Contenuto sponsorizzato
Trento
12 agosto | 11:06

“Si vuole essere invidiati per non invidiare”. L’estate e la “depressione” da vacanze, l'esperta: “Società e social ci spingono a vivere ogni cosa come un prestazione”

Come influisce la pressione dei media e della società sulla nostra vita? Ne parliamo con la Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento Roberta Bommassar: “Il confronto costante in ogni aspetto della propria esistenza tra disponibilità economica, prestanza fisica ed esperienze vissute genera stress e insicurezze”

di Michele Terragnolo (Liceo Prati)

TRENTO. Al giorno d’oggi siamo sempre più esposti ai social e ai confronti. Questo porta, soprattutto i giovani, a vivere le situazioni con stress ed insicurezza.

 

Abbiamo chiesto un parere sul tema alla Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento Roberta Bommassar.

 

“In generale la società, ma soprattutto il mondo dei social ci portano a vivere ogni cosa come una prestazione”, sottolinea la Presidente. “Soprattutto tra i giovani è molto comune il confronto con quello che si vede sui social. Questo porta ad un eccessivo carico di aspettative rispetto alla propria vita, messa a paragone con le fantastiche esperienze mostrate dagli altri sui social. È un fenomeno sociale, ma anche economico, infatti qualsiasi aspetto della propria esistenza viene messo in discussione: la disponibilità economica, la prestanza fisica, quello che si fa. Ogni cosa è motivo di giudizio e ogni cosa viene giudicata”. 

 

Percezioni che si scontrano poi con la vita “reale” di tutti i giorni.

“Sì, spesso le aspettative che, in base a quello che la società e i social ci spingono a vedere e invidiare, siamo spinti ad avere, vengono deluse da esperienze personali, che nella nostra testa non rispecchiano quello che vorremmo ci accadesse, portandoci a provare tristezza in un momento che dovrebbe farci stare bene, il contrario di quello che ‘dovrebbe’ essere”.

 

Ad esempio?

“Un esempio di tutto questo fenomeno potrebbe essere la manifestazione di una sorta di tristezza, malinconia, correlata all’estate che si origina per le aspettative deluse rispetto a questo periodo dell’anno. Si potrebbe definire come Summer Blues, ma è un meccanismo generale che influisce su tutta la nostra vita: le aspettative deluse e la prestazione non completata che causano un senso di invidia e incompletezza”.

 

Insomma, una sorta di “depressione estiva”?

“Rispetto all’estate ci sono dei fenomeni che potremmo classificare come scatenanti di questo sentimento: l'estate si porta dietro una serie di “stereotipi ciclici”, preconcetti che la accompagnano, requisiti da soddisfare. Quando sentiamo la parola estate pensiamo a sole, mare, vacanza, divertimento. Ma non per tutti è così. Ormai andare in vacanza non è più prendersi del tempo per se stessi, rilassarsi, e leggersi un libro, ma è diventata anch’essa una prestazione, da postare, condividere, far vedere agli altri. Si vuole essere invidiati per non invidiare”.  

 

L’obiettivo è diventato vivere tutto al massimo, mostrare al mondo che lo si sta facendo.

"Sì, e tutto è anche correlato dall’aspetto economico, il confronto con chi va in vacanza e dove, il dover andare in un posto costoso per dimostrare, per essere riconosciuti. Sembra che si debba sempre fare invidia a qualcuno. Se non ci si diverte “al massimo” per tre mesi, non si fanno esperienze e viaggi, si pensa di vivere un'estate “noiosa”, anzi, quasi di non viverla. Infine c’è il fattore estetico, bisogna essere sempre performanti, al top delle condizioni, e chi non rientra nei “canoni di bellezza” si sente impedito nel raggiungere quella speranza di perfezione, bellezza e felicità che reputava all’estate. Questo meccanismo però è collegabile a molti altri avvenimenti che possono causare preconcetti”.

 

Cosa ci insegna questa tendenza rispetto alla società in cui viviamo?

“Che siamo soggetti ad un’estenuazione dei modelli e della perfezione. La nostra società pressa per l’individualismo e il narcisismo, la persona si sente costantemente giudicata e in dovere di realizzare queste aspettative e, il riscontrare che queste aspettative non corrispondono alla realtà, e lo stress che il provare a realizzarle causa, provoca questi stati d’animo. Il problema sono la competitività e la prestazione che ormai influenzano ogni nostra azione”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 aprile | 15:21
Un 19enne altoatesino, originario di San Genesio, è precipitato nel vuoto compiendo un terribile volo, mentre stava affrontando il sesto tiro [...]
Cronaca
| 18 aprile | 13:34
La preoccupazione è tornata a crescere dopo l’ennesimo incidente avvenuto nella notte in zona Campiello dove un uomo di 53 anni ha distrutto la [...]
Cronaca
| 18 aprile | 13:23
Si sono concluse tragicamente le ricerche dell''uomo che era scivolato e finito nel corso d'acqua, dal quale non è più riuscito a riemergere, in [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato