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Reumatismi, sono oltre 1700 i malati in Trentino. Atmar: "Tra le cause l'aumento dell'età media ma anche l'inquinamento"

Questa mattina a partire dalle 9 alla Fondazione Caritro a Trento il convegno di Atmar. Sarà ufficializzata la donazione di due strumenti sanitari all'Azienda sanitaria trentina per un valore di 20 mila euro

Di G.Fin - 07 ottobre 2017 - 07:10

TRENTO. Fattori genetici e aumento dell’età media ma anche cattive abitudini, pesticidi e inquinamento atmosferico in continuo aumento. Sono questi i principali fattori che negli ultimi anni hanno portato ad un aumento costante delle persone colpite da malattie reumatiche. Ad oggi in Trentino sono oltre 1700 i soggetti, un centinaio i bambini, affetti da una patologia reumatica e l’impatto sul mondo del lavoro e sui costi sociali è devastante.

 

Questa mattina presso la sala della Fondazione Caritro di via Calepina a Trento si terrà l’annuale convegno sulle malattie reumatiche organizzato da Atmar in collaborazione all’unità operativa di reumatologia trentina. “Sarà un’occasione importante  - ha spiegato la presidente Lucia Facchinelli – per parlare di queste malattie e per rinsaldare il rapporto tra i medici e i pazienti”.


Tra le patologie  reumatiche più diffuse in Trentino troviamo l’artrite reumatoide e a seguire l’osteoporosi e la fibromialgia. Malattie che vanno a colpire soprattutto le donne dai 30 ai 65 anni ma non solo.   Come già detto un enorme costo sociale che va anche a riversarsi nel settore lavorativo: i reumatismi sono ai primi posti tra le cause di invalidità.

Solo per fare un esempio, l’artrite reumatoide, secondo gli ultimi dati, cala del 33% la capacità lavorativa nel primo anno di malattia. Del 50% in dieci anni.

 

L’Associazione Trentina Malati Reumatici di Trento è in prima linea da oltre vent’anni durante i quali ha potuto ampliare le sue attività a sostegno dei malati, consolidare le relazioni con le altre associazioni regionali e conseguire risultati di rilievo per i malati trentini. Accanto a questo ha contribuito all’istituzione dell’Unità Operativa di Reumatologia del S. Chiara, centro di riferimento specialistico  del Trentino oltre alla creazione anche di una unità pediatrica. Ad oggi i soci sono 1300. “L’aumento di persone colpite da malattie reumatiche – ha affermato la presidente Lucia Facchinelli – ci porta ad una continua ricerca di volontari fondamentali per la nostra attività su tutto il territorio”.

 

Ed e’ proprio in occasione al convegno che si terrà domani a Trento che l’Atmar annuncerà due importanti iniziative. Si tratta della donazione di due strumenti sanitari che l’associazione ha deciso di fare all’Azienda sanitaria trentina. Il primo è un ecografo portatile che consentirà ai pazienti che abitano nelle valli trentine di poter fare delle ecografia articolari senza dover raggiungere la città. La seconda donazione, invece, è un tonometro per monitorare le uveiti, una tipica conseguenza delle malattie reumatiche.

 

Accanto a questo ci sarà anche l’annuncio della nomina del dottor Roberto Bortolotti, reumatologo dell’azienda sanitaria trentina, come responsabile a livello nazionale del progetto di monitoraggio dell’osteoporosi che continua a colpire sempre più persone. 

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