Contenuto sponsorizzato

Compie 58 anni Micheal Jordan, tra le più grandi e iconiche leggende dello sport. Mamoli: ''Per me, come lui nessuno mai. Ha avuto un impatto unico sul basket''

Le parole del giornalista Sky, uno dei massimi esperti di Nba e pallacanestro: "Se avessi la possibilità d'intervistarlo parlerei il meno possibile di basket e più di tutto il resto. Giocatore e personaggio unico e inarrivabile"

Di Daniele Loss - 17 febbraio 2021 - 23:32

TRENTO. Il 17 febbraio 1963 non può essere considerata una data come tutte le altre. E non solo per chi ama, gioca ed è cresciuto a pane e basket e nemmeno, allargando moltissimo il raggio, per chi ama lo sport.

Si, perché Michael Jeffrey Jordan, di James R. Jordan Sr. e Delores, nato a Brooklyn nel giorno numero 48 dell'anno del Signore 1963, è stato qualcosa di più del "Dio" del basket e la sua figura va oltre il concetto di icona dello sport moderno.

Sì, perché esiste un concetto di sport prima e dopo l'avvento sulla scena mondiale di MJ, un personaggio conosciuto a tutte le latitudini e longitudini del pianeta e dalle persone di ogni età.

Impossibile raccontare chi e cosa è stato Jordan, provarci è lecito ma, alla fine, il prodotto sarebbe comunque incompleto. Ci è riuscito Netflix, con la meravigliosa serie "The Last Dance", dedicata proprio a lui, MJ, eletto da Espn nel 1999 il più grande atleta nord-americano del XX secolo (e da quelle parti di fenomeni se ne intendono), la cui fama e popolarità spinsero la Nike a dedicargli una linea di scarpe da pallacanestro - l'Air Jordan - diventata l'oggetto del desiderio di quasi tutti gli adolescenti del pianeta, anche chi la pallacanestro non l'aveva mai vista, a partire dal 1984.

Chi era e cosa è stato Michael Jordan? Abbiamo provato a fare bingo e siamo riusciti nel nostro intento: una telefonata a Milano e, grazie alla sua squisita disponibilità, abbiamo girato il quesito ad Alessandro Mamoli, una delle voci di Sky quando si parla di basket, uno dei più profondi conoscitori del mondo Nba e della pallacanestro in generale.

Mamoli, Micheal Jordan è il più grande di tutti i tempi?
Per me lo è ma, mi rendo conto, è un discorso soggettivo. C'è chi dice che il più grande di tutti sia stato Bill Russell con i suoi 11 anelli conquistati tutti con Boston e chi, invece, indica Kareem Abdul-Jabbar come il numero uno assoluto perché ha realizzato più punti di tutti (38.387, ndr), mentre io sono cresciuto con lui, negli anni in cui la Nba diventava popolare anche in Europa.

Sicuramente l'impatto che ha avuto lui sul basket non lo ha avuto nessuno. Prima di lui solamente Doctor J (Julius Erving, per i profani, ndr) aveva proposto una spettacolarità fuori dal comune, ma la visibilità che MJ ha portato al basket è un qualcosa d'inarrivabile per qualsiasi campione di qualsiasi disciplina.

Ho letto che Michael Jordan sarebbe stato lo sportivo che avrebbe voluto intervistare. Ebbene, se avesse la possibilità di farlo cosa gli chiederebbe?
Sinceramente? Credo parlerei il meno possibile di basket e il più possibile di tutto il resto, degli aspetti extra campo. E poi, quando ti trovi di fronte un personaggio di tale spessore, devi essere bravo a chiedergli qualcosa che nessuno gli ha mai domandato. Paola Ellisse ha avuto questo privilegio di poterlo intervistare a Parigi, qualche anno fa. Sicuramente - sorride Mamoli - sarebbe un'intervista da preparare molto molto bene.

C'è stato qualcuno, nella storia del basket, decisivo come Mj o, da quel punto di vista, è inarrivabile?
Anche Kobe Bryant è stato un giocatore decisivo, carismatico, leader, ma con una differenza sostanziale. Kobe se non vinceva, perdeva malamente, vedi lo 0-4 al primo turno con San Antonio e il "cappotto" rimediato da Dallas. Jordan, invece, a parte i primissimi anni della carriera, ha sempre vinto e mai perso "male". Dopo il primo ritiro è tornato e ha rivinto, mentre il secondo rientro lo considero un qualcosa di esclusivamente romantico, visto che aveva già 38 anni ed era fermo da oltre tre stagioni.

E LeBron James?
Un altro fuoriclasse assoluto, un altro campione che ha fatto e sta facendo la storia di questo sport, ma l'incredibile LeBron ha perso ben 6 finali. Jordan no e mai ne avrebbe perse così tante. Lo ripeto: su chi sia stato il più grande ognuno può avere la propria idea, ma per me MJ è il numero uno di tutti i tempi.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 2 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
03 December - 05:01
Sono moltissimi in queste settimane i bambini rimasti a casa dall'asilo con diverse patologie. Non solo virus sinciziale ma anche casi di otite, [...]
Cronaca
02 December - 21:22
Trovati 189 positivi, 2 decessi nelle ultime 24 ore. Registrate 125 guarigioni. Sono 53 i pazienti in ospedale. Sono 847.452 le [...]
Cronaca
02 December - 18:36
Alessia Andreatta ha perso la vita nel terribile tamponamento avvenuto in A22. Secondo una prima ricostruzione la giovane 30enne non si sarebbe [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato