Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 01 settembre 2025 | 12:31

98 chili di rifiuti in plastica raccolti sui sentieri in alta montagna: "L’80% è disperso in modo involontario. Possiamo fare tanto, tutti"

"Ci sono i microelementi di suole delle scarpe, ovviamente, quello che vola fuori dai cestini, certo, ma anche gli involucri del cibo che dimentichiamo sui prati o la bustina della barretta, che mettiamo distrattamente in tasca, senza assicurarci che non possa uscire. Possiamo fare tanto, tutti. Facendo più attenzione ai nostri rifiuti, scegliendo prodotti con meno imballaggi. Le confezioni degli alimenti, le bottigliette di acqua e di succhi sono gli oggetti in plastica che troviamo di più”. Franco Borgogno, coordinatore di CleanAlp, spiega il progetto

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

“CleanAlp è nato nel 2021 semplicemente andando a ritroso, partendo dal mare per arrivare alle sorgenti, sulle montagne”, esordisce Franco Borgogno, coordinatore di CleanAlp e responsabile dei progetti scientifico-ambientali di European Research Institute Ets.

 

È iniziato tutto dal mare, dunque, dagli studi di European Research Institute Ets, una fondazione nata nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la formazione e la sperimentazione in ambito scientifico e sociale, in primis nel Mediterraneo, per implementare pratiche che promuovono la riduzione delle emissioni di gas serra, la tutela della biodiversità con la gestione responsabile delle risorse naturali e la mitigazione dei cambiamenti climatici.

 

Si è iniziato con il progetto Stop the Alps becoming plastic mountains, che ha prodotto un’importante ricerca sulle microplastiche nella neve, il primo a monitorare un’area vasta, in pratica tutto l’ovest delle Alpi italiane, lungo un’intera stagione invernale. “Lì ci siamo poi resi conto di quanto, in realtà, fosse massiccia la presenza in montagna di rifiuti di plastica grandi. Una presenza ben più importante di quanto ci aspettassimo. Durante lo studio sulle microplastiche, infatti, è stato raccolto in media di mezzo chilo di rifiuti di plastica per ogni chilometro lungo 197 chilometri di sentieri in alta montagna”, spiega Borgogno.

 

La voglia di agire, per affrontare il problema, è stata impellente. Cosi CleanAlp è diventato un progetto dedicato alla protezione delle Alpi attraverso la pulizia dei sentieri, la sensibilizzazione e la formazione ambientale.

 

Ci siamo dati due obiettivi ambiziosi: indagare sull’origine dei rifiuti che si trovano in quota e informare, in modo scientifico, di quanto la biodiversità sia fondamentale per la vita di tutti e di quanto le Alpi siano uno scrigno della biodiversità” spiega Franco Borgogno. Così gli scienziati di CleanAlp sono scesi in campo non solo per studiare, monitorare, proteggere, ma per coinvolgere più persone, raccogliere materialmente i rifiuti e fare informazione, organizzando escursioni guidate. Dove si cammina, con esperti che raccontano le peculiarità geologiche, botaniche, faunistiche del luogo, e si eliminano le immondizie intorno al sentiero, che poi censiscono, creando un importante data base sulla distribuzione e le tipologie dei rifiuti presenti.


Un nido recuperato in quota, intessuto con fili di plastica; il recupero della piscina di plastica abbandonata (fotografie di Franco Borgogno)

Ogni attività è gratuita e permette di approfondire temi specifici importanti e di comprendere di più il fragile ecosistema alpino. “Vogliamo promuove la tutela attiva, consapevole e concreta del capitale naturale, per mantenerlo sano e resiliente. Il progetto vuole proteggere il patrimonio naturale alpino con l’obiettivo di ridurre tutte le forme di inquinamento, aumentando la consapevolezza sull’impatto che il degrado ambientale ha sulla salute e sul benessere, anche economico”, spiega Franco Borgogno. “Partendo da un’azione semplice, come la pulizia, accresciamo la consapevolezza e voglia di mettersi in gioco, per agire per un bene comune, affrontando il problema sia in teoria che nella pratica, toccando con mano la realtà dell'inquinamento da plastica sulle Alpi”, aggiunge il portavoce di CleanAlp.

 

Le persone si attivano, condividendo poi le conoscenze acquisite durante l’escursione. È un investimento di tempo e risorse che ha successo, anche perché informare è un passaggio essenziale per avere supporto e ascolto. “Abbiamo obiettivi concreti. Vogliamo proteggere e recuperare, dove necessario, partendo dalle Alpi occidentali italiane, ma con l’obiettivo di estendere l’attività. Desideriamo instillare pensieri che portino ad una consapevolezza pubblica e individuale riguardo all’inestricabile legame tra la vita, non solo umana, e ogni elemento presente in natura. E poi, ovviamente, c’è la voglia di contribuire alla tutela della biodiversità e a promuovere l’uso sostenibile delle risorse idriche”, continua Borgogno, con entusiasmo.

 

Ma non basta. CleanAlp durante le escursioni supporta la piccola economia locale, favorendo, per merende o pranzi al sacco, il consumo di prodotti a chilometro zero e sfusi, aiutando chi vive in quei territori e cercando di ridurre i rifiuti.

 

E poi si vuole promuovere la scelta di azioni di adattamento al cambiamento climatico grazie alla promozione di una frequentazione della montagna più sostenibile e meno impattante. Spostandosi con i mezzi pubblici o almeno condividendo l’automobile, dormendo in strutture suggerite dai parchi o poco impattanti.

 

“E poi c’è la raccolta dei dati, durante le escursioni, che ci permette di fotografare la situazione dell'inquinamento da plastica su un'area montana vasta ed estremamente preziosa da un punto di vista naturalistico”, aggiunge Borgogno. Questo conferisce a CleanAlp una forte valenza scientifica internazionale, tanto che l’associazione è stata invitata a giugno ai Future Forum Alps, in Liechtenstein, una rassegna di incontri ed eventi dedicati alla sostenibilità alpina, è stata contattata dal collettivo #BreakFreeFromPlastic e sta già lavorando a una prima pubblicazione scientifica sul lavoro svolto.

 

La forza di CleanAlp sta anche nella possibilità di prevenire la dispersione dei rifiuti. “In montagna ci sono azioni dirette, che possono portare ad una riduzione concreta dei rifiuti in natura. La prima è l’attenzione perché, dati scientifici alla mano, sappiamo che l’80% dei rifiuti in plastica è disperso in modo involontario”, spiega Franco Borgogno. “Ci sono i microelementi di suole delle scarpe, ovviamente, quello che vola fuori dai cestini, certo, ma anche gli involucri del cibo che dimentichiamo sui prati o la bustina della barretta, che mettiamo distrattamente in tasca, senza assicurarci che non possa uscire. Possiamo fare tanto, tutti. Facendo più attenzione ai nostri rifiuti, scegliendo prodotti con meno imballaggi. Le confezioni degli alimenti, in plastica, le bottigliette di acqua e di succhi sono gli oggetti in plastica che troviamo di più”, aggiunge.

 

Ma non c’è solo la plastica, ovviamente. “Ciò che raccogliamo più spesso sono i fazzoletti di carta, persi o lasciati volontariamente, perché si pensa scompaiano con facilità. Purtroppo, non è così. Ne troviamo davvero tantissimi, il deterioramento dipende ovviamente da tanti fattori, ma serve mediamente almeno un anno per sciogliere la carta. Quindi il suggerimento è di portarli a valle, buttandoli poi nei cestini. E lo stesso vale per i mozziconi di sigaretta, con filtri che non solo ci mettono anni per sparire, ma rilasciano sostanze tossiche in natura”, commenta Borgogno. “E poi nelle 105 escursioni fatte sino ad oggi abbiamo trovato ben 35 paia di mutande, oltre a capi di abbigliamento di ogni genere e a oggetti davvero fuori contesto, come una piscina gonfiabile. Banconote, denaro, mai. Cosa significa? Che la risposta sta nell’approccio, che ciò che portiamo con noi viene gestito in maniera superficiale”, suggerisce il nostro interlocutore.

 

Se le Alpi cambiano la loro condizione, come sta avvenendo, non è un peccato solo perché, banalmente, perdiamo i ghiacciai. Le Alpi sono uno scrigno di biodiversità, forniscono acqua alle pianure: l’inquinamento in quota ha un impatto enorme su tutte le forme di vita, anche su di noi.

 

Su www.cleanalp.com si trovano tutte le escursioni in programma. Il 6 settembre l’appuntamento è al Colle dell’Agnello, il 7 in Valle Varaita, il 13 settembre al rifugio Levi Molinari e il 14 ai laghi di Moncenisio e Clair. Per iscriversi basta scrivere a: b.franco@eri.net.in. Dal 2021 CleanAlp ha proposto 104 escursioni/cleanup in montagna, ripulendo 1157,47 chilometri e raccogliendo 621,603 chili di rifiuti.

 

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Storia
| 02 giugno | 06:00
Nel giorno della Festa della Repubblica, segnaliamo l'iniziativa della fondazione trentina Alcide de Gasperi che ha [...]
| 01 giugno | 19:00
Tra le pieghe più appartate delle Alpi Carniche: il massiccio della Terza Grande e del Clap Grande, la Val Pesarina [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato