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Con gli 8 gol del 19enne Spiro, il Mezzocorona ha cambiato marcia. "Zlatan è il mio mito, ma se segno tanto è grazie al gran lavoro di squadra"

Nonostante la giovane età e la pochissima esperienza a livello di prima squadra, mister Flavio Toccoli gli ha consegnato le chiavi dell'attacco gialloverde: per lui 8 reti in 15 partite. Sempre presente, ha disputato 1.335 minuti su 1.350 disputati dalla squadra: è uno degli intoccabili della compagine rotaliana, nella quale ha fatto ritorno dopo avervi militato sino agli Esordienti

Enea Spiro, centravanti del Mezzocorona, impegnato in duello ad alta quota
Di Daniele Loss - 22 novembre 2021 - 17:12

TRENTO. Otto reti in 15 partite, le ultime due domenica al "Comunale" di via Santa Maria nella sfida salvezza contro il Cavedine Lasino (per la cronaca la partita è finita 2 a 1 per i rotaliani) in una squadra che corre per salvarsi. Numeri da attaccante navigato della categoria, verrebbe da dire, se non che il bomber in questione è Enea Spiro, attaccante classe 2002 del Mezzocorona che, per la prima volta in carriera, calca i campi della Promozione.

 

Centravanti "puro" con il nove sulle spalle, guida il reparto avanzato dei gialloverdi con mister Flavio Toccoli che non ha avuto alcun problema ad affidargli le chiavi dell'attacco, nonostante la giovane età e nessuna esperienza in categoria. E, soprattutto, il 19enne di Roverè della Luna è uno degli insostituibili del Mezzocorona: ad oggi per lui 15 presenze su 15 gare disputate con 1.335 minuti all'attivo su 1.350 a disposizione. L'unica sostituzione, ad un quarto d'ora dalla fine, nella sfida contro l'Aquila Trento, per il resto un "clean sheet"da intoccabile.

 

"Con il mister avevo già lavorato in passato a Trento - racconta Spiro a Il Dolomiti - e sapevo della sua bravura con i giovani. In estate quando ho avuto la possibilità di venire, o per meglio dire tornare, al Mezzocorona non ho avuto dubbi. Sono ovviamente contento del mio rendimento e di quello della squadra, ma so e sappiamo che abbiamo grandi margini di miglioramento e, dunque, vogliamo toglierci ancora tante soddisfazioni. O meglio: il primo obiettivo è quello di raggiungere la salvezza nel minor tempo possibile e poi speriamo di fare qualcosa in più. Teniamo i piedi ben ancorati a terra e lavoriamo sodo".

 

Dopo un'annata complicata con la maglia del Gardolo in Eccellenza, a causa di alcuni problemi fisici e del campionato "spezzatino" causa pandemia (sospensione ad ottobre e ripresa ad aprile con il "mini torneo" a sette squadre), Spiro è sceso in Promozione e i numeri dell'attuale annata certificano che gli infortuni sono alle spalle e il senso del gol non è sparito rispetto ai tempi del settore giovanile, quando il bomber di Roverè della Luna segnava a raffica.

 

"Sì, fortunamente mi sento bene - prosegue l'attaccante rotaliano - e riesco ad allenarmi e giocare con continuità. I meriti dei miei 8 gol li voglio e li devo dividere con tutta la squadra: facciamo un gran lavoro, sviluppiamo la manovra tutti assieme e io, da attaccante, ho il compito di segnare. Sino ad ora ci sono riuscito e sono contento che queste reti stiano permettendo al Mezzocorona di disputare un buon campionato. Abbiamo impiegato qualche settimana per assimilare l'idea di calcio del mister e "conoscere" la categoria, ma poi abbiamo trovato la quadratura del cerchio. Io sono sicuro che questo gruppo abbia grandissimi margini di miglioramento".

 

Ecco, appunto, il gruppo: quello del "Mezzo" è un perfetto mix tra tantissimi giovani e alcuni elementi di grande esperienza che svolgono il ruolo di "chioccie" in campo e nello spogliatoio.

 

"È vero - conferma - siamo un gran bel gruppo e lo abbiamo dimostrato nei momenti di difficoltà, restando sempre uniti. I leader servono, è innegabile, sta poi a noi under essere sul pezzo e seguire sempre le indicazioni e l'esempio dei nostri giocatori più esperto, che ci stanno dando una grandissima mano. Sia in campo che fuori".

 

Partito da Mezzocorona, dove ha compiuto tutta la trafila sino agli Esordienti, Spiro si è poi trasferito al Trento, dove è rimasto per 5 stagioni, esordendo anche in serie D nella stagione 2018 - 2019 nella partita contro il Delta Porto Tolle. Poi un'esperienza tra Eccellenza e Juniores in gialloblù e la sfortunata annata a Gardolo. Adesso il ritorno in gialloverde in una categoria nella quale il 19enne di Roverè della Luna sta dimostrando di poterci stare. Prendendo spunti da Zlatan Ibrahimovic, il campione da lui più ammirato sin dai tempi in cui vestiva la maglia bianconera.

 

"A dire la verità - conclude - alla Juventus ci è rimasto poco, ma essendo io tifoso della Vecchia Signora, mi sono innamorato di lui all'epoca e poi l'ho sempre visto come un campione assoluto. Avevo il suo poster in camera e, anche quando ha cambiato maglia, l'ho sempre ammirato per la mentalità che ha, la voglia di non mollare mai, di essere sempre il migliore e di segnare in qualsiasi circostanza e contro qualsiasi avversaria. Per me è un esempio, sia come giocatore che come atleta in generale".

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