"Anche le azioni più semplici, per questi ragazzi sono una sfida quotidiana”. Il racconto di Noemi, volontaria della Lega del Filo d’Oro: "Attività che donano un sorriso"
Appena rientrata da uno dei soggiorni estivi della Lega del Filo d'Oro, rivolti ai ragazzi sordociechi e con pluridisabilità psicosensoriali, la volontaria Noemi Marcone racconta l'esperienza: "Anche solo ridere, scherzare e farsi riconoscere dalla voce e dal profumo è l’emozione più forte: inizialmente questo può intimorire, ma si esce vittoriosi sotto molti punti di vista, soprattutto quello della crescita interiore"

PREDAZZO. I soggiorni estivi per i ragazzi sordociechi e con pluridisabilità psicosensoriali della Lega del Filo d’Oro, all’Active Hotel Rosat di Predazzo, stanno proseguendo, e fino al 7 settembre permetteranno loro di svolgere numerose attività di svago, giochi e attività ricreative per mettersi alla prova e superare piccoli e grandi ostacoli. (QUI ARTICOLO)
Avviati nell'estate del 1964, anno della nascita dell'Ente, i soggiorni estivi rappresentano da oltre sessant'anni un'importante occasione di incontro, socializzazione e conoscenza per chi non vede e non sente: per ogni settimana i ragazzi saranno affiancati da volontari e personale qualificato che garantirà assistenza, accompagnamento e supporto nella comunicazione.
Noemi Marcone, volontaria di Roma appena rientrata dalla settimana a Predazzo, fa parte dell’Ente da cinque anni, e ha deciso di intraprendere questo percorso per mettersi in gioco, anche alla luce di un'esperienza famigliare personale: avendo un fratello sordo ha voluto entrare, se così si può dire, nel suo mondo, per conoscerlo ancora meglio.
"È stata un esperienza molto positiva, sia perché si è creato un bel gruppo tra noi volontari e allo stesso tempo anche per i ragazzi. Eravamo 14 volontari - racconta Noemi a il Dolomiti - assieme alle nostre due responsabili e 11 ragazzi. Abbiamo fatto parecchi trekking, visite e attività che hanno donato un sorriso a questi ragazzi, contagiando di conseguenza anche noi".
Questa iniziativa, si evince, oltre ad essere molto importante per gli utenti, è fondamentale anche per i volontari, che portano a casa ricordi indimenticabili: “Un bellissimo ricordo che porterò con me - spiega Noemi - è la sfida di Donatella, utente sordocieca che ha fatto vari trekking nel corso del soggiorno ma non è riuscita mai ad arrivare all’arrivo programmato. Un giorno la stavo affiancando in un percorso un po' difficile verso il rifugio Fuciade e, con pazienza e determinazione, siamo riuscite a raggiungere l’arrivo e tornare alla partenza. Vedere la gioia nei suoi occhi e sentire l’emozione nei suoi racconti, perché le ho fatto raggiungere un traguardo mai ottenuto, è stato molto emozionante anche per me”.
Uno degli obiettivi dell’Ente proprio quello di superare l’isolamento e il senso di esclusione che spesso vivono le persone sordocieche e le loro famiglie.
Noemi riflette sull’esperienza appena vissuta: "Qualche difficoltà c’è, per la paura di sbagliare e non 'accontentare' la persona che hai davanti, ma allo stesso tempo anche solo ridere, scherzare e farti riconoscere semplicemente dalla voce e dal profumo è l’emozione più forte. Provare a fare questa esperienza inizialmente mette paura, ma allo stesso tempo esci vittorioso per tante cose, perché ti fa crescere interiormente. Sono emozioni forti che ti porti dietro tutta la vita, perché non ci si rende conto di quanto le cose che noi riteniamo semplici, per loro sono il raggiungimento di grandi traguardi".











