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Bolzano
10 luglio | 12:58

In pensione dopo 60 anni al mercato. Maurizio Albertin racconta la sua vita tra i banchi: "Ho iniziato nel 1971. Ora è tempo di godermi i nipoti"

Albertin ha visto cambiare radicalmente il commercio nel corso dei decenni e lancia un ultimo appello alle istituzioni: “Non basta passeggiare al mercato. Bisogna venire all’alba, con il vento e la pioggia, per capire davvero cosa serve

In pensione dopo 60 anni al mercato

BOLZANO. Una vita tra i banchi del  mercato, ma ora è tempo di andare in pensione e dedicarsi ad altro.

 

Dopo oltre sessant’anni Maurizio Albertin, storico ambulante bolzanino, si prepara, a 76 anni, a lasciare quel lavoro iniziato quando era giovanissimo, nel 1971. “Mi ricordo il giorno - racconta - era il 13 giugno e mi trovavo a Salorno”. “In realtà - prosegue raccontando la sua storia - 13 anni già davo una mano a chi lavorava in piazza Don Bosco e piazza Matteotti. C’erano esigenze familiari e quella strada fu naturale per dare una mano. Una vocazione”.

 

Una passione cresciuta giorno dopo giorno. “Appena avuto il libretto di lavoro provai anche ad andare al supermercato, ma scappai subito. Mi mancava il contatto umano. Il mercato è relazione, è empatia, è rapporto con la realtà vera di un luogo. È stato questo a conquistarmi e a trattenermi”.

 

Negli anni Albertin ha visto cambiare radicalmente il commercio su area pubblica, senza mai perdere l’entusiasmo. Ha attraversato il boom degli anni ‘80 e ‘90, le prime riorganizzazioni cittadine, fino agli effetti drammatici della pandemia e alla progressiva trasformazione del settore, in particolare nell’abbigliamento. “L’evoluzione degli ultimi dieci anni è stata traumatica. Il rapporto con le famiglie però resta, quello si tramanda. È questo il nostro valore”.

 

Storico punto di riferimento anche sindacale all’interno di FIVA prima e ANVA Confesercenti poi, Albertin ha promosso con lungimiranza l’apertura del mercato del lunedì in piazza Don Bosco, intuendone il potenziale quando la zona era ancora in piena evoluzione. “Era un’idea che coltivavo da tempo: creare un mercato vero in un quartiere che cresceva. E così è stato. Lo sento come il mio mercato”.

 

Tra le sue battaglie più significative, anche quella per l’apertura del mercato a Firmian, in collaborazione con l’amministrazione comunale.

E oggi? Oggi Maurizio lancia un ultimo appello alle istituzioni: “Non basta passeggiare al mercato. Bisogna venire all’alba, con il vento e la pioggia, per capire davvero cosa serve. Le aree vanno adeguate, i mezzi sono cambiati. Piazza Vittoria è l’emblema: serve una visione condivisa, e gli operatori devono essere coinvolti da subito, non all’ultimo minuto. Abbiamo fatto, credo, sei differenti versioni della prossima piazza Vittoria. Vanno ascoltati in continuazione gli operatori”.

 

Il futuro? “Un po’ più di tempo per me e la mia famiglia e i mie quattro nipoti”.

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