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Se n'è andato l'inverno più secco, in Trentino, dal 1921 e ancora non piove. A Santa Giustina riaffiorano i ponti medievali e l'Adige ha una portata più che dimezzata

Ieri i vigili del fuoco di Taio hanno dovuto chiudere il "Pont della Mula" ai troppi visitatori che vi si avvicinavano, a Merano il sindaco ha fatto un'ordinanza per non usare l'acqua per innaffiare e il presidente della commissione ambiente della Camera Relacci ha fatto un'interrogazione parlamentare sul problema siccità

Il Pont della Mula solitamente sommerso dalle acque del Lago di Santa Giustina (Foto da profilo Fb Lago di Santa Giustina)
Di Elena Castellani e Luca Pianesi - 18 aprile 2017 - 06:10

TRENTO. Quello andato in archivio sarebbe l'inverno più  "asciutto" dal 1921 ad oggi e mentre le nuvole provano, timidamente, a fare capolino, senza riuscire però a piovere sul serio, ieri l'amministrazione di Taio ha chiesto ai vigili del fuoco volontari di chiudere il "Pont della Mula". Un ponte di origine medioevale che collegava la terza sponda a Dermulo e che deve il suo nome a una mula che, leggenda vuole, riuscì a saltare da una sponda all'altra, con in groppa Aliprando Clesio (padre di Bernardo), mentre i contadini avevano bloccato il ponte per protesta. Cosa c'entra con la siccità? C'entra, perché è questo uno di quei ponti che affiorano solo quando il livello dell'acqua del lago di Santa Giustina si abbassa a tal punto da riportare in superficie strade e manufatti di prima degli anni '50 (quando alla costruzione della diga seguirono le operazioni di invaso e parte della valle si trasformò in un lago). E infatti secondo le stime di Meteotrentino, il bacino di Santa Giustina sarebbe al di sotto del livello medio stagionale di oltre il 20%.

 


 

C'è poi il livello del fiume Adige che è diminuito drasticamente, dato che attualmente ha una portata di 37 metri cubi al secondo anziché di 80. A comunicare questi dati è il presidente della Commissione ambiente della Camera Ermete Realacci che ha depositato un'interrogazione in Parlamento sulla siccità che sta colpendo il Nord Italia. "Le temperature massime sono superiori di 2,5 gradi - si legge nel suo documento - e le precipitazioni stagionali hanno fatto registrare un calo del 53%. L'Adige è in una precoce e grave magra tanto che le acque del Mare Adriatico ne risalgono il corso spingendo il cuneo salino fino a 5 chilometri dalla foce". E che dire della neve, che in montagna è un terzo in meno rispetto alla media? Sono tristi realtà, quelle che hanno contraddistinto l'inverno appena trascorso, ma alle quali, pare, dovremmo fare l'abitudine. Un periodo estremamente secco che, dopo l'ultima precipitazione di novembre registrata il giorno 27, ha assistito al successivo episodio di tempo seriamente perturbato solo il 12 gennaio 2017

 

Ed è così che, per esempio, anche a Merano venerdì scorso il sindaco Paul Rösch ha firmato in municipio un'ordinanza per limitare l'uso dell'acqua potabile per annaffiamento in alcune zone della città. spiegando che "l'amministrazione comunale invita la cittadinanza e gli ospiti a fare un uso parsimonioso di questa risorsa naturale anche per tutti gli altri impieghi".

 

Ma quanto si può ritenere eccezionale la siccità del bimestre dicembre 2016 – gennaio 2017? Per descrivere e analizzare la siccità sono stati individuati alcuni indicatori, come la precipitazione, la temperatura, il livello idrometrico dei corsi d’acqua, il livello delle falde, l’umidità del suolo e l’estensione del manto nevoso. La siccità meteorologica è stata monitorata grazie all'Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI), un indice sviluppato nel 1993 dall’università statale del Colorado. Un evento di siccità comincia ogni volta che l’indice SPI scende sotto il valore di -1 e prosegue per tutto il tempo in cui si mantiene negativo, mentre termina solo quando l’indice SPI torna ad essere positivo. Nel dicembre 2016 l'indice SPI aveva un valore di – 1,73; a gennaio 2017 di – 1,07. Un bimestre invernale che si è aggiudicato il primo posto come periodo più asciutto in Trentino dal 1921, con la sola eccezione di Malè, dove risulta al secondo posto dopo anche quello dell’inverno 1967-68.

 

"Ci sono stati anni peggiori, non c'è da allarmarsi – afferma il Direttore Ufficio Previsione e Pianificazione di Meteotrentino, Alberto Trenti analizzando il quadro nel suo insieme –. A dispetto di quanto si possa pensare, negli ultimi tempi le piogge sono aumentate: gli ultimi 6-7 anni sono stati i più piovosi degli ultimi decenni. Ad esempio, nel 2014 ha piovuto il doppio rispetto alla norma. Per questo motivo, è importante non generalizzare le anomalie che hanno contraddistinto un singolo anno, per tradurle in minacce incombenti".

 

Il problema semmai è un altro e ce lo spiega Giambattista Toller, Responsabile dell'Unità Sistema Informativo Geografico alla Fondazione Edmund Mach: "Il vero problema, a parte il fatto contingente di questo inverno, è il cambiamento del clima, che ha reso il mondo più caldo". Anche in Trentino, quindi, il clima sta cambiando, le temperature aumentano drasticamente (di 1,5°C negli ultimi 50 anni) mentre le piogge si trasformano in eventi molto violenti e rapidi, con grandinate sempre più frequenti. I ghiacciai si sciolgono a vista d'occhio e il minor accumulo di neve potrà determinare condizioni di siccità anticipata, già in primavera. A risentirne maggiormente saranno soprattutto le coltivazioni del fondovalle, dato che si potranno manifestare problemi di disponibilità idrica. Il melo potrà subire peggioramenti qualitativi dovuti ad estati particolarmente calde e anche i vini da spumante, che necessitano di temperature relativamente fresche, dovranno trasferirsi verso la montagna.

 


 

Quel che è certo che, intanto, gli antichi ponti e le vecchie strade stanno riaffiorando dal lago di Santa Giustina e i vigili del fuoco di Taio tramite il loro comandante Gianni Dal Ri fanno sapere che "il ponte è stato chiuso perché è il più precario e il passaggio di visitatori e turisti si sta facendo sempre più impegnativo in questi giorni". "Ci raccomandiamo di non uscire dai sentieri - conclude il comandante - e dai percorsi perché le rive sono molto scoscese e l'arsura le ha rese particolarmente friabili. Finire in acqua con temperature di 3-4 gradi non è il massimo. Il paesaggio è molto suggestivo ma ci raccomandiamo di prestare la massima attenzione e di non attraversare i ponti emersi". 

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