Il Parco lancia un progetto di ricerca sull’integrazione dei grandi carnivori nello spazio alpino: ''Indispensabile comprendere pienamente le dinamiche sociali e culturali''
Aperta con un minuto di silenzio per Andrea Papi la riunione del Comitato di gestione a cui è seguita la Giunta esecutiva. Nel corso del vertice è stato lanciato un progetto dal costo di 70 mila euro in tre anni: "Un piano centrato sulle azioni utili per assecondare il processo di integrazione dei grandi carnivori nel mondo di noi umani"

TRENTO. Il Parco naturale Adamello Brenta lancia un progetto di ricerca sull’integrazione dei grandi carnivori nello spazio alpino. "L’idea di partenza - spiega il presidente Walter Ferrazza - si fonda sulla convinzione che sia indispensabile comprendere pienamente le dinamiche sociali e culturali che caratterizzano i rapporti uomo-animale selvatico". Il costo è di 70 mila euro in tre anni a carico dell'ente.
Dopo gli interventi degli scorsi giorni del presidente Ferrazza ("'Abbattere 70 orsi? Impraticabile. Basta con populismi e isterismi. La politica si affidi ai tecnici. Le soluzioni esistono già'' - Qui articolo) e dello zoologo Andrea Mustoni (''Il Life Ursus? Un successo poi la politica ha smesso di agire. 50 orsi? Il numero minimo'' - qui articolo), il Parco si è riunito per discutere il bilancio e in questa cornice è stato presentato un progetto già messo in cantiere l'anno scorso e che "non 'insegue' l’attualità recente, anzi, l’ha in qualche modo anticipata. Si tratta – commenta Ferrazza - di un progetto centrato sulle azioni utili per assecondare il processo di integrazione dei grandi carnivori nel mondo di noi umani".
La riunione di oggi, mercoledì 26 aprile, dell'ente parco si è aperta con un minuto di silenzio per commemorare il giovane Andrea Papi, aggredito e ucciso dall'orsa Jj4 nei boschi di Caldes. Il primo vertice dopo la tragedia avvenuta in val di Sole. Alla vicenda e alle sue conseguenze il Comitato dedicherà molto presto una riunione ad hoc.
La riunione di oggi, che ha segnato anche l’avvicendamento fra i due direttori, quello uscente, Cristiano Trotter, che passa ora a dirigere il Parco Paneveggio Pale di San Martino, e quello entrante, Alessandro Brugnoli, che prenderà servizio nei prossimi giorni, ha consentito di esaminare e successivamente approvare il rendiconto 2022, l’assestamento al Bilancio di previsione 2023/2025, ma soprattutto l’aggiornamento del Piano di attività 2023, che prevede l’avvio di un nuovo progetto di ricerca sul tema: “Integrazione dei grandi carnivori nell’antroposfera alpina”.
Il progetto si articola in tre anni. "Vogliamo capire, per esempio, come l’opinione dei cittadini nei confronti del progetto di ripopolamento degli orsi nel Trentino occidentale sia cambiata, e questo, lo ripeto, molto prima dell’ultimo tragico evento, e quali percorsi partecipativi - prosegue Ferrazza - rivolti in primo luogo alle comunità locali, possano essere avviati per generare atteggiamenti e dinamiche favorevoli alla convivenza tra uomini e animali. Ora tutto è enormemente più difficile rispetto a quando abbiamo cominciato a ragionarci, in maniera, vorrei dire, preveggente, ma il compito di una realtà come il Parco è anche questo: farci carico dei problemi e provare ad affrontarli, forti delle nostre competenze tecnico-scientifiche e con un atteggiamento assolutamente collaborativo nei confronti della la Provincia e degli altri portatori di interesse”.
Sempre per quanto riguarda il bilancio, si registra in sede di assestamento una crescita delle spese per il personale e degli impegni per le attività di manutenzione svolte dal personale del Parco nei Comuni, in gran parte autofinanziate, per interventi che riguardano sentieri, ponti, edifici rurali e infrastrutture rivolte a tutti coloro che vivono e percorrono la montagna. L’avanzo di amministrazione, interamente dedicato agli investimenti è di 1.118.542,69 euro.














