È il più grande rapace europeo, prossimo alla minaccia: salvato in Piemonte un giovane "avvoltoio monaco", debilitato e affamato

Un giovane avvoltoio monaco (Aegypius monachus) proveniente dalla Spagna è stato tratto in salvo in Valle Varaita: l'episodio dimostra l’importanza della collaborazione tra enti e istituzioni, anche a livello internazionale, nella tutela della fauna selvatica. Il rapace, appartenente a una specie "prossima alla minaccia" (dichiarata estinta in Italia dagli anni '70), ha ricevuto le prime cure con l’obiettivo di favorire, quanto prima, il ritorno al suo habitat naturale. Al momento della recupero pesava appena 4,4 chilogrammi, ben al di sotto della norma

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Un giovane avvoltoio monaco (Aegypius monachus), debilitato e affamato, è stato tratto in salvo in Valle Varaita e prontamente sottoposto alle necessarie cure veterinarie: l'episodio avvenuto questa settimana in Piemonte dimostra l’importanza della collaborazione tra enti e istituzioni, anche a livello internazionale, nella tutela della fauna selvatica.
L’avvoltoio monaco appartiene a una specie classificata come “prossima alla minaccia”: in Italia è stato dichiarato estinto ormai cinquant’anni fa. Viveva in Sardegna, ma gli ultimi avvistamenti risalgono agli anni Settanta. Stiamo parlando del più grande rapace europeo, con un'apertura alare che può raggiungere i 295 centimetri e un peso che varia tra i 7 e i 12,5 chilogrammi.
L’esemplare in questione è stato recuperato dal Centro di Recupero Animali Selvatici - Cras - di Bernezzo con la collaborazione di Arianna Menzano. veterinaria delle Aree Protette Alpi Marittime (Apam), e i Carabinieri Forestali, che per primi hanno segnalato la presenza dell'animale. Al momento della cattura risultava visibilmente sottopeso: pesava appena 4,4 chilogrammi, un valore ben al di sotto della norma per un individuo della sua stazza.
L’avvoltoio, trasportato nella struttura di Bernezzo, ha ricevuto le prime cure con l’obiettivo di assicurare il benessere dell’animale e favorire, quanto prima, il ritorno al suo habitat naturale.

Grazie agli anelli di riconoscimento posizionati sulle zampe, è stato possibile procedere alla sua identificazione: si tratta di un esemplare appartenente al Ministero dell'Ambiente spagnolo. Dalla Spagna è quindi giunto in Piemonte e recuperato a Sampeyre, in provincia di Cuneo.
“Immediatamente, gli esperti hanno avviato le procedure veterinarie e stabilito un protocollo di osservazione per monitorarne le condizioni - spiegano dalle Aree Protette Alpi Marittime -. Il rapace sembra stare bene e si alimenta autonomamente ed è seguito con attenzione per garantirne il pieno recupero”.
L’avvoltoio monaco predilige ambienti montuosi e boscati, costruendo il nido su alberi ad alto fusto. Come il gipeto e il grifone, è un predatore necrofago - che si nutre cioè di carcasse di animali - ed è fondamentale per l'equilibrio degli ecosistemi, dal momento che contribuisce alla prevenzione della diffusione di malattie e al mantenimento della biodiversità.
Questo rapace è generalmente solitario e monogamo e "manifesta una parziale tendenza migratoria, spostandosi alla ricerca di aree favorevoli alla riproduzione e all’alimentazione", spiegano gli esperti dell'Apam.
Negli ultimi decenni, condividendo una sorte purtroppo comune con altre specie, l'avvoltoio monaco sta affrontando numerose minacce, tra cui la perdita dell'habitat, l’avvelenamento accidentale e le collisioni con infrastrutture antropiche (come ad esempio i cavi sospesi).
Sebbene classificato come "prossimo alla minaccia", gli interventi di conservazione e recupero risultano cruciali per la protezione di questa specie. Per questo, "l’operazione di recupero effettuata in Valle Varaita testimonia l'importanza della collaborazione tra enti e istituzioni nella tutela della fauna selvatica. Il Cras di Bernezzo continua a monitorare l'esemplare, lavorando per garantire la sicurezza e individuare con la collaborazione dei tecnici di Aree Protette Alpi Marittime le migliori soluzioni per il suo futuro", concludono dall'aera protetta.
In apertura, foto del Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo













