Un allocco degli Urali è nato in Friuli (FOTO): evento eccezionale per questa specie rarissima in Italia

"L’allocco degli Urali era scomparso il secolo scorso a causa di persecuzioni umane. Erano considerati predatori nocivi, vittime della caccia e dei bocconi avvelenati", sottolinea Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva Naturale Regionale del Parco del Cornino. "Prima di essere reintrodotto in natura, il giovane allocco degli Urali sarà messo in voliere di acclimatazione e spazi sempre più ampi, sino a conquistare la libertà", spiega l’esperto

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In Friuli, nella riserva del Lago di Cornino, è nato un allocco degli Urali: un evento eccezionale per questo grande gufo notturno. Si tratta infatti di una specie rarissima che, in Italia, nidifica in quest'area protetta.

La coppia di allocchi degli Urali ospitata dalla riserva friulana è composta da una femmina nata in Polonia e da un maschio della Repubblica Ceca ed era arrivata nel 2023 da Vienna. Si tratta di animali incapaci alla vita selvatica, sempre vissuti in cattività, salvati grazie ad un piano internazionale di conservazione e reintroduzione.

“La coppia si è riprodotta quest’anno per la prima volta e rimarrà con noi, mentre a luglio porteremo il giovane a Vienna. Lì decideranno dove liberarlo, in Austria sono stati individuati tre siti adatti”, commenta Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva Naturale Regionale del Parco del Cornino gestito dalla Coop Pavees, sotto la direzione del presidente Luca Sicuro. “L’allocco degli Urali era scomparso il secolo scorso a causa di persecuzioni umane. Erano considerati predatori nocivi, erano vittime della caccia come dei bocconi avvelenati”, sottolinea Genero. “Prima di essere reintrodotto in natura, il giovane allocco degli Urali sarà messo in voliere di acclimatazione e spazi sempre più ampi, sino a conquistare la libertà”, spiega l’esperto.

Dallo scorso 5 aprile, la femmina era rimasta costantemente nel nido, nascosta, iniziando a uscire saltuariamente solo all’inizio di giugno. L’atteggiamento della coppia faceva immaginare un buon esito riproduttivo, ma il personale della Riserva del Cornino ha preferito attendere per evitare qualsiasi forma di disturbo, anche perché gli animali erano nascosti, difficilmente visibili.
“L’8 giugno, finalmente il pullo si è affacciato sul bordo del nido, a un'età di circa 20 giorni”, spiega Genero. “La presenza della specie nelle voliere di Cornino riveste un grande significato proprio perché - conferma il direttore scientifico - questo grande rapace notturno in Italia è diffuso solo nella nostra regione, fino ai confini con il Veneto, l’estremo margine sudoccidentale del vasto areale di distribuzione degli allocchi degli Urali, che dal Giappone attraversano le regioni settentrionali dell’Asia e dell’Europa fino appunto al Friuli”.

I progetti di conservazione in atto in Austria e Germania si prefiggono di reintrodurlo in alcune foreste. La metodologia è originale e ha già prodotto ottimi risultati: si utilizzano le coppie presenti da tempo in centri specializzati e parchi zoologici, facendole riprodurre per liberare poi i giovani nati, in condizioni tali da consentire loro di abituarsi alla vita in natura.
Tutte le foto sono di Fulvio Genero













