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Alpinismo | 22 settembre 2025 | 17:00

Dopo ventuno anni, è il terzo alpinista a salire in estiva e in solitaria la temuta parete nord del Monte Camicia, l'"Orco degli Appennini"

In Abruzzo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, l'impresa alpinistica di Nicolò Ioannoni Fiore

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Siamo in Abruzzo nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e Nicolò Ioannoni Fiore è riuscito in una vera e propria impresa alpinistica in solitaria sulla parete nord dell’Orco degli Appennini. 

 

Così è ribattezzato il monte Camicia, per le sue spaventose pareti verticali nel versante settentrionale, ritenute di difficile interpretazione anche dagli alpinisti più esperti. 

Una montagna caratterizzata da storie leggendarie, ma anche segnata da tragedie che hanno coinvolto celebri alpinisti. Non è un caso che dalla parete nord, nella stagione estiva, sono riuscite a salire in solitaria la montagna soltanto tre persone. 

 

Marco Florio nel 1982, Andrea Di Donato nel 2004 che quattro anni dopo l’ha ripetuta pure in invernale e infine Nicolò Ioannoni Fiore, che domenica 21 settembre 2025 ha portato a termine la difficoltosa salita esattamente 21 anni dopo l’ultima solitaria su questa parete.

 

Affrontando quella parete, Nicolò ha vissuto momenti di gioia e sconforto, rabbia, desolazione e infine di infinita felicità. Il suo racconto mette in risalto tutte le difficoltà e i sentimenti che ha provato durante l’ascesa: "Attacco la roccia, o forse lei attacca me. Capisco subito che non ho mai affrontato qualcosa di simile. Questo posto è un agglomerato di sassi incastrati l' uno sull'altro. La malta che li unisce è composta da erba, muschio, terra. Accade spesso che l'appiglio o l'appoggio ceda sotto il mio peso e si vada a spezzare dentro la roccia o addirittura fuoriesca dalla sede e ruzzoli via. Cerco di abituarmi il prima possibile a questo stile. Ogni movimento, ogni minimo spostamento lo ragiono e lo studio prendendomi tutto il tempo necessario. Non è permesso il minimo errore", scrive.

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