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Belluno
07 novembre | 18:29

Un 'esoscheletro' che pesa come 30 elefanti e passerelle che coprono una superficie di 10 campi da tennis: ecco il trampolino di Cortina 'imbragato' per il restauro

I montanti verticali e i traversi orizzontali in acciaio lucido hanno creato una griglia di metallo che amplifica la maestosità del "monumento" ampezzano. L’altezza della colonna del trampolino, che funge da torre, è di circa 51 metri, mentre la lunghezza totale della rampa di lancio è di circa 83 metri. Tra le difficoltà da superare anche il fatto che l'opera è esposta a forti venti dovuti alla morfologia del territorio e alle sue altitudini

di Redazione

CORTINA.  A guardarlo non ci si crede: 22 chilometri di tubi lineari in acciaio posizionati l'uno sull'altro, in un incastro continuo e perfetto, fanno da esoscheletro al trampolino di Cortina. Sono state utilizzate strutture in acciaio e alluminio per 1.600 quintali (il peso di 30 elefanti) ma progettate dagli ingegneri della ditta di ponteggi in modo da far scaricare il peso direttamente a terra senza gravare sulla struttura principale. E poi ci sono i piani di lavoro, su svariati livelli che coprono oltre 2.600 metri quadri, l'equivalente di circa 10 campi da tennis

 

È una piccola opera d'arte quella creata dalla trevigiana Ponteggi Euroedile, chiamata da Ecoedile Srl di Bergamo, da cui prende avvio l’intervento di recupero, per realizzare l’imponente impalcatura che oggi avvolge l’intero e iconico monumento. Chi lo guarda oggi nella sua fase di trasformazione, non vede solo il passato di gloria, fatto di sport (Olimpiadi del '56), di cinema (audace set delle peripezie acrobatiche di James Bond o del mitico Fantozzi) ma vede, soprattutto, ''l'imbraco'', una sorta di corazza esterna davvero impattante. 

 

I montanti verticali e i traversi orizzontali in acciaio lucido hanno creato una griglia di metallo che amplifica la maestosità del "monumento" ampezzano. L’altezza della colonna del trampolino, che funge da torre, è di circa 51 metri, mentre la lunghezza totale della rampa di lancio è di circa 83 metri. “Nel caso del trampolino di Cortina, proprio grazie alla sua particolare conformazione strutturale, è stata realizzata preventivamente una progettazione in 3D, poi condivisa con la direzione dei lavori - spiega Daniele Crosato, responsabile del progetto -. Questa modellazione ha permesso di evidenziare un aspetto cruciale: le strutture provvisionali necessarie per il ponteggio, per un totale di 1.600 quintali di alluminio e acciaio, sono state progettate in modo da scaricare il peso direttamente a terra. È come se avessimo fatto in modo che 30 elefanti evitassero di gravare sulla struttura principale”. 

 

Un’altra difficoltà, poi superata, è stata quella nell’adattamento del ponteggio alla complessa e irregolare geometria inclinata del trampolino mantenendo, al contempo, un’elevata stabilità strutturale; tali caratteristiche, si sono rese necessarie per sostenere i carichi operativi e le attrezzature in un ambiente che, seppur bellissimo e con un panorama mozzafiato, è esposto a forti venti dovuti alla morfologia del territorio e alle sue altitudini.

 

Le strutture provvisionali, che stanno avvolgendo ora il trampolino, verranno smantellate durante i primi mesi del 2026, quando l’impianto, restaurato in tutte le sue parti da Ecoedile, specializzata nella valorizzazione delle grandi opere alpine, sarà restituito al territorio con la bellezza di un tempo. “Con questo progetto vogliamo restituire allo skyline alpino un’opera che racconta storia, comunità e memoria. Il lavoro si sviluppa con tecniche d’avanguardia e cura estrema del dettaglio, perché ciò che fa bene al monumento fa bene anche al luogo e a chi lo abita”, commenta Enzo Nembrini, direttore generale di Ecoedile.

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