Un piccolo paese dai grandissimi numeri: da Giorgio Vanzetta a Lidia Trettel, un'opera per celebrare gli 10 campioni olimpici forgiati dall'Unione sportiva Cauriol
Una gigantesca riproduzione in acciaio inox della Coppa del Mondo di cristallo, simbolo universale dell’eccellenza sportiva per celebrare gli olimpionici cresciuti dall'Unione sportiva Cauriol. L'opera di Lucio e Jader Zorzi

ZIANO DI FIEMME. Un'opera artistica che omaggia i campioni olimpici nati e cresciuti a Ziano di Fiemme. L'installazione è stata svelata nel cuore del parco di Villa Flora nell'ambito di un contesto già impreziosito dalla mostra “Mirabilie olimpiche e sportive. Da Garmish 1936 a Fiemme 2013”.
I numeri impressionano. Dieci convocazioni olimpiche, nove partecipazioni effettive e un medagliere di assoluto prestigio per questi nomi che hanno scritto pagine indelebili dello sport italiano: Giuseppe Zanon, Federico e Giulio Deflorian, Bice Vanzetta, Antonella Confortola e Giorgio Vanzetta per lo sci di fondo, Marco Zanon per il biathlon, Ernesto Vinante per lo sci di fondo paralimpico, Lidia Trettel per lo snowboard, Giovanni Paluselli per lo sci alpino. Campioni di epoche diverse, alcuni purtroppo già scomparsi, tutti accomunati da un’unica radice: l’Unione sportiva Cauriol, autentico vivaio di talenti.
Questi undici olimpionici zianesi sono ora riuniti in un’unica opera d’arte. La realizzazione artistica porta la firma – o meglio, il marchio artigiano – di Lucio e Jader Zorzi, padre e figlio, fabbri da undici generazioni, insigniti del riconoscimento per la più antica attività artigiana del settore: oltre 400 anni di storia. Loro amano definirsi “artigiani”, ma l’ingegno e la visione li collocano a pieno titolo nel mondo dell’arte contemporanea.
Si tratta di una gigantesca riproduzione in acciaio inox della Coppa del Mondo di cristallo, simbolo universale dell’eccellenza sportiva. Ogni sfaccettatura ospita l’immagine di uno degli undici campioni, ritratti come se osservassero il cielo attraverso speciali oblò. Un colpo d’occhio di forte impatto, capace di emozionare e sorprendere.
L’idea è di celebrare le gesta olimpiche guardandole dall’interno e non dall’esterno, ribaltando la prospettiva tradizionale. Un’intuizione di Lucio Zorzi, trasformata in realtà in un mese e mezzo di intenso lavoro da tre persone, sotto il coordinamento di Jader. Una creazione complessa, fatta di precise sfaccettature in inox, che accoglie al suo interno una o due persone. Grazie a un Qr Code, i visitatori possono accedere con il proprio smartphone alle storie sportive dei campioni celebrati.
Al taglio del nastro erano presenti la consigliera provinciale Maria Bosin, il capitano Gianluigi Mariani, comandante del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, il presidente di Nordic Ski Fiemme Pietro De Godenz, il direttore del Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi e il sindaco di Ziano di Fiemme, Fabio Vanzetta, la cui amministrazione ha commissionato l’opera. Nel suo intervento il sindaco ha ringraziato autorità e pubblico: "Da tempo si parlava dello straordinario numero di campioni che Ziano ha espresso e del desiderio di celebrarli in questo momento olimpico per la Val di Fiemme, trasformando in realtà la visione di due artisti zianesi".
Perché Ziano è un paese piccolo solo nei numeri: la densità di olimpionici per abitante è, si dice, tra le più alte al mondo. Non a caso la monumentale Coppa di cristallo in acciaio inox è stata voluta e inaugurata proprio in concomitanza con le Olimpiadi che vedono la Val di Fiemme protagonista.
Alla cerimonia sono intervenuti molti degli atleti celebrati. Profondamente commossa Bice Vanzetta, bronzo olimpico nelle edizioni di Albertville e Lillehammer; sorridente Lidia Trettel, bronzo a Salt Lake City, che ha ricordato il suo sogno di bambina cresciuta nella Cauriol; intensa Antonella Confortola, bronzo a Torino 2006, che ha sottolineato il valore dell’opera come messaggio di incoraggiamento per i giovani. Poche parole ma cariche di significato quelle di Giorgio Vanzetta, capace di conquistare un oro, un argento e due bronzi olimpici. Presenti anche Marco Zanon, olimpico a Sarajevo 1984, e Ernesto Vinante, bronzo a Lillehammer.
Alla sera l’esperienza diventa ancora più suggestiva: luci e riflessi trasformano l’acciaio in un dialogo tra stelle. Intanto Ziano, con l'impegno dell’Us Cauriol, continua a coltivare giovani talenti. E chissà che in futuro non ci sia spazio per una nuova opera firmata Lucio e Jader Zorzi, dedicata ai campioni di domani.












