Il futuro del vino passa da Merano: al Kurhaus la 35esima edizione tra intelligenza artificiale, passaporto digitale e la sfida dei giovani
Dal 6 al 10 novembre la kermesse guida la trasformazione del settore tra il manifesto di Helmuth Köcher, il summit scientifico al Kurhaus e il riposizionamento sui mercati esteri

MERANO. Il Merano WineFestival festeggia la sua 35esima edizione con la promessa che “il futuro del vino passa da Merano”. Non si tratta di una trovata di marketing, ma del manifesto politico ed editoriale firmato da Helmuth Köcher per guidare il settore attraverso una fase di profonda trasformazione culturale, economica e tecnologica.
Tra i quattro pilastri che sostengono la kermesse al Kurhaus, che si terrà dal 6 al 10 novembre 2026, l’aspetto scientifico e l’innovazione recitano un ruolo di primo piano con il summit “Respiro e Grido della Terra”, un momento di approfondimento nato dalla collaborazione con cinque atenei e un centro di ricerca di Bordeaux per affrontare cambiamento climatico, malattie della vite e intelligenza artificiale.
L’innovazione tecnologica incrocia anche la trasparenza verso i consumatori grazie al passaporto digitale. Ogni etichetta porta con sé uno strumento pensato per il racconto aziendale: “Ogni azienda avrà un suo QR code. È la chiave perfetta per entrare in contatto e capire di più di un vino, raccontiamo la storia, c’est dentro un po’ tutta la parte tecnica, insomma il vino inizia a parlare con te e non solo ad assaggiarlo”.
Il sistema, traducibile in 25 lingue (con la possibilità di allargarsi fino a 120), anticipa la direttiva europea del Digital Product Passport: “Contiene tutte le informazioni di ogni singolo vino, dell’azienda eccetera. È un po’ tutto quello che il consumatore dovrebbe sapere prima che assaggia un vino, un insieme di informazioni per riuscire poi anche a dargli l’emozione del gusto e l’immergersi nel territorio”.
Sul fronte commerciale, l’evento punta sul posizionamento estero con buyer da 39 paesi.
Un altro tema cruciale riguarda il ricambio generazionale. Di fronte ai consumi in calo tra i ragazzi, Köcher analizza le cause del fenomeno senza troppi peli sulla lingua, individuando nel costo delle bottiglie la prima barriera: “Quando avevamo vent’anni abbiamo fatto delle cose pazzesche di degustazione di vino, di approccio con il vino, perché il vino non costava più di tanto. Io farei un cappello, cioè una barriera, che un ristoratore o albergatore, chi comunque vende il vino, non possa usare un coefficiente oltre il 3. In quel momento noi apriamo di nuovo porte ai giovani perché questi vini iniziano a costare troppo”.
Il cambio delle abitudini sociali impone poi di rivedere i formati: “Trent’anni fa si usciva a gruppi. Adesso si esce solo in due, i tavoli da quattro non ce ne sono neanche così tanti. Allora cosa vuol dire? In due bere una bottiglia di vino? Mission impossible. Dobbiamo tener conto di questi trend cercando di non demonizzare il vino, magari ritornando a bottiglie di formato più piccolo”.
Per sintetizzare questo messaggio, il patron del Festival ha scelto un omaggio a Oliviero Toscani: “Ho preso il suo ‘Chi mi ama mi segua’ del ’73 e l’ho messo su un chicco d’uva. È stato il mio messaggio, ecco dove dobbiamo cercare di fare entrare i giovani. Questo è il chicco d’uva, tutto quello che rappresenta questo mondo che c’è dietro, ecco dove ho creato un connubio e dove ho detto questo è il mio messaggio per il futuro del vino”.
Si parte venerdì 6 novembre alle 10 con il taglio del nastro alla presenza del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, della sindaca Katharina Zeller, del presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas e del presidente di Coldiretti Ettore Prandini. Il primo giorno è quello di TasteTerroir, tra vini biologici, biodinamici e PIWI, e alle 16.30 al Teatro Puccini va in scena la cerimonia dei WineHunter Award Platinum, con gli Honour Award e i riconoscimenti agli otto Cult Oenologist. Dalle 19 il Kurhaus si trasforma per il Gala Dinner, realizzato con Teritoria, la collezione di oltre 300 tavole in Europa il cui presidente è Alain Ducasse, con cinque chef e cinque interpretazioni dell’eleganza, la sfilata di moda “The Birth of Beauty” e la consegna delle WineHunter Stars a Roberto Cipresso, Beppe Palmieri, Luca d’Attoma, Giuseppe “Peppone” Calabrese, Jörg Trafoier e Cristina Mercuri, oltre al riconoscimento in memoria di Livio Felluga, che sarà ritirato dal figlio Filippo. Sempre venerdì alle 9 il Teatro Puccini ospita il summit “Respiro e Grido della Terra”, con cinque ricerche scientifiche su viticoltura ed enologia.
Da sabato 7 a lunedì 9 il Kurhaus si riempie con The Festival, più di 350 aziende nella sezione Wine Italia e oltre 100 produttori da 12 Paesi, tra cui Libano, Moldavia, Georgia, Azerbaigian, Brasile, Argentina e Sud Africa. Sabato alle 14 sul Ponte Lenoir è in programma la sciabolata inaugurale, con 35 sciabolatori per 35 magnum di “140+1” Spumante Metodo Classico Pas Dosé di Montalbera. Sono previste 28 masterclass all’Hotel Therme Merano, il cui ricavato andrà al progetto “Un pozzo per la vita” del Gruppo Missionario Merano, e circa 150 aziende nella GourmetArena, con gli showcooking che proseguono nel FuoriSalone di Corso Libertà. Ogni giorno alle 13.30 ci sarà un brindisi in una Regione con Köcher, a partire dal giorno d’apertura allo stand della Calabria.
Il lato business guarda all’estero, e lo conferma lo stesso Köcher: “vorrei puntare molto sulla parte commerciale”. Il festival riunisce buyer da 33 Paesi. Sabato alle 15 alla Palm Lounge dell’Hotel Therme si parla di Brasile e di nuove frontiere per il business del vino europeo, con anche Nelson de Andrade Junior in rappresentanza del Ministero dell’Agricoltura brasiliano. Lunedì alle 15 tocca al focus sui mercati esteri del WH Wine Observatory, il nuovo progetto di Köcher per indagare i futuri scenari del vino. Domenica alle 12 verrà presentato il calendario degli eventi 2027. A chiudere, martedì 10, Catwalk Champagne & more, con la sciabolata conclusiva di un Mathusalem di Champagne Encry alle 16.30.
Quanto ai numeri, il festival conta 810 aziende presenti, oltre 2600 prodotti in degustazione, 28 masterclass, 4 presentazioni e 16 talk.
I biglietti sono ancora in vendita sul sito meranowinefestival.com, per le singole giornate o con abbonamento.














