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Trento
13 marzo | 12:19

L'allucinante post del preside di un liceo nei confronti della guardalinee spagnola infortunatasi gravemente: "Se fosse stata in cucina non si sarebbe fatta male"

Paolo Auricchia dirigente del liceo Viesseux d'Imperia lo ha scritto su Linkedin, chiudendo il post con un "tesoro" che rende ancora più sconvolgente il commento. "Un comportamento di una gravità inaudita, acuito dal fatto che chi ha scritto questo commento dovrebbe stare al vertice della piramide educativa. Le dimissioni sarebbero un atto dovuto. Bisogna educare anche al linguaggio: serve un cambiamento culturale" è il commento di Paola Mora, presidentessa del comitato trentino del Coni

L'allucinante post del preside di un liceo nei confronti della guardalinee spagnola infortunatasi gravemente

TRENTO. "Si vabbè... però oggettivamente se fosse stata in cucina a preparare tagliatelle (cosa degnissima, che con ogni probabilità non sa fare), non si sarebbe fatta male tesoro".

 

Una frase che definire di pessimo gusto è assolutamente riduttivo e l'aspetto che rende la vicenda ancora più grave, è il fatto che sia stata scritta da chi - più di altri, visto il ruolo che ricopre - dovrebbe insegnare al rispetto, ovvero il preside di una scuola superiore.

 

La persona che - secondo le parole di Paolo Auricchia, preside del liceo Viesseux di Imperia - avrebbe fatto meglio a restare in cucina (dove, sempre seguendo il pensiero del dirigente scolastico, è altresì incapace) è la guardalinee iberica Guadalupe Porras Ayuso che, qualche settimana fa, è stata vittima di un gravissimo infortunio durante la partita della Liga tra Betis Siviglia e Atletico Bilbao.

 

La 37enne spagnola è un assistente arbitrale "top" in Spagna e a livello europeo, visto che a giugno 2023, è stata anche collaboratrice dell'arbitro del Cerro Grande nella finale di Conference League tra Fiorentina e West Ham e, un mese e mezzo fa, poco prima dell'infortunio, è stata designata (con rendimento altissimo) per l'infuocato derby di Madrid tra Real e Atletico.

 

Qualche settimana fa Porras Ayuso è stata vittima di un grave infortunio: mentre correva lungo la linea laterale si è scontrata molto violentemente con un cameraman, che non doveva essere in quella posizione: l'impatto è stato durissimo, con la guardalinee spagnola che ha sbattuto il volto contro la pesante telecamera, procurandosi numerosi tagli e ferite. Le immagini del suo viso insanguinato hanno fatto rapidamente in giro del mondo.

 

Ebbene, qualche settimana più tardi, è arrivato il post su Linkedin del dirigente scolastico del liceo ligure, che ha scatenato un fiume di proteste tra gli insegnanti e gli studenti, che ieri - martedì 12 marzo - sono scesi in piazza: al corteo hanno partecipato centinaia di alunni, e non solamente del Viesseux, passando sotto il provveditorato e poi raggiungendo il comune per chiedere le dimissioni di Auricchia il quale si è chiuso ovviamente nel silenzio.

 

"Si tratta di un gesto gravissimo - commenta Paola Mori, presidentessa del comitato trentino del Coni -, il cui "peso" è ulteriormente acuito dal fatto che stiamo parlando di una persona che, visto il ruolo che ricopre, dovrebbe stare al vertice della piramide educativa. Bene hanno fatto gli studenti a scendere in piazza e gli insegnanti a prendere subito le distanze: le dimissioni ritengo siano un atto dovuto. Non c'è niente da fare: serve un cambiamento culturale generale, che passa attraverso anche l'educazione al linguaggio. Quando parlo di linguaggio non mi riferisco solamente a quello verbale ma, visto che siamo nel 2024 e, volenti o nolenti, i social ricoprono ormai un ruolo importante all'interno società, bisogna far comprendere che anche ciò che si scrive deve essere ponderato attentamente. Fare un post su Facebook, Instagram o, in questo caso, su Linkedin, vuol dire comunicare il proprio pensiero a tutti quanti, potenzialmente a tutto il mondo. Purtroppo, ancora oggi, sentiamo allenatori e dirigente che si rivolgono agli atleti maschi dicendo "non fare la femminuccia" oppure alle ragazze dicendo "sei forte come un maschio".  A tal proposito, all'interno di un corso dedicato ai dirigenti sportivi che abbiamo organizzato, abbiamo inserito un modulo dedicato al linguaggio e alla comunicazione per cercare di far comprendere, una volta di più, che le parole sono fondamentali".

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