Trento – ‘La guerra è stata da sempre l'attività specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile’. Lo sguardo femminista è l'unica via".

 

Il canale Telegram delle femministe russe, creato a fine febbraio, ha raccolto finora quasi novemila iscritti. Nel suo manifesto il movimento promuove l’organizzazione di azioni e campagne pacifiche "sia offline che online contro la guerra e la dittatura di Putin", lanciando gli hashtag #FeministAntiWarResistance e #FeministsAgainstWar.

 

Come si legge nell'appello il movimento femminista russo "lotta per i soggetti più deboli e per lo sviluppo di una società giusta, con pari opportunità e prospettive, in cui non ci può essere spazio per la violenza e i conflitti militari". Per questo, affermano, "tutto ciò è inconciliabile con i valori e gli obiettivi essenziali del movimento femminista".

 

Sono decise a far sentire la loro voce le femministe, "una delle poche forze politiche attive in Russia, una di quelle meno colpite dalla repressione statale". Attualmente sono più di quarantacinque le diverse organizzazioni che operano in tutto il paese, da Kaliningrad a Vladivostok, da Rostov-on-Don a Ulan-Ude e Murmansk, rappresentano una delle spine nel fianco del presidente Putin

 

Riportiamo di seguito l’intero appello del movimento, tradotto dal russo da Jacobin Italia:

 

Il 24 febbraio, intorno alle 5:30 ora di Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un’«operazione speciale» sul territorio dell’Ucraina per «denazificare» e «smilitarizzare» questo stato sovrano. L’operazione era in preparazione da tempo. Per diversi mesi le truppe russe si sono spostate fino al confine con l’Ucraina. Nel frattempo, la dirigenza del nostro paese negava ogni possibilità di attacco militare. Ora sappiamo che si trattava di una menzogna

 

La Russia ha dichiarato guerra al suo vicino. Non ha concesso all’Ucraina il diritto all’autodeterminazione né alcuna speranza di una vita pacifica. Dichiariamo, e non per la prima volta, che la guerra è stata condotta negli ultimi otto anni su iniziativa del governo russo. La guerra nel Donbas è una conseguenza dell’annessione illegale della Crimea. Crediamo che la Russia e il suo presidente non siano e non siano mai stati preoccupati per il destino delle persone a Luhansk e Donetsk, e il riconoscimento delle repubbliche dopo otto anni è stato solo una scusa per l’invasione dell’Ucraina con il pretesto della liberazione.

 

Come cittadine russe e femministe, condanniamo questa guerra. Il femminismo come forza politica non può essere dalla parte di una guerra di aggressione e occupazione militare. Il movimento femminista in Russia lotta per i soggetti più deboli e per lo sviluppo di una società giusta con pari opportunità e prospettive, in cui non ci può essere spazio per la violenza e i conflitti militari.
Guerra significa violenza, povertà, sfollamenti forzati, vite spezzate, insicurezza e mancanza di futuro. Tutto ciò è inconciliabile con i valori e gli obiettivi essenziali del movimento femminista. La guerra intensifica la disuguaglianza di genere e mette un freno per molti anni alle conquiste per i diritti umani. La guerra porta con sé non solo la violenza delle bombe e dei proiettili, ma anche la violenza sessuale: come dimostra la storia, durante la guerra il rischio di essere violentata aumenta di molto per qualsiasi donna. Per questi e molti altri motivi, le femministe russe e coloro che condividono i valori femministi devono prendere una posizione forte contro questa guerra scatenata dalla leadership del nostro paese.

 

La guerra in corso, come mostrano i discorsi di Putin, è anche combattuta all’insegna dei «valori tradizionali» dichiarati dagli ideologi del governo, valori che la Russia avrebbe deciso di promuovere in tutto il mondo come missione, usando la violenza contro chi rifiuta di accettarli o intende mantenere altri punti di vista. Chiunque sia capace di pensiero critico comprende bene che questi «valori tradizionali» includono la disuguaglianza di genere, lo sfruttamento delle donne e la repressione statale contro coloro il cui stile di vita, autoidentificazione e azioni non sono conformi alle ristrette norme del patriarcato. La giustificazione dell’occupazione di uno stato vicino con il desiderio di promuovere norme così distorte e perseguire una «liberazione» demagogica è un altro motivo per cui le femministe di tutta la Russia devono opporsi con tutta la loro forza a questa guerra.

 

Le femministe sono una delle poche forze politiche attive in Russia. Per molto tempo le autorità russe non ci hanno percepito come un movimento politico pericoloso, e quindi rispetto ad altri gruppi politici siamo state temporaneamente meno colpite dalla repressione statale. Attualmente più di quarantacinque diverse organizzazioni femministe operano in tutto il paese, da Kaliningrad a Vladivostok, da Rostov-on-Don a Ulan-Ude e Murmansk. Chiediamo ai gruppi femministi russi e alle singole femministe di unirsi alla Resistenza femminista contro la guerra e unire le forze per opporsi attivamente alla guerra e al governo che l’ha iniziata. Chiediamo anche alle femministe di tutto il mondo di unirsi alla nostra resistenza. Siamo tante e insieme possiamo fare molto: negli ultimi dieci anni, il movimento femminista ha acquisito un’enorme forza mediatica e culturale. È tempo di trasformarla in potere politico. Siamo l’opposizione alla guerra, al patriarcato, all’autoritarismo e al militarismo. Siamo il futuro che prevarrà.

 

Chiediamo alle femministe di tutto il mondo:

 

– Di partecipare a manifestazioni pacifiche e lanciare campagne offline e online contro la guerra in Ucraina e la dittatura di Putin, organizzando le proprie azioni. Sentitevi libere di usare il simbolo del movimento femminista di resistenza contro la guerra nei vostri materiali e pubblicazioni, così come gli hashtag #FeministAntiWarResistance e #FeministsAgainstWar.

– Di diffondere informazioni sulla guerra in Ucraina e sull’aggressione di Putin. Abbiamo bisogno che il mondo intero sostenga l’Ucraina e si rifiuti di aiutare in alcun modo il regime di Putin.

– Di condividere questo appello con altre. È necessario dimostrare che le femministe sono contrarie a questa guerra e a qualsiasi tipo di guerra. È anche fondamentale far vedere che ci sono ancora attiviste russe pronti a unirsi per opporsi al regime di Putin. Siamo tutte a rischio di persecuzione da parte dello stato e abbiamo bisogno del vostro appoggio.

La campagna Resistenza femminista contro la guerra ha un canale Telegram con informazioni ulteriori (in russo).

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