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"Basta ci arrendiamo". La famiglia Bailoni pagherà la Comunità di Valle che dopo avergli erogato (per 6 anni) l'assegno di cura per la figlia tetraplegica gli ha chiesto di restituire tutto

Vittime della truffa di un ex impiegato disonesto (condannato anche in appello a 4 anni e 8 mesi) della Comunità di Valle Alta Valsugana (sul quale per anni nessuno ha mai vigilato) assieme ad altre 200 famiglie hanno provato a resistere. "Cosa ci resta? La percezione dominante è di aver avuto a che fare con una classe politica mediocre. Ma anche l'affetto della nostra comunità che ci sta aiutando e sostenendo"

Paolo Bailoni con la figlia Tania
Di Luca Pianesi - 08 giugno 2017 - 19:50

VIGOLO VATTARO. "Basta, hanno vinto loro. Abbiamo problemi troppo grossi da affrontare, giorno per giorno, che stare a passare il tempo a pensare a questa misera vicenda. Paghiamo e pagheremo. Spiace per le altre duecento famiglie che forse non avranno la fortuna di poter contare su una comunità come la nostra. Ma noi abbiamo bisogno di mettere la parola fine a questo incubo". Paolo Bailoni è rassegnato. Pochi giorni fa ha ricevuto l'ultima richiesta di pagamento di 14 mila euro dalla Comunità di Valle Alta Valsugana e questa volta pagherà. Pagherà dopo anni di "battaglia". "Pagherò anche grazie al buon cuore della gente dell'Altopiano della Vigolana - racconta -  che, chi più, chi meno, ci sta aiutando a raggiungere questa somma".

 

La vicenda di Paolo ve l'abbiamo raccontata già in altre occasioni ed è una storia che, in un modo o nell'altro, può essere estesa ad altre 200 famiglie. E' la storia di una truffa ordita da un impiegato disonesto della Comunità di Valle della Valsugana che per anni non è stato controllato da nessuno. E' la storia di tante famiglie con anziani non autosufficienti a carico o parenti in grandi difficoltà fisiche e psichiche che si sono rivolte alla Comunità di Valle per chiedere l'assegno di mantenimento per assistere i loro cari. Assegno che l'impiegato disonesto faceva pervenire anche quando non c'erano tutte le condizioni previste dalle norme (bastava una casa intestata a un familiare per 'uscire' dai parametri, per esempio) intascandosi, spesso e volentieri, lui le somme erogate in eccesso

 

Per 5 anni anche la famiglia Bailoni ha ricevuto l'assegno di mantenimento per la figlia Tania rimasta tetraplegica, all'età di 14 anni, per un tuffo riuscito male in piscina. In quei 5 anni mai un sospetto, mai un dubbio anche da parte di chi avrebbe dovuto controllare. E i cittadini erano tranquilli: si erano affidati a un dipendente pubblico. Quanti di voi tra carte bollate, Icef, Imu, punteggi, crediti, e chi più ne ha più ne metta, avrebbero fatto diversamente? Cosa c'è di più sicuro che affidarsi all'ente pubblico in certi casi? E invece, poi, s'è scoperto che era proprio il contrario.  

 

Intanto, però, la famiglia Bailoni aveva ricalibrato la sua vita su quell'assegno. Paolo aveva rinunciato a un contratto a tempo indeterminato per poter aiutare la figlia che aveva bisogno di un assistenza costante. Nel frattempo, poi, c'è stata la morte della moglie e le cose sono diventate sempre più complicate. Come se non bastasse è arrivata anche questa incredibile vicenda, la condanna dell'impiegato disonesto per truffa ma, allo stesso tempo, la richiesta della Comunità di Valle di farsi restituire quanto era stato erogato negli anni durante i quali non si era accorta di cosa stava erogando. 

 

"Stiamo parlando di cifre che oscillano tra qualche migliaia di euro a più di cinquanta mila euro. Noi - racconta Paolo - avevamo beneficiato di questo assegno per Tania, in quanto tetraplegica in seguito ad un incidente successo quando era quattordicenne nel 2005. Dal 2011, da quando cioè è scoppiato il caso dell’impiegato infedele in Comunità, ci si chiede di restituire quanto percepito negli anni precedenti. In questi giorni ci è pervenuto l’ultimo sollecito di pagamento 'entro e non oltre i 60 giorni dal ricevimento della presente, avvertendo che in difetto si procederà al recupero forzoso del credito con aggravio di spese a vostro carico'. In questi anni politici, assessori, rappresentanti di zona, amministratori hanno detto che avrebbero fatto qualcosa. Che avrebbero sanato questa ingiustizia. Sono stati fatti processi, ricorsi, dibattiti. Ma non è servito a niente". 

 

"A questo punto - prosegue Paolo sconsolato - non ci resta che pagare. Il rischio che la cosa passi a Trentino Riscossioni e che quindi ci siano ulteriori more e somme ancora più grandi da pagare è troppo alto. Cosa ci rimane di questi sei anni di battaglie per contrastare un provvedimento che riteniamo profondamente ingiusto, di lettere e articoli sui giornali locali, di incontri pubblici con altre famiglie colpite dallo stesso provvedimento, di incontri con politici a vari livelli? La percezione dominante è di aver avuto a che fare con una classe politica mediocre, si parli di Comunità di Valle o si parli dei vertici della Provincia, che non ha voluto o non ha saputo (e delle due non sappiamo cosa sia peggio) trovare una soluzione che andasse incontro alle difficoltà di duecento famiglie già duramente colpite dagli accadimenti della vita e coinvolte loro malgrado in una ignobile vicenda. Parliamo di buonsenso, di coscienza, di giustizia, di civiltà, parole che sembrano sparite dalla testa di questi personaggi".

 

"Ma ci rimane anche il tanto affetto, la solidarietà e la vicinanza molto concreta da parte di tanta gente dell’Altopiano della Vigolana e non solo. Noi siamo fortunati perché abbiamo una rete di persone che ci sostiene, che ci conosce e che ci sta aiutando anche economicamente a saldare almeno questa prima rata da pagare (il totale dovuto è di 39 mila euro per la famiglia Bailoni ndr). Dopo sei anni ci rimane anche dell’amarezza e un po’ di arrabbiatura ma di certo questi miseri personaggi non sono riusciti a toglierci la voglia di cercare sempre qualcosa di buono anche nella tragicità di certi momenti delle nostre vite. Noi continueremo il nostro percorso con fatica, con difficoltà, perché ogni giorno combattiamo con cose più importanti e serie di questa, ma con onestà, con coraggio e con determinazione come abbiamo fatto fin qui. Lo faremo con la nostra gente, distanti da personaggi che appartengono ad un mondo diverso sempre più lontano dalla vita reale. Buona salute a tutti - conclude caustico Paolo - anche a chi non la merita".

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