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Belluno
29 ottobre | 06:38

Cortina rimane senza veterinari? "A rischio anche il servizio per i cani da soccorso durante le Olimpiadi: serve una soluzione, manifesteremo davanti al Comune"

Tra poco più di un mese residenti e turisti di Cortina rischiano di restare senza veterinari. Dopo l’abbattimento della sede storica per far posto alla cabinovia di Socrepes, è infatti in scadenza il contratto per l’ambulatorio temporaneo nei pressi del Villaggio olimpico, mentre quello per la sede definitiva è stato disdetto qualche settimana fa. Abbiamo allora contattato uno dei due veterinari, Fabio Frison, e la moglie Eleonora Rizzoli, che ha organizzato una manifestazione per giovedì davanti al Comune

CORTINA D’AMPEZZO. Tra poco più di un mese residenti e turisti di Cortina rischiano di restare senza ambulatorio veterinario.

 

“Il contratto per l’attuale sede, che è temporanea, scade il 30 novembre e al momento non abbiamo notizie per il dopo. A noi quello che interessa è che gli animali possano essere curati: siamo quindi disponibili in qualsiasi momento a confrontarci e trovare una soluzione”, spiega a Il Dolomiti Fabio Frison, uno dei due medici veterinari della città, che condivide lo studio con il dottor Alessandro Siorpaes.

 

Cosa sta succedendo? Fino a fine luglio, Frison e Siorpaes lavoravano in uno stabile costruito su un terreno del Comune nei pressi della partenza della cabinovia Apollonio-Socrepes, il cui avvio dei lavori ne ha però comportato l’abbattimento. All’epoca, il Comune aveva annunciato due soluzioni per garantire un servizio che la stessa amministrazione giudicava “essenziale per la comunità e il benessere": la prima era la sede temporanea a Fiames, dove attualmente i veterinari lavorano, alla quale avrebbe dovuto far seguito il trasferimento in quella definitiva a Socus (qui il dettaglio).

 

Il contratto di concessione per quest’ultima è stato firmato il 5 settembre, ma poi è arrivata la doccia fredda con la disdetta dello scorso 2 ottobre. “Il Comune ci ha spiegato - continua Frison - che non è possibile cambiare la destinazione d’uso di un immobile realizzato con i Fondi di confine, ma sembra più una scusa che una motivazione solida”. Una doccia fredda anche per l’Ulss 1 Dolomiti, che aveva preso contatti con i veterinari per la gestione dei cani da soccorso e quelli antidroga in vista delle Olimpiadi.

 

“Quando la notizia della disdetta è trapelata sui giornali - prosegue - l’Ulss ci ha contattati per capire le nostre intenzioni, ma noi non possiamo fare nulla se il Comune non interviene. In questi mesi abbiamo avuto diverse interlocuzioni con gli assessori, ma al momento il 30 novembre noi saremo senza lavoro e gli animali senza le cure necessarie. Inoltre, dobbiamo considerare che ci sarà da spostare tutta l’attrezzatura, che non sappiamo nemmeno dove mettere: il trasloco non si fa in un giorno, quindi probabilmente la chiusura sarà anticipata di qualche giorno. Insomma, una situazione spiacevole e difficoltà non da poco”.

 

Per questo Eleonora Rizzoli, moglie di Frison, ha organizzato una manifestazione per giovedì 30 ottobre alle 10 davanti al Comune. “Ad oggi non sappiamo nulla - spiega Rizzoli - e non è comunque facile pensare di traslocare in neanche un mese. Oltretutto a Fiames la sede è precaria, senza riscaldamento, e i veterinari la accettano perché le persone e gli animali hanno bisogno, ma non lavorano bene". Frison ci racconta anche di essere stato fermato qualche giorno fa per accedere all’ambulatorio, visto che si trova nei pressi del Villaggio olimpico, cioè una zona delicata dal punto di vista della sicurezza.

 

“In vista delle Olimpiadi - aggiunge Frison - potrà essere organizzato un ambulatorio dentro il Villaggio per i cani da lavoro, ma residenti e turisti rimarrebbero comunque esclusi. Noi qui lavoriamo 365 giorni l’anno, alternandoci nella reperibilità durante i festivi e di notte, oltre a occuparci del recupero di cani smarriti (altrimenti dovrebbe partire ogni volta il servizio da Belluno) o della sterilizzazione dei gatti randagi: il nostro è quindi un servizio a 360 gradi, fondamentale per la comunità. Perciò siamo disponibili in qualsiasi giorno, a qualsiasi ora, per cercare una soluzione, ma bisogna intervenire in fretta”.

 

Sembra quindi l’ennesimo servizio che Cortina rischia di perdere. Dopo le Olimpiadi si dovranno “rimettere insieme i pezzi e ricostruire la comunità”, sostenevano la consigliera Roberta De Zanna e la giornalista Marina Menardi (qui l’articolo), ma senza i servizi essenziali sarà difficile immaginare un futuro sia per Cortina sia per la qualità dell’offerta turistica, che non vive solo di hotel di lusso e impianti di risalita.

 

“È stata disattesa qualsiasi promessa fatta - conclude Rizzoli - e sta diventando un incubo vivere qui. Manca la comunicazione con i residenti e molti servizi che si danno per scontati rischiano di venire meno. Purtroppo le previsioni meteo per giovedì non sono a nostro favore, ma noi saremo davanti al Comune affinché tutti possano conoscere la situazione”.

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