Calcio dilettantistico, tamponi iniziali solo per chi non ha il Green Pass. Pellizzari: "Conciliare la sicurezza con le possibilità delle squadre è il compito più difficile"
Le proteste di comitati e società sembrano essere state ascoltate: la Federazione ha deciso di cambiare il protocollo e rendere il tampone iniziale facoltativo per chi ha già il Green Pass. Pellizzari: "Il vaccino è l'unico modo per essere praticamente sicuri di poter proseguire le attività senza una terza interruzione"

TRENTO. La Federazione fa un passo indietro sui tamponi. L’annuncio è arrivato nella tarda serata di ieri, giovedì 19 agosto: la commissione medico-scientifica della Figc ha deciso di prestare ascolto alle proteste provenienti dal mondo del calcio dilettantistico e lasciare l’obbligo di tampone all’avvio della stagione sportiva, per vaccinati e non, soltanto alle squadre dalla promozione in su.
Aveva infatti suscitato scalpore la norma pubblicata nell’ultimo protocollo diffuso dalla Figc. Secondo quanto comunicato ogni squadra, anche a livello dilettantistico, avrebbe dovuto sottoporre a tampone tutti i propri giocatori (anche quelli in possesso di Green Pass) prima dell’inizio degli allenamenti.
Un provvedimento che teoricamente avrebbe dovuto tutelare gli atleti dalla diffusione del virus, ma che in realtà ha fatto alzare più di un sopracciglio all’interno delle società. In molti si sono chiesti quanto fosse efficace questa misura, dato che comunque i giocatori si sarebbero potuti contagiare dopo aver fatto il tampone, che veniva richiesto solo in occasione del primo raduno stagionale. Inoltre c’era apprensione per i costi che quest’operazione avrebbe imposto sulle squadre minori: se per una società delle serie maggiori far fare un tampone a tutto il gruppo rappresenta un costo irrisorio, per una squadra dilettantistica o giovanile può significare dover spendere una significativa quantità di soldi.
Questo ha portato alle proteste dei comitati dilettantistici, che sono poi stati ascoltati da Roma. Ieri sera, infatti, la Figc ha pubblicato i chiarimenti relativi ai protocolli per la stagione 2021/22. La linea è chiara: il protocollo di sicurezza rimane in vigore, ma l’obbligo di fare tamponi a tutti gli atleti della squadra, Green Pass o meno, viene limitato solo all’eccellenza maschile e femminile e al calcio a 5 C1. Per tutti gli altri rimarrà l’obbligo soltanto per chi non è in possesso della famosa Certificazione.
Sulla questione interviene Ettore Pellizzari, vice presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che a ilDolomiti dichiara: “Quello che la Federazione sta cercando di portare a termine è un compito difficilissimo. Da una parte si vogliono proteggere i giocatori per non fermare i campionati per la terza volta in tre anni, ma dall’altra bisogna tenere in conto che si tratta di società dilettantistiche che probabilmente non riuscirebbero a reggere misure restrittive come può essere l’obbligo di tamponi settimanali per i giocatori”.
“Quindi è stato trovato questo compromesso e per le squadre dilettantistiche l’obbligo del tampone a inizio stagione viene limitato ai componenti del gruppo senza Green Pass. È una misura che si può criticare, ma vuole essere una protezione in più in occasione del ritorno in campo di giocatori e staff. Vorrei inoltre ricordare che al momento criticare è l’esercizio più facile, quel che è veramente difficile è conciliare la necessità di misure di sicurezza con le diverse possibilità delle squadre come sta provando a fare la Federazione”, aggiunge Pellizzari.
“Per quanto riguarda il futuro – prosegue il vice presidente – si può andare in qualsiasi direzione. Se la situazione sanitaria dovesse peggiorare le misure potrebbero diventare più restrittive, se invece dovesse migliorare potrebbero anche sparire completamente. Ogni comitato regionale e provinciale ha la facoltà di imporre misure più severe, come è successo per esempio in Sicilia dove è stato istituito l’obbligo di Green Pass per tutte le categorie over 12. Insomma, nessuna ipotesi è da escludere. Quello che mi sento di raccomandare a tutti è di vaccinarsi, che al momento è l’unico modo per essere praticamente sicuri di poter proseguire le attività senza incappare in una terza interruzione, che sarebbe catastrofica per il movimento”, conclude Pellizzari.













