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Capitan Forray non basta e l'Aquila contro Venezia perde ancora

L'argentino chiude un match pazzesco con 21 punti personali che, però, dimostrano quanto le polveri dei compagni fossero bagnate. Dall'altra parte Bramos ha fatto la differenza ed è arrivata la settima sconfitta consecutiva

Pubblicato il - 28 gennaio 2018 - 19:49

TRENTO. Serviva una reazione dopo le sei sconfitte consecutive, alla Dolomiti Energia, e invece è arrivata un'altra debacle, meno grave per quanto visto in campo, delle ultime (su tutte quella con Bologna "condita" anche da una bruttissima rissa in campo, indice di grande nervosismo) ma ugualmente dolorosa in termini di punti.

 

L'Aquila non vola più e fatica a ritrovarsi in un campionato che la vede sempre più lontana dalle posizioni che contano. Il match con Venezia campione d'Italia è combattuto, va detto. Trento riesce sempre a tenersi a tiro ma non dà mai la zampata giusta per il sorpasso e piano piano, punto dopo punto, perde contatto con Bramos e soci e alla fine si arrende.

 

Il primo quarto l'Aquila gioca bene e va spesso a canestro guidata da un grande Toto Forray che al termine del match sarà addirittura il best scorer della squadra con 21 punti (il che dimostra che lui ha giocato una grande partita ma che gli altri non sono andati a canestro come avrebbero dovuto) ma dall'altra parte Bramos fa il fenomeno (chiuderà con 25 punti personali) e ad ogni colpo Venezia replica alla perfezione. 

 

Il secondo parziale Trento riparte con un gap di 1 solo punto ma la Reyer corre e Watt trova i canestri pesanti che permettono agli ospiti di andare a riposo con un vantaggio di 4 punti (40 a 44). L'Aquila, insomma, tiene testa ai campioni d'Italia ma anche nel terzo parziale finisce per lasciare sul campo un altro punto e così al via degli ultimi 10 minuti il gap si è trasformato in 5 punti, che sarebbero niente nella pallacanestro ma non contro una Venezia del genere. Bramos continua a segnare e anche se nel finale si sveglia Sutton (che alla fine chiuderà con 17 punti personali) il distacco rimane costante.

 

Gli attacchi, infatti, hanno le polveri sempre più bagnate e gli errori si moltiplicano da una parte e dall'altra. Alla fine è il solito Forray a cercare di suonare la carica infilando quattro punti che valgono il meno 3 ma Watt e De Nicolao riallungano e si torna sotto di 5. Una distanza che non verrà colmata. Il finale è 79 a 83 che vale la settima sconfitta consecutiva.

 

 

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