"Il futuro del welfare passa per la dignità degli anziani", Roberto Sani (Sì Trento): "Ripensiamo politiche sociali, urbanistica e modelli di inclusione"
Le parole di Roberto Sani, candidato con la lista civica Sì Trento: “Una città si misura anche da come si relaziona con i suoi anziani. Trento ha il dovere di diventare un modello di attenzione e cura per la terza età”

TRENTO. “Una città si misura anche da come si relaziona con i suoi anziani. Trento ha il dovere di diventare un modello di attenzione e cura per la terza età”.
È netto Roberto Sani, candidato al Consiglio Comunale con la lista civica Sì Trento, nel delineare uno dei punti chiave del suo programma: una nuova visione del welfare, centrata sulla persona, sull’ascolto dei bisogni e su una progettazione che guardi al futuro con responsabilità.
La popolazione di Trento sta cambiando: "Cresce l’età media, aumenta la fascia over 65 e con essa la domanda di servizi sanitari, assistenziali, culturali e sociali. È una trasformazione che non possiamo ignorare – spiega Sani – e che impone una revisione profonda delle politiche sociali”.
Secondo i dati Istat e comunali, nei prossimi 10 anni gli over 75 rappresenteranno oltre il 15% della popolazione cittadina. “Non è solo un tema sanitario: è una questione sociale, economica e culturale. Il rischio di isolamento, marginalità e povertà relazionale è reale. Ma non inevitabile”.
Sani propone un modello di welfare territoriale, capace di portare i servizi nelle case, nei quartieri, nella quotidianità: “Dobbiamo superare la logica dei grandi sportelli e investire in servizi decentrati, domiciliari, flessibili. Più assistenza a casa, più telemedicina, più sinergia tra Comune, Apss, terzo settore e famiglie”. Tra gli obiettivi, potenziale l'assistenza domiciliare integrate, creare sportelli "mobili" nei quartieri e rafforzare il sostegno a caregiver familiari.
“Chi si prende cura di un familiare fragile – spiega Sani – svolge un ruolo fondamentale nella tenuta del sistema sociale. Dobbiamo riconoscere e supportare questo lavoro che troppo spesso passa inosservato”.
Anche perché tra case di riposto ed Rsa non mancano le criticità: liste d’attesa lunghe, mancanza di soluzioni abitative intermedie. “Bisogna investire su modelli alternativi: cohousing per anziani autosufficienti, appartamenti protetti, residenze leggere. La residenzialità va ripensata come ultima tappa di un percorso, non come unica risposta. Ma non possiamo pensare solo in termini di assistenza: serve una città che inviti le persone a uscire, a incontrarsi, a partecipare. Anche l’urbanistica è welfare”.
Un punto fondamentale per Sani è il volontariato come forma di cittadinanza attiva per la terza età anche rafforzando la rete del Csv: “Non c’è modalità più sana e appagante di fare volontariato per chi non può più lavorare. Valorizziamo chi ha tempo, esperienza e voglia di restituire qualcosa alla comunità”.
“Serve un patto per la dignità dell’invecchiamento, firmato da Comune, sistema sanitario, volontariato e famiglie", conclude Sani. "Non possiamo più permetterci una visione frammentata. Vogliamo costruire una rete stabile, efficace, partecipata. Non possiamo aspettare l’emergenza per intervenire. Trento ha le competenze, le energie e le risorse per essere un modello. Ma serve coraggio politico, capacità progettuale e ascolto vero. È il momento di investire sulle persone, e su chi ha costruito il nostro presente”.














