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Dermatologia, tempi d'attesa troppo lunghi. Simulazione della Corte dei Conti: "A Trento ci vogliono 7 mesi a Treviso 1". Zeni: "Accrediteremo le Terme di Comano"

La testimonianza di un malato affetto da basalioma: "Ho provato a prenotare una visita senza Rao nel distretto di Trento e mi mandavano a settembre. A pagamento c'era il giorno dopo". Abbiamo verificato anche noi. Zeni: "Il modello dei Rao funziona ed è studiato da tutta Italia. Su dermatologia si sono verificati dei ritardi ma miglioreremo"

Di Luca Pianesi - 25 gennaio 2017 - 06:21

TRENTO. "Ho una patologia recidivante di tumore alla pelle maligno e devo sottopormi a controlli costanti. Pochi giorni fa ho cercato di prenotare la visita dermatologica con il Cup, a Trento, e mi hanno detto che la prima disponibilità c'era tra nove mesi, a settembre". A parlare è un uomo (che chiede di restare anonimo) affetto da basalioma che da oltre 10 anni è costretto a fare avanti e indietro da ospedali e cliniche per curare, asportare e, più in generale, tenere sotto controllo l'avanzare di questi tumori maligni. La visita che ha tentanto di prenotare al Cup in questi giorni serviva proprio questo: a tenere monitorata la situazione. "Però se ogni controllo mi viene dato a distanza di nove mesi il rischio che la situazione degeneri irrimediabilmente è altissimo - prosegue - e se poi, dopo, ci dobbiamo mettere anche i tempi per un'eventuale operazione il rischio è che uno nemmeno arrivi alla sala operatoria".

 

 

E che i tempi di attesa per dermatologia, in Trentino, siano effettivamente molto alti lo ha certificato anche la Corte dei Conti (nel suo studio sulla Gestione finanziaria dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento) che ha messo in evidenza come per prenotare una visita dermatologica nel proprio distretto ci vogliano addirittura 210 giorni (nel 2015 ce ne volevano 187), contro i 139 di Bolzano (40 nel 2015), i 37 di Treviso (erano 14 nel 2015). Mentre fuori dal proprio distretto, nel confronto delineato dalla simulazione della Corte dei Conti, in Trentino ci vogliono 43 giorni (erano 25 nel 2015), in provincia di Bolzano 9 (ce ne volevano 3 nel 2015) e 12 a Treviso (erano 6 nel 2015). Una simulazione, questa, non un'analisi statistica che però mostra numeri reali. Come reali sono i numeri della nostra simulazione: abbiamo provato a prenotarci una visita e come si vede (poco purtroppo, bisogna zoomare molto, in fondo all'articolo), senza Rao, con semplice prenotazione da Cup, il prima data disponibile è il 4 aprile ad Arco. Provando con Trento, invece, la sola data disponibile c'è risultata essere l'11 agosto. Per il resto, addirittura, l'agenda risulta essere "in allestimento".

 

"Sono tempi d'attesa interminabili - prosegue l'uomo - io è da una decina d'anni che, mio malgrado, mi misuro con questo mondo e posso garantire che nell'ultimo periodo la situazione è molto peggiorata. In questo caso il medico non mi aveva assegnato un Rao perché non ero in imminente pericolo. Ma per me diventa vitale anche una visita di controllo e può diventare mortale un ritardo eccessivo. Tra l'altro una visita spesso dura meno di 10 minuti. I posti liberi, invece, si trovano a distanza di tre o quattro mesi in ospedali periferici, spesso a Borgo, Riva, Pergine mentre è impossibile andare a Trento. Non mi capita da diversi anni ormai. Quindi, a quel punto, se devo aspettare mesi e metterci anche il viaggio mi conviene andare in visita privata. E quindi ho chiesto al Cup che disponibilità c'era pagando e mi hanno risposto che la prima data disponibile era il giorno dopo".     

 

"Il nostro modello delle visite specialistiche si basa sempre di più sul principio dei Rao - spiega l'assessore alla salute Luca Zeni - ed è quindi il medico a stabilire la necessità o meno della visita e i tempi. Con Rao A la visita viene prenotata entro 3 giorni, con Rao B entro 10, con Rao C entro 30 giorni. E i dati ci dicono che nel 95% dei casi questi tempi vengono rispettati tanto che l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ci sta studiando per estenderlo, poi, a tutto il Paese. Se il medico, invece, non ritiene esserci necessità o si tratta solo di una visita periodica di controllo, i tempi possono essere effettivamente più lunghi. Noi come Giunta, comunque, diamo degli obiettivi all'Azienda sanitaria anche in questo senso e, in caso di assenza di Rao, abbiamo chiesto di rimanere tra i 45 e i 60 giorni di attesa. Ora, può capitare che vengano sforati in qualche ambito. Da un lato il sistema è provinciale, per cui può essere che i tempi siano più lunghi per un ospedale piuttosto che per l'altro. Poi possono capitare motivi contingenti (un medico va in maternità, ci sono dei pensionamenti etc) che periodicamente, su singole prestazioni, provocano l'allungarsi dei tempi. Ma il sistema è monitorato, proprio per poter interviene, potenziandolo in caso di problema. Per dermatologia effettivamente ci sono stati dei ritardi. Ecco, quindi, che abbiamo avviato il percorso di accreditamento delle Terme di Comano per le visite specialistiche. Lì ci sono grandi competenze e capacità e, convenzionando la struttura, siamo sicuri di poter dare nuove risposte agli utenti". 

 

"Ma non è tutto - prosegue Zeni - stiamo cercando di migliorare il sistema di prenotazione rendendolo più territoriale. Cosa vuol dire? Che se Tizio è di Borgo e trova posto a Riva del Garda e Caio è di Riva del Garda e trova posto a Borgo il sistema inverta le due prenotazioni avvicinando il servizio al cittadino. E poi ci sono le categorie più fragili (anziani, disabili): vogliamo che abbiano una priorità nella prenotazione nelle strutture loro più vicine. Tutto ciò non è facile perché la nostra Azienda sanitaria eroga oltre 9 milioni di prestazioni l'anno. Ma stiamo lavorando sui sistemi informatici da un lato e su quelli organizzativi dall'altro ed è nostro obiettivo arrivarci il prima possibile".

 

E sul fatto che pagando la visita i tempi si accorciano drasticamente? "Difficile per l'ente pubblico cambiare il trand - spiega ancora l'assessore alla salute della Provincia -. Diciamo che per quanto riguarda il rapporto con i medici ci sono tre modus operandi. Il primo è quello alto atesino. A Bolzano hanno provato ad assumere i medici, pagandoli di più, e vietandogli l'attività privata. Risultato: i più bravi hanno cominciato ad andare in altre regioni, dove potevano fare entrambe le cose. E quindi questo modello è stato abbandonato. Il secondo è il modello veneto: lì tutto è spinto al massimo. L'azienda sanitaria paga il medico per l'attività che fa per il pubblico e poi lui può fare quello che vuole. Quando esercita la cosiddetta attività extramoenia lo fa in assoluta libertà. Da noi il medico può esercitare privatamente ma intramoenia. Ciò vuol dire che può portare avanti un'attività privata ma non oltre il 50% di quello che fa per il pubblico. Vuol dire che il sistema di prenotazione è controllato dal Cup e che una percentuale di quello che guadagna viene introitata dall'azienda. Insomma, se gli spazi liberi ci sono prima prenotandosi da privato non è responsabilità dell'Azienda. Ci sono e basta. Ma non c'è degenerazione del sistema che è sorvegliato e va anche a contribuire all'interesse del pubblico". 

 

 

 

 TENTATIVO DI PRENOTAZIONE PER DATA

 


TENTATIVO DI PRENOTAZIONE PER DISTRETTO (INSERENDO TRENTO)


 

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