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Ambiente

Dormire Cullati dal ronzio delle api. "Be(e) Immerso", nuova frontiera del turismo esperienziale ispirata alle case di apiterapia slovene

La vetrata sul paesaggio. Tutto attorno, nelle orecchie e nelle narici, i segni tangibili della presenza di esseri viventi piccoli e operosi: le api. Potrebbe essere una stanza panoramica da cui guardare le stelle. E invece no. L’intuizione degli architetti torinesi Fabio Vignolo e Giovanni Poncino nasce dal desiderio di andare oltre la pura contemplazione della natura e di unire i benefici dell'apiterapia alla nuova frontiera dell'apiturismo. Dormire in una micro architettura in legno cullati dal ronzio delle api: "Può diventare un'opportunità di sviluppo turistico e un modo per valorizzare il lavoro di piccoli e medi apicoltori"

Di Daria Capitani | 09 aprile | 12:00
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

La vetrata sul paesaggio. Tutto attorno, nelle orecchie e nelle narici, i segni tangibili della presenza di esseri viventi piccoli e operosi: le api. Benvenuti in “Be(e) Immerso”, la nuova frontiera del turismo esperienziale.

 

Stanza panoramica sì, ma anche consapevole. È questa, in estrema sintesi, la peculiarità di questa micro architettura totalmente in legno italiano certificato. Potrebbe essere una box da cui guardare le stelle come le altre. E invece no. L’intuizione degli architetti torinesi Fabio Vignolo e Giovanni Poncino nasce dal desiderio di andare oltre la pura contemplazione della natura e un selfie scattato per tenere memoria dell’attimo (ne abbiamo parlato qui dopo l'approvazione della legge del Consiglio regionale del Veneto sulle stanze panoramiche sopra i 1600 metri). "Ci siamo domandati: quale valore possiamo aggiungere - spiega Vignolo -? Abbiamo trovato risposta nella vita laboriosa di un animale che conosciamo da migliaia di anni". Ed ecco spiegato il nome: alla ricerca dell’essenza (to be), grazie alle api (bee).

 


Apicoltore al lavoro. [Foto Marco Rostagno]

 

La prima creazione dello studio di progettazione Fvaa è stata “Immerso”. Una struttura fatta di elementi prefabbricati e piccole dimensioni, facile da trasportare e da montare in contesti molto differenti tra loro, anche logisticamente impegnativi: "Una risposta al bisogno dell’uomo occidentale di tornare a vivere a stretto contatto con la natura, immergersi in essa per staccare la spina dalla quotidianità e dallo stress della vita urbana". Lo step successivo è “Diamond”, architettura dalla forma a diamante che rimanda esplicitamente al concetto di glamping, neologismo di matrice inglese che identifica strutture ricettive informali ma esclusive. È arrivata qui l’intuizione che ha condotto dritta dritta a una piccola struttura in legno, dal design minimale, collegata a otto arnie piene di api all’opera.

 

Architetto di professione, Fabio Vignolo è apicoltore per passione: "Approdare a “Be(e) Immerso” è stata la somma di una serie di fattori che avevo davanti agli occhi, uniti a una attenta ricerca sulle tendenze più recenti del turismo esperienziale". Il primo: negli ultimi anni, anche a causa della pandemia, nell’ambito dell’hôtellerie di alto e altissimo livello si assiste a una forte domanda di strutture recettive in grado di soddisfare nuovi (o riscoperti) bisogni. "La sostenibilità diventa peculiarità premiante per tutte le destinazioni turistiche più esclusive perché sempre maggiore è la consapevolezza da parte dei clienti verso tematiche legate al rispetto dell’ambiente e delle specie, delle filiere corte di eccellenze in relazione allo sviluppo locale. Si arricchisce così di significato passando dal concetto di wellness al concetto di wellbeing".

 


Le arnie all'esterno della micro architettura. [Foto Marco Rostagno]

 


L'interno di Be(e) Immerso. [Foto Marco Rostagno]

 

Il secondo elemento deriva da uno sguardo oltre confine. "Slovenia, Austria e Germania sono i primi Stati europei ad aver effettuato ricerche e studi clinici sui trattamenti di apiterapia e sull’utilizzo di prodotti derivati dall’alveare nella prevenzione e come cura naturale", continua Vignolo. Miele, propoli, polline, pappa reale e cera d’api come prodotti in grado di portare beneficio all’intero organismo, fisico e psichico: "Secondo questi studi, respirare l’aria dell’alveare fa bene al sistema respiratorio e al sistema immunitario e l’esposizione al ronzio delle api, che con una frequenza di 432 Hz rientra nei cosiddetti rumori bianchi, favorisce il rilassamento, aiuta la concentrazione e allevia i disturbi del sonno".

 

Dall’apiterapia all’apiturismo. Un fenomeno che, secondo i dati emersi in una ricerca dell’associazione Le città del Miele, è in crescita anche in Italia. "Una vacanza sana, ecologica e sostenibile, prendendo a modello la Slovenia, dove la tendenza è da tempo in forte sviluppo, tanto da essere supportata e finanziata a livello governativo e promossa sui siti istituzionali - aggiunge l’architetto -. In Italia può diventare opportunità di sviluppo turistico in territori poco avvezzi ai grandi numeri e un modo per valorizzare il lavoro di piccoli e medi apicoltori".

 

Il progetto - che è stato presentato per la prima volta lo scorso anno alla Design Week di Milano in partnership con aziende italiane dell'industria del legno, della didattica esperienziale e dell'apicoltura sociale - è riuscito a mettere insieme tutti questi fattori: il pernottamento all’interno di strutture architettoniche dal forte impatto, l’esperienza della cura psico-fisica attraverso le api e un’estetica iconica, semplice e funzionale. "La struttura è disegnata per ricreare al suo interno uno spazio intimo e protetto, quasi sacrale. All’esterno invece, si presenta come un nido contemporaneo che cela e protegge 8 arnie di api. L’apiario integrato è progettato per poter beneficiare dei trattamenti dell’apiterapia, favorire l’engagement ambientale, ma anche per permettere all’apicoltore di gestirlo in autonomia dall’esterno". Il risultato funziona: “Be(e) Immerso” è stato premiato proprio nella terra da cui ha tratto ispirazione, la Slovenia, con il Big See Tourism Design Award 2023.

 


Giovanni Poncino e Fabio Vignolo con il Big See Tourism Design Award. [Foto Marco Rostagno]

 

Il modulo prototipo ha trovato casa la scorsa estate nei terreni dell'azienda agricola Amalia Perlo di Sauze di Cesana e quest’estate sarà presente in altri luoghi d’Italia: "Crediamo nell’apiturismo come strumento per valorizzare anche le identità di territori marginali e i prodotti di piccole e medie aziende. Per andare oltre la semplice contemplazione e dare sostanza al contatto con la natura".

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