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Poste, il Parlamento europeo dice "no" al servizio a giorni alterni

Votate una serie di raccomandazioni a Strasburgo: "Il servizio è universale e deve comprendere almeno cinque giorni di consegna a settimana". Rossi: "Utilizzeremo questa decisione nel modo più incisivo possibile". Dorfmann: "Scelta cruciale per le nostre zone rurali"

Di Luca Pianesi - 16 settembre 2016 - 20:35

BRUXELLES. Posta a giorni alterni? Il Parlamento europeo dice no grazie. La maggioranza degli eurodeputati ha, infatti, votato a favore del mantenimento di un servizio “universale” e quindi di un recapito postale garantito durante tutti i giorni lavorativi. Lo ha fatto con una risoluzione  approvata giovedì in chiusura di sessione plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo, sulla applicazione della direttiva (risalente al '97) sui servizi postali. Cosa vuol dire? Che a vent'anni di distanza dalla direttiva che riguarda le poste nell'Unione europea, hanno posto alcune raccomandazioni.

 

 

Raccomandazioni rese necessarie dal modificarsi dei costumi e dei servizi (si pensi solo a cosa ha voluto dire l'arrivo di internet e della posta elettronica) in tutta Europa. Raccomandazioni (quindi non vincolanti) che sottolineano l’importanza di fornire un servizio universale di alta qualità a condizioni accessibili, comprendente almeno cinque giorni di consegna e di raccolta a settimana per tutti i cittadini.  Inoltre la risoluzione dell’Assemblea Ue raccomanda la copertura dell’intero territorio nazionale, comprese le “zone remote”, fra cui isole e zone di montagna. 

 

Una linea ben lontana da quanto già pianificato da Poste italiane, che invece prevede, a partire dal 2017, la consegna di lettere e giornali a giorni alterni o ogni tre giorni per quelle "zone remote" che riguardano anche molte aree del Trentino. Una linea che dopo il voto del Parlamento europeo non cambierà nell'immediato. "Ma che certamente tenteremo di far cambiare anche alla luce di questa decisione - spiega il presidente della Provincia Ugo Rossi - perché anche per noi il servizio postale deve essere garantito universalmente. Questa è una presa di posizione comunque radicale e molto importante. La useremo con Poste e a livello nazionale nel modo più incisivo possibile".

 

 

"Poste Italiane minaccia ormai da tempo di ridurre la consegna della posta a soli tre giorni in settimana nelle aree a scarsa densità di popolazione - spiega l’europarlamentare Herbert Dorfmann -. Con questi criteri, in Trentino Alto Adige più della metà della popolazione verrebbe interessata dalle nuove modalità di consegna. Da tempo mi batto a Bruxelles affinché il recapito quotidiano della posta venga garantito anche nelle aree rurali e isolate. Con il voto in Parlamento europeo è stato ribadito che la consegna della posta è un servizio pubblico e che, in quanto tale, ha un impatto significativo sulla qualità della vita, soprattutto nelle zone rurali. Si tratta di una decisione che aumenta la pressione su Poste Italiane, a cui si chiede perlomeno di assicurare la consegna giornaliera dei quotidiani". 

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