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| 01 ott 2025 | 22:40

Dai -40 gradi all'orso polare, la storia di "Giulia al Polo" (FOTO): una vita tra viaggi in motoslitta e paesaggi mozzafiato nel paese più a Nord "ai confini del mondo"

Dal blog al libro “Ai confini del mondo. La mia vita alle Svalbard” (edito Mondadori), la 28enne Giulia Di Marino racconta la sua vita al Polo Nord tra viaggi in motoslitta e paesaggi mozzafiato

di Giorgia De Santis

TRIESTE. “Benvenuti alle Svalbard, un arcipelago artico dove la natura regna sovrana e la vita si adatta ai ritmi del sole e delle stagioni. In questa terra selvaggia e incontaminata, ho trovato la mia rinascita, abbracciando uno stile di vita autentico e riscoprendo il valore delle piccole cose”. Questo è quello che si legge sul blog di Giulia Di Marino conosciuta sui social come “Giulia al Polo”, una ragazza di 28 anni di Trieste, che da tre anni ha cambiato completamente la sua vita per trasferirsi nella città più a nord del mondo, più precisamente a Longyearbyen, nelle isole Svalbard, dove lavora come content creator e documenta la sua vita tra viaggi in motoslitta e paesaggi mozzafiato.

Il suo profilo conta 219mila follower, e il 24 giugno di quest’anno ha pubblicato il suo libroAi confini del mondo. La mia vita alle Svalbard” dove ha condiviso la sua quotidianità ai confini estremi del mondo abitato.

Dopo aver lavorato per 5 anni come cameriera, decide di trasferirsi in Austria come ragazza alla pari mentre concludeva i suoi studi universitari in ingegneria gestionale. Nel 2022 si trasferisce alle Isole Svalbard per una nuova esperienza di vita.

Da qui si è innamorata del grande Nord e ha iniziato a raccontare la sua vita in uno dei luoghi più remoti del pianeta.

La tua vita è cambiata radicalmente da un momento all’altro. Com’è arrivata questa proposta?

È arrivata per puro caso, sinceramente non avevo mai sentito parlare della Isole Svalbard. Durante la pandemia, quando le restrizioni non permettevano di uscire, ho scoperto il canale Youtube di Cecilia Blomdahl, una content creator che documentava la sua vita in questi posti meravigliosi. Sono rimasta così affascinata a tal punto da dire che non avevo nulla da perdere. Così, ho cominciato a mandare curriculum a tutti gli alberghi del posto, per cercare qualcosa di diverso, ed è stato semplice ottenere il lavoro. Ad ottobre 2022 mi hanno assunta come receptionist in un albergo e il mese dopo mi sono trasferita definitivamente.

Com’è stata l’accoglienza? Hai avuto problemi a inserirti in un posto così diverso?

Sono stata subito accolta molto bene dalle persone che lavoravano in albergo, anche perché sono state le prime che ho conosciuto. Sono arrivata a Longyearbyen durante la notte polare quindi era completamente buio. È stata una sensazione così diversa che mi è piaciuto a tal punto da farmi capire di essere al posto giusto. È stato molto semplice, perché le persone qui hanno voglia di socializzare, siamo tutti da soli fondamentalmente perché non si nasce qua e quindi si ha voglia di creare nuove amicizie, perché nonostante metà della popolazione è composta da norvegesi, nessuno di loro è nato su quest’isola.

Una vita che hai deciso di documentare sui social e che è molto seguita, com’è nata la creazione della tua pagina?

In realtà è nata dalla pandemia quando vivevo in Austria con il mio ex ragazzo. Avevamo un canale YouTube dedicato alla lingua e alla cultura italiana, ed è nata la mia passione per i social. Dopo essermene andata dall’Austria ho chiuso il canale, ma la mia passione di fare video e creare contenuti è rimasta. Prima di partire l’ho un po' messa da parte, ma l’idea di fare qualcosa di mio c’è sempre stata seppur avevo molta paura di ricominciare da zero perché non è facile esporsi e dedicarci tanto tempo. Dopo un anno e mezzo dal mio trasferimento, ho deciso di fare il mio primo video dove raccontavo la mia quotidianità, e quel primo video è esploso inaspettatamente facendomi capire che c’era pochissima conoscenza di questo arcipelago, e una vita così diversa incuriosisce molte persone,  per questo mi ha spinto a continuare, e mi ha fatto riscoprire questa passione che con il tempo mi ha dato grandi soddisfazioni.  Ho pubblicato il primo video il 19 gennaio 2023, dove semplicemente ero seduta sul mio letto della vecchia casa, raccontando tutte le curiosità dell’isola come, ad esempio, il fatto che non si può morire o nascere qui, che ci si sposta in motoslitta, che c’è solo un supermercato, e tutte quelle curiosità che hanno poi lanciato la mia pagina.

Quanto è diversa la vita nella città più a Nord del mondo?

Siamo circa 2400 abitanti a Longyearbyen che è la città principale, e altri 600 in tutto l’arcipelago. Dev’essere tutto importato, perché qui non cresce nulla a causa del permafrost, quindi i costi logistici incidono molto sul costo della vita per quanto riguarda ad esempio la spesa al supermercato, infatti i costi sono 2-3 volte maggiori rispetto a quelli che abbiamo in Italia, ma è equilibrato con gli stipendi che prendono qui. È un posto molto diverso rispetto a quelli che consideriamo “normali”, se si pensa solo al fatto che abbiamo 4 mesi di buio e 4 mesi di sole intero, con temperature che raggiungono –40 gradi, e che ci spostiamo in motoslitta, lo rendono sicuramente un posto unico. Qui, ad esempio, non ci sono “local”, abbiamo un ospedale ma non è adibito per le nascite; quindi, tutte le donne incinte devono recarsi sulla terraferma norvegese un mese prima del parto, per questo metà della popolazione è norvegese, mentre l’altra metà è straniera. La comunità più grande è quella filippina insieme a quella thailandese, poi ci sono i russi, ucraini, polacchi e italiani, perché per vivere e lavorare qui non c’è bisogno di nessun visto e chiunque può stabilirsi qua.

Il cibo sull’isola viene principalmente importato, ma qualche piatto tipico dell’isola?

Le carni che si cucinano qui principalmente sono la balena, la foca e la renna, anche se in realtà abbiamo quasi tutto, ci sono anche tante cose italiane, filippine, thailandesi, in fondo anche se abbiamo un solo supermercato è molto grande e ben fornito. Ho provato queste carni, ma devo dire di non essere una grande fan, però quando una persona si trasferisce qua è giusto provare ad ambientarsi anche a tavola.

Hai scritto un libro che è stato pubblicato a giugno di quest’anno dal titoloAi confini del mondo. La mia vita alle Svalbard”, com’è nata l’idea?

L’idea in realtà non è nata da me. Avevo il sogno di scrivere un libro, ma mi sembrava troppo presto per mettermi in questo mondo, poi mi hanno contattato varie case editrici e alla fine ho scelto la Mondadori, dove abbiamo deciso di fare questo libro che per metà è fotografico,  dove ho voluto raccontare la mia storia, da quando sono arrivata alle Svalbard, con le mie motivazioni, fino a raccontare tutte le emozioni, le sensazioni e le esperienze che ho fatto da quando sono arrivata qui.

Un’esperienza in particolare che ti ricordi?

L’esperienza che mi è rimasta nel cuore in realtà è molto recente: lo scorso inverno siamo andati in motoslitta verso Pyramiden, un insediamento russo disabitato e abbandonato, a nord dell’arcipelago, un viaggio di molte ore con la motoslitta, infatti è stato impegnativo. Quell’anno c’era una banchisa di ghiaccio bella solida e siamo riusciti ad attraversare il mare, e lì ho avuto modo di ammirare dei paesaggi che sono rimasti impressi nella mente che a parole sono difficili da spiegare. Attraversando la banchisa ci siamo trovati alle spalle un ghiacciaio pieno di colori meravigliosi, e mentre stavamo passando con la motoslitta c’erano dei buchi nel ghiaccio dove sbucavano fuori le foche e per me è stato incredibile. Ma sono tante in generale le esperienze forti che ho vissuto: dalle  gite in barca fino ad arrivare all’80esimo parallelo nord dove ho visto per la prima volta l’orso polare nel suo habitat naturale, a ghiacciai di tutti i tipi, fino a trascorrere un weekend in una baita remota in mezzo ad una bufera di neve, ed è stata adrenalina pura sapendo che c’erano fuori gli orsi, ma come sempre facciamo tutto con la testa sulle spalle.

Com’è la tua vita ora e quali sono i piani per il futuro?

Ora ho comprato casa con il mio ragazzo, una piccola baita di legno fuori dal centro abitato che ora stiamo ristrutturando. Abbiamo portato i mobili con la barca perché qua non li vendono, e ancora per un po' di anni la mia vita sarà qui. Per il futuro mi piacerebbe visitare alcuni dei posti più remoti della terra, avendo però la base fissa alle Svalbard, per poi spostarmi in alcuni periodi e visitare posti sconosciuti documentando questa vita sui miei canali social, ma prenderò tutto con molta calma per non sobbarcarmi di troppe cose, anche perché dal 10 ottobre tornerò in Italia per un po' per alcune presentazioni in varie città del mio libro, ma le date sono ancora in aggiornamento quindi per scoprire le tappe definitive bisognerà aspettare un po' fino alla conferma sui miei canali.

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