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Coronavirus, i polacchi del Jastrzebski Wegiel si rifiutano di venire in Italia a giocare la Champions. ''Offeso il popolo italiano e la pallavolo nazionale''

Dura protesta della Trentino Volley che oggi avrebbe dovuto giocare l'andata di quarti di finale a Trento ma il team polacco si è rifiutato e la Federazione non ha dato la vittoria a tavolino nonostante il virus sia in tutta Europa e non giocare qui vuol dire non giocare da nessuna parte 

Pubblicato il - 06 marzo 2020 - 11:53

TRENTO. Potete andare ma quando tornate sarete messi in quarantena. Questo il tenore della lettera inviata da un fantomatico ''Ispettore sanitario nazionale'' polacco (non v'è firma sulla lettera) che avrebbe fatto tornare sui suoi passi la Federazione Europea di Volley facendole decidere di rinviare, non si sa quando, non si sa come, il match di andata di quarti di finale di Champions League.

 

Per la Trentino Volley un comportamento molto grave perché a questo punto ''un foglio digitale, scritto solo in lingua polacca, può consentire quindi ad una Società di non prendere parte ad una partita di Champions League, senza perdere l’incontro a tavolino o subire alcun tipo di sanzione, sportiva e disciplinare. Trentino Volley ritiene che il suo prestigio, quello della pallavolo nazionale e l’onorabilità del popolo italiano siano stati violati da un Club partecipante alla Cev Champions League''.

 

 

 

 

 

Quando i polacchi del Jastrzebski Wegiel avevano comunicato che non sarebbero venuti in Trentino a giocare la partita di andata dei quarti di finale, infatti, da subito era parsa scontata la vittoria a tavolino del match per 3 a 0 per il team guidato da Angelo Lorenzetti. Invece nelle scorse ore è arrivata l'incredibile decisione. Incredibile anche perché il virus ormai si è diffuso in quasi tutta Europa e quindi rifiutarsi di giocare in Italia dovrebbe tradursi nel rifiutarsi di giocare in Europa

 

''Trentino Volley - comunica la società - ha il dovere di informare le istituzioni e i media (nazionali e locali) di quale sia stato il comportamento della Cev e soprattutto della squadra polacca in tale occasione. In allegato a questa comunicazione viene riportato il documento prodotto dalle autorità polacche che sconsigliano (ma non vietano) la trasferta in Italia al Club, minacciando la quarantena al rientro in Polonia. La lettera (non firmata) è stata emessa da un “Ispettore sanitario nazionale” e riguarda esclusivamente la partita in questione ed un gruppo specifico di persone, ma tanto è bastato per convincere la Federazione Europea a tornare sui propri passi rispetto al diktat imposto il giorno prima allo Jastrzebski''.

 

E quindi la conclusione ''Un foglio digitale, scritto solo in lingua polacca, può consentire quindi ad una Società di non prendere parte ad una partita di Champions League, senza perdere l’incontro a tavolino o subire alcun tipo di sanzione, sportiva e disciplinare. Trentino Volley ritiene che il suo prestigio, quello della pallavolo nazionale e l’onorabilità del popolo italiano siano stati violati da un Club partecipante alla CEV Champions League''.

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