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Ambiente | 05 settembre 2025 | 06:00

La pianta velenosa da non confondere con lo zafferano (e da non toccare): "L’appello è di non improvvisarsi cercatori di primizie"

"Contiene la colchicina, una sostanza molto velenosa anche a bassi dosaggi in quanto blocca la divisione delle cellule e in poche ore causa insufficienza dei principali apparati, in primo luogo quello gastro-intestinale. Essendo potenzialmente mortale non bisogna toccare né il fiore né qualsiasi altra parte della pianta. Periodicamente non mancano le intossicazioni, a volte purtroppo anche mortali", spiega il botanico Alessio Bertolli. Ecco come distinguere il colchico autunnale dallo zafferano (crocus sativus), con il quale talvolta viene confuso

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Puntuali, sul finire dell'estate, spuntano sui prati colorandoli di lilla: sono i fiori del colchico autunnale, una pianta dal ciclo vitale insolito, che prima mostra i suoi fiori (dal delicato colore pastello, tra il rosa e il viola chiaro) e solo in primavera sviluppa le foglie. 

 

Diffuso in tutta l'Europa temperata, il colchico regala fioriture scenografiche. Ma è necessario fare attenzione: si tratta di una pianta altamente velenosa, che talvolta viene confusa con lo zafferano, con conseguenze che purtroppo possono avere un esito tragico. 

 

L’aspetto innocuo infatti nasconde un’insidia mortale: contiene una sostanza tossica, la colchicina, che può uccidere un essere umano in poche ore. In passato si sono registrati molteplici casi di intossicazione, in diverse zone d'Italia.

 

È accaduto ad esempio in Trentino qualche tempo fa: una coppia aveva raccolto il colchico e, scambiandolo per zafferano, l'aveva mangiato. L'imprudenza è costata la vita prima al marito e poi anche alla moglie, deceduta a distanza di dieci giorni. Fortunatamente è andata meglio a una famiglia di Castelfranco Emilia: lamentavano sintomi da gastroenterite, ma in realtà si trattava di avvelenamento da colchicina, dovuto al colchico raccolto nei boschi e consumato in un risotto. Dopo il ricovero e le cure, si sono salvati.

 

Per imparare a conoscere meglio il colchico autunnale, essere consapevoli dei suoi pericoli e capire come distinguerlo dallo zafferano, abbiamo contattato il botanico Alessio Bertolli, vicedirettore della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

In questi giorni di fine estate nei prati - almeno quelli situati a circa mille metri di quota - si incontrano questi fiori dai caratteristici petali lilla.​ Di quale pianta si tratta? Dove cresce? 

 

Si tratta di Colchicum autunnale, una pianta che ha un ciclo di crescita insolito, con i fiori che si manifestano in autunno (da cui il nome) e le foglie che invece si sviluppano in  primavera. Lo troviamo comune e abbondante nei prati e pascoli (dal fondovalle fino alla fascia montana) e diffuso in tutta l’Europa temperata.

 

Il colchico è una pianta velenosa? 

 

Questa pianta contiene la colchicina, una sostanza molto velenosa anche a bassi dosaggi in quanto blocca la divisione delle cellule e in poche ore causa insufficienza dei principali apparati (in primo luogo quello gastro-intestinale). Essendo potenzialmente mortale non bisogna toccare né il fiore né qualsiasi altra parte della pianta. Periodicamente non mancano le intossicazioni, a volte purtroppo anche mortali. Tra gli ultimi il caso di qualche anno fa successo proprio in Trentino di una coppia di anziani veneziani in vacanza sull'Altopiano di Folgaria che ha raccolto il Colchicum autumnale scambiandolo per zafferano e l’imprudenza è costata la vita ad entrambi. L’appello è quello di non improvvisarsi cercatori di primizie, e di non fidarsi mai dell’aspetto esteriore “innocuo” di un bel fiore.

 

C'è chi purtroppo confonde il colchico autunnale con lo zafferano e la raccoglie e utilizza come se fosse tale, con conseguente intossicazione alimentare (dagli esiti talvolta fatali). Come distinguere il "falso zafferano" da quello vero? A quali caratteristiche prestare attenzione?

 

Il colchico ha il fiore con aspetto, sia per forma che per colore, simile allo zafferano (Crocus sativus): ma i due si riconoscono ad esempio per il diverso numero di stami (6 nel colchico e 3 nel crocus) e per altri caratteri minuti legati al fiore ma soprattutto perché lo zafferano in Italia non si trova allo stato selvatico, viene solo coltivato (è originario delle zone dell'Asia Minore e dell'Europa orientale). 

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