Marco Paolini ricorda Carlin Petrini: "Quando muore una guida, non basta dedicargli la via che ha aperto, bisogna far manutenzione perché la via non si chiuda nella boscaglia infestante delle distrazioni di massa"

Tra i tanti omaggi che in queste ore si susseguono per ricordare il fondatore di Slow Food, si distingue per intensità quello espresso dal drammaturgo e regista Marco Paolini, insieme al collettivo della "Fabbrica del Mondo" (Petrini faceva parte del comitato scientifico del progetto). Attraverso una nota affidata ai canali social, Paolini ha voluto salutare un amico che è diventato una vera e propria guida per molte persone e ha saputo tracciare un percorso inedito per la salvaguardia della "casa comune"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La scomparsa di Carlo Petrini (ne abbiamo scritto in QUESTO ARTICOLO) lascia un vuoto anche nel mondo della cultura ambientale. Tra i tanti omaggi che in queste ore si susseguono per ricordare il fondatore di Slow Food e sociologo, si distingue per intensità quello espresso dal drammaturgo e regista Marco Paolini, insieme al collettivo della Fabbrica del Mondo. Attraverso una nota affidata ai canali social, Paolini ha voluto salutare un amico che è diventato una vera e propria guida per molte persone e ha saputo tracciare un percorso inedito per la salvaguardia della "casa comune", oltre a una nuova idea di gastronomia che guarda al cibo come frutto di processi culturali, storici, economici e ambientali.
"Caro Compagno, sei stato una guida, hai aperto una via che ha reso visibile un mondo di terre, di donne e uomini che fanno e rendono il cibo una questione politica vitale. Non è questione di solo cibo gourmet, di mercato di qualità, è soprattutto la scelta di una filiera che unisce produttori e consumatori, una filiera che dà conto della matrice agricola che dà forma a una moltitudine di paesaggi, ecosistemi d’origine. È questo Terra Madre e l’acqua ne fa parte", scrive Paolini.
Il legame tra Carlo Petrini e il lavoro di Marco Paolini si era consolidato in modo particolare all'interno della Fabbrica del Mondo, il progetto di narrazione televisiva e teatrale dedicato alle grandi sfide ambientali del nostro tempo. Petrini, che era uno dei componenti del comitato scientifico del progetto, ne era stato un sostenitore attivo della prima ora, offrendo il suo contributo anche nell'ideazione dell'Atlante delle Rive, l'indagine sullo stato di salute dei corsi d'acqua e dei fiumi italiani e la gestione delle risorse idriche. Una vicinanza costante che Paolini ricorda con gratitudine, evidenziando la generosità di un uomo che non ha mai fatto mancare il proprio supporto alle cause civili e collettive in cui credeva.
"Sei stato al nostro fianco nel costruire la Fabbrica del Mondo e il nostro lavoro sui fiumi chiamato Atlante delle Rive. Nonostante i tuoi numerosi e gravosi impegni ci hai sempre sostenuti, abbiamo lavorato insieme e te ne siamo grati. Quando muore una guida, non basta dedicargli la via che ha aperto, bisogna far manutenzione perché la via non si chiuda nella boscaglia infestante delle distrazioni di massa, della dismissione dei tempi che cambiano. Seguiamo le traccia perché non sia abbandonata. Ciao Carlìn, grazie e che papaveri rossi ti veglino al bordo dei fossi": si conclude così, facendo risuonare le note di De André, il messaggio firmato da Marco Paolini e La Fabbrica del Mondo.
Marco Paolini sarà tra i protagonisti del Festival L’Altramontagna "Il Fiore del Baldo": giovedì 5 giugno alle ore 21 porterà in scena al Teatro Monte Baldo lo spettacolo teatrale Bestiario Idrico.













