"Amza e Abasse sono un valore aggiunto per la nostra comunità", l'appello sui social: "Sono volenterosi e pronti ad imparare: aiutateci a trovare un impiego per loro"
Amza e Abasse, originari del Burkina Faso, da qualche mese hanno trovato casa nel Bellunese, grazie all'aiuto dei volontari e degli abitanti del luogo, che si sono mossi per dare loro un mano fra documenti e la ricerca di un appartamento. Ora i due sono in cerca di un impiego per poter sostenere le proprie spese in autonomia

AURONZO DI CADORE. Sono arrivati ad Auronzo ad aprile 2023 e da allora sono "un valore aggiunto per la comunità". Si chiamano Amza, Abasse e Bassiduo, sono originari del Burkina Faso, e da qualche mese hanno trovato casa nel Bellunese, grazie all'aiuto dei volontari, della parrocchia e degli abitanti, che si sono mossi per dare un mano fra documenti, la ricerca di un appartamento e diverse donazioni.
“Sono stati inizialmente ospitati, per un paio di mesi, dall'Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), che ha messo a disposizione un punto d'appoggio in attesa di sistemare anzitutto l'aspetto sanitario e provvedere alla richiesta di asilo politico, tutt'ora in fase di completamento”, esordisce la consigliera Maria Maroldo, che sta seguendo i ragazzi nel loro percorso di integrazione. In attesa della realizzazione dei documenti e del permesso di soggiorno (e anche in seguito), "i tre si sono mostrati disponibili per lavoretti di volontariato di vario tipo".
"Avrebbero voluto lavorare fin dal primo giorno - sottolinea ancora - ma per i primi due mesi la normativa preclude la possibilità di impiego. In attesa di poter lavorare a tutti gli effetti, Amza, Abasse e Bassiduo non sono tuttavia rimasti con le mani in mano, dedicandosi "alla pulizia delle sponde del lago di Auronzo, prendendo parte alle giornate ecologiche o mostrandosi disponibili per piccole manutenzioni, mettendosi in gioco con gratitudine: il loro è stato un inserimento davvero molto positivo".
Della stessa idea ne sono infatti anche gli abitanti di Auronzo, che hanno partecipato con entusiasmo e generosità alla raccolta di vestiario da donare ai ragazzi e che hanno messo a disposizione diversi mobili nel momento in cui è stato trovato loro un appartamento in cui vivere. Anche la parrocchia ha giocato un ruolo fondamentale, mettendo a disposizione un'importante somma di denaro per supportare i giovani: "La sfida più grande per ora, quasi insormontabile, è stato trovare una casa per Amza, Abasse e Bassiduo: il Comune ha dovuto agire d'ufficio chiedendo una deroga alla Giunta regionale sulla normativa che disciplina le emergenze abitative Ater".
Ora che l'appartamento è stato infine individuato e ammobiliato, "non resta che trovare loro un impiego, affinché possano pagarsi le proprie spese, attualmente sostenute dalla prefettura", aggiunge Maroldo. Uno di loro, Bassiduo, è fortunatamente già riuscito a trovare lavoro: "Sta facendo la stagione al rifugio Lunelli - conclude la consigliera -. Fra qualche tempo dovrà trovare un nuovo impiego ma per ora è felice dell'esperienza che sta vivendo".
Per Amza e Abbasse, invece, è stato lanciato nelle scorse ore un vero e proprio appello, condiviso anche sui social: "Sono volenterosi e pronti ad imparare. Stanno attualmente frequentando con impegno un corso di italiano ed entrambi hanno svolto un corso sulla sicurezza. Abasse, in particolare, ha già qualche anno di esperienza nell'edilizia: aiutateci a trovare un lavoro per loro". I due sarebbero anche disposti a spostarsi per "offerte d'impiego che includono l'alloggio".














