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Alpinismo | 04 dicembre 2025 | 17:30

Marco Confortola rischia di trovarsi con 5 Ottomila in meno (su 14). L'alpinista valtellinese ha un anno di tempo per portare prove inconfutabili all'Himalayan Database

L'Himalayan Database ha impugnato la vicenda, per provare a fare chiarezza sul reale numero di vette collezionate dall'alpinista valtellinese. Se la salita del Kangchenjunga "ora è ufficialmente e definitivamente 'non riconosciuta'", altre quattro vette (Annapurna, Lhotse, Makalu e Dhaulagiri) sono state indicate come "Disputed", ossia contestate

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Dice bene, sui suoi canali social, il traduttore e appassionato di alpinismo Luca Calvi: "Non mi piacciono le situazioni in cui qualcuno si trova ad avere parecchia gente contro, soprattutto quando troppi sono quelli del 'dagli al cane che c'ha la rabbia'. È questo un vezzo italiota, che non mi va di condividere".

 

Sposando il suo approccio, riportiamo le ultime novità sull'alpinista Marco Confortola senza accanimento e attenendoci, dunque, ai fatti e partendo da una domanda che in molti negli ultimi mesi si sono posti: quanti sono gli Ottomila saliti veramente da Marco Confortola?

 

Himalayan Database ha impugnato la vicenda, per provare a fare chiarezza sul reale numero di vette collezionate dall'alpinista valtellinese. Come riporta il giornalista Alessandro Filippini, una delle voci più autorevoli in ambito di alpinismo himalayano, "la salita del Kangchenjunga (quella della famosa foto di Shehroze Kashif 'ritagliata') ora è ufficialmente e definitivamente 'non riconosciuta'. Per l'Himalayan Database Confortola non è mai stato in vetta".

 

Inoltre, altre quattro vette (Annapurna, Lhotse, Makalu e Dhaulagiri) sono state indicate come "Disputed", ossia contestate: ora Confortola ha un anno di tempo per portare prove inconfutabili dell'avvenuto raggiungimento della vetta, evitando così che nell'aggiornamento di fine 2026 l'Himalayan Database indichi come "non saliti" anche questi quattro ottomila.

 

"In ogni caso", continua Filippini, "già ora Confortola non potrebbe più affermare, come ha fatto a partire da questa estate dopo la salita del Gasherbrum I, di aver completato la corona delle 14 montagne più alte della Terra"

 

Marco Confortola è sicuramente un ottimo soccorritore e in modo innegabile una persona che si dedica all'alpinismo con una passione genuina. Come scrivevamo, tuttavia, questo non basta: l’alpinismo himalayano si basa su regole precise ed è giusto che vengano rispettate. Altrimenti il gioco, perdendo significato nella menzogna, si guasta. Non sorprende dunque che qualcuno voglia vederci chiaro e non pensiamo che in questo desiderio (almeno a livelli istituzionali) si nasconda una forma di accanimento dei confronti di Confortola. È un atto dovuto; una semplice ricerca di trasparenza. Soprattutto perché Confortola, oltre ad avere una risonanza sull'alpinismo internazionale, potrebbe averla anche nell'arena sociale come testimonial degli ormai prossimi Giochi olimpici invernali.

 

Per questi e per altri motivi, la strada più saggia da perseguire è quella della verità, senza accanimento, senza invidia, senza speculazione mediatica, ma in modo serio.

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