Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 26 novembre 2025 | 12:00

In Alto Adige oltre 3000 specie di falene, ma pochissimi le studiano. Un progetto pilota esplora le potenzialità del monitoraggio automatizzato

Per sopperire alla scarsità di entomologi specializzati sulle falene, la ricerca ricorre a dispositivi automatici e all’intelligenza artificiale. L’Istituto per l’ambiente alpino ha posizionato tre AMI-trap (dove AMI sta per "Automated Monitoring of Insects"). Un sistema di monitoraggio comodo e poco invasivo: per ottenere lo stesso numero di identificazioni con i metodi tradizionali, un entomologo dovrebbe trascorrere più notti sul campo e catturare migliaia di esemplari

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

In Alto Adige esistono oltre 3000 specie di falene note. Nonostante la grande diversità di questi insetti notturni, però, gli esperti che li studiano sono pochi. Per questo motivo, una rete di gruppi di ricerca sta testando metodi di monitoraggio automatizzato.

 

L’Istituto per l’ambiente alpino, in particolare, ha posizionato tre AMI-trap – dove AMI sta per "Automated Monitoring of Insects" – in altrettanti siti naturali sparsi per l’Alto Adige, per raccogliere dati sulle falene che ci vivono.


Foto Eurac Research | Andrea De Giovanni

La AMI-trap può attivarsi e disattivarsi automaticamente a orari prestabiliti ed è alimentata da un pannello solare. Per questo motivo, può rimanere installata per mesi, senza bisogno che un operatore si rechi sul campo ad accenderla o a sostituire le batterie.

 

Ricercatori e ricercatrici hanno impostato la AMI-trap in modo tale che si attivi la sera tardi, quando la maggior parte delle falene inizia a volare e a nutrirsi.


Foto Eurac Research | Andrea De Giovanni

La AMI-trap è munita di una sorgente di luce ultravioletta, in grado di attirare le falene. Queste si posano su un pannello bianco, facendo scattare una fotocamera che le immortala.

 

Le immagini così ottenute, migliaia a notte, verranno analizzate da un’intelligenza artificiale, addestrata per riconoscere le singole specie.

 

Si tratta di un metodo di monitoraggio comodo e poco invasivo. Infatti, per ottenere lo stesso numero di identificazioni con i metodi tradizionali, un entomologo dovrebbe trascorrere più notti sul campo e catturare migliaia di esemplari.


Foto Eurac Research | Andrea De Giovanni

Attirata dalla luce ultravioletta emessa dalla AMI-trap, una falena si poggia sul pannello bianco di cui è munito il dispositivo.


Foto Eurac Research | Andrea De Giovanni

Alcune specie predatrici approfittano dell’enorme assembramento di falene e altri insetti nelle vicinanze della AMI-trap per procurarsi un po’ di cibo.

 

Nella foto seguente, una mantide si aggira furtiva tra le decine di potenziali prede posate sul pannello bianco del dispositivo.


Foto Eurac Research | Andrea De Giovanni

Alcuni degli insetti attirati dalla luce UV della AMI-trap finiscono intrappolati nella ragnatela di questo ragno vespa (Argiope bruennichi).


Foto Eurac Research | Andrea De Giovanni

I test condotti con la AMI-trap rientrano in un progetto pilota finalizzato a testare metodi di monitoraggio automatizzato della biodiversità.

 

Sui tre siti monitorati all’interno di questo progetto dedicato alle falene, ricercatori e ricercatrici hanno installato non solo le AMI-trap, ma anche registratori automatici per gli uccelli e per i pipistrelli.


Foto Eurac Research | Andrea De Giovanni

I siti naturali inclusi nel progetto pilota rientrano anche nel progetto Monitoraggio della Biodiversità in Alto Adige (BMS).

 

Nella foto che segue, Jarek Scanferla e Lukas Griem impegnati nel monitoraggio dell’avifauna.


Foto Eurac Research | Andrea De Giovanni

 

Biodiversa+ è un progetto Horizon Europe avviato nel 2021 nell'ambito della Strategia europea per la biodiversità 2030, che promuove la ricerca di qualità sul monitoraggio della biodiversità e mira a creare connessioni tra le autorità ambientali e altri partner chiave.

 

 

Eurac Research partecipa a tre sotto-progetti pilota: uno sulle piante invasive e le specie aliene di insetti, uno sulla biodiversità del suolo e uno sui metodi innovativi per il monitoraggio della biodiversità. I test condotti con la AMI-trap per il monitoraggio delle falene rientrano nel terzo sotto-progetto.

 

Per maggiori informazioni: www.eurac.edu

Contenuto sponsorizzato