"Montagna come palcoscenico per un pubblico che spesso conosce dell'alpinismo poco più che il giusto filtro da usare su Instagram". Tamara Lunger commenta le recenti spedizioni sull'Everest

"Chiunque abbia provato davvero la magia della montagna sa quanto profondo possa essere il dolore quando questa magia viene soffocata dal commercio". Anche l'alpinista Tamara Lunger ha preso parte al dibattito sulla spedizione "7 Days Mission Everest" che sostanzialmente prevedeva, per quattro ex militari, un viaggio mordi e fuggi: partenza da Londra, ascesa della montagna più alta del mondo e rientro nella capitale del Regno Unito. Il tutto in appena sette giorni con il supporto di aerei, elicotteri e gas xenon

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Chiunque abbia provato davvero la magia della montagna sa quanto profondo possa essere il dolore quando questa magia viene soffocata dal commercio".
Anche l'alpinista Tamara Lunger (che il 13 giugno sarà ospite al Festival de L'AltraMontagna - Rovereto, Cortile urbano di via Roma, ore 19:00) ha preso parte al dibattito sulla spedizione 7 Days Mission Everest che sostanzialmente prevedeva, per quattro ex militari, un viaggio mordi e fuggi: partenza da Londra, ascesa della montagna più alta del mondo e rientro nella capitale del Regno Unito. Il tutto in appena sette giorni con il supporto di aerei, elicotteri e gas xenon che stimola la produzione di eritropoietina, un ormone naturale prodotto dai reni che favorisce l'incremento dei globuli rossi. Questo aumento migliora la capacità del corpo di trasportare ossigeno, un vantaggio cruciale in ambienti ad alta quota, dove l'aria è rarefatta (ne abbiamo scritto QUI).

Commenta Lunger sui suoi profili social: "Qualche settimana fa, quando ho incontrato Lukas Furtenbach (titolare di Furtenbach Adventures, agenzia che ha organizzato la spedizione n.d.r.) e mi ha dato solo un accenno di questo piano, mi era già chiaro: questo giorno sarebbe arrivato - e sarebbe arrivato presto.
Gli esseri umani sono spinti dal desiderio di avere di più. Per il nuovo, per l'impossibile. È nella nostra natura spingere i limiti, inseguire i record, evolvere. E sì, già solo da questo punto di vista questi risultati sono impressionanti. Solo chi ha un corpo allenato, una disciplina e una forza di volontà incrollabile può riuscire a fare una cosa del genere.
Ma se devo essere sincera, questi luoghi hanno sempre significato qualcos'altro per me: quiete, introspezione, semplicità, pazienza, tempo, verità e abilità alpinistica".
"Quello che vedo ora è un cosiddetto 'progresso' che, per me, è tutt'altro", continua l'alpinista, "Fa male vedere come la velocità, il rumore e la superficialità si stiano insinuando in luoghi che, per me, sono sempre stati sacri. Non perché io rimproveri a qualcuno il suo successo, ma perché riesco a malapena a percepire un po' di rispetto per questi luoghi. Al suo posto: esibizione, autopromozione, like. La montagna come palcoscenico per un pubblico che spesso conosce dell'alpinismo poco più che il giusto filtro da usare su Instagram.
Ne sono convinta: tutto questo clamore per l'alpinismo d'alta quota non esisterebbe nella sua forma attuale senza i social media. La montagna è diventata un mezzo per raggiungere un fine, non più una meta desiderata dal cuore.
Un consumo di ramponi travestito da 'avventura' e 'superamento dei limiti'. Chiunque abbia provato davvero la magia della montagna sa quanto profondo possa essere il dolore quando questa magia viene soffocata dal commercio".
"Naturalmente, la gente discuterà all'infinito su questo argomento", conclude Lunger. "Ci saranno sempre due schieramenti: progresso contro conservazione, tecnologia contro tradizione.
Negli ultimi anni ho imparato questo: non potrò mai controllare come gli altri pensano, agiscono o vivono la montagna. Quello che posso controllare è il modo in cui reagisco. Posso accettare che non tutti condividano i miei valori e continuare a percorrere la mia strada.
Con gioia. Con rispetto. Con sincerità. In silenzio. Ed esattamente dove questo cammino è ancora possibile".













