Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 09 aprile 2026 | 06:00

I cieli di questi giorni pullulano di scie di condensazione degli aerei: perché tanto sospetto? Ecco com'è nato uno dei complotti più popolari quanto insussistenti

Le nuvolette sottili che gli aerei lasciano al loro passaggio da sempre riescono a tenerci con il naso all'insù. Proprio loro sono all'origine di una delle più celebri teorie del complotto. Come si formano davvero? Da dove nasce questo sospetto antiscientifico? Ne parliamo con il climatologo Vincenzo Levizzani

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Durante le festività pasquali, l’alta pressione ci ha regalato un cielo limpido e temperature quasi estive: ecco che qualcuno, lasciando vagare lo sguardo nel cielo, avrà sicuramente notato le numerose scie bianche che segnano l’etere, quelle nuvolette sottili che gli aerei lasciano al loro passaggio.

 

In qualche modo, quelle tracce riescono sempre a stimolare le fantasie dei bambini, ma anche degli adulti. Qualche volta - ahinoi - anche un po' troppo. Dev’essere proprio per questo che, immancabilmente e con sempre rinnovato vigore, torna la teoria del complotto delle "scie chimiche".

 

Secondo queste pseudo-tesi, le emissioni degli aerei farebbero parte di un complotto globale portato avanti da autori ignoti e per motivi non chiari: l’ipotesi più comune sostiene che si tratterebbe di una delle tecniche usate per l’alterazione e il controllo del clima terrestre.

 

Incrollabili, questi complottismi resistono alle reiterate smentite della scienza (con tanto di dimostrazioni ed evidenze), e rientrano in un più diffuso clima di sfiducia e sospetto nei confronti della comunità scientifica. Questi movimenti si reggono su nutrite comunità di sostenitori che attraverso blog, gruppi social o altre piattaforme, si scambiano sospetti e soprattutto "prove" a sostegno di tali teorie. In certi casi, però, queste teorie si sorreggono su effettive vicende storiche.

 

"Per quanto riguarda il discorso dell'atmosfera, le persone hanno sempre pensato che gli scienziati fossero interessati a modificare il clima, o perlomeno la meteorologia. Allora la domanda è: è vero o non è vero?". Ad chiederselo è Vincenzo Levizzani, fisico dell’atmosfera e climatologo, ex-ricercatore del Cnr e autore di numerosi volumi di divulgazione su questi temi. "Il problema è che c'è un fondo di verità".

 

"Già alla fine della Seconda Guerra Mondiale", continua, "la Air Force degli Stati Uniti tentò di inseminare delle nubi, in maniera tale da modificarle a proprio uso e consumo: per esempio per ridurre la potenza degli uragani. Naturalmente la cosa finì in niente perché i risultati erano, più che deludenti, del tutto nulli. Tuttavia, sono bastate a dare adito ad una serie di teorie del complotto".

 

Per comprendere questi tentativi è necessario un breve excursus di fisica delle nubi. "Per formare una nube non è sufficiente il solo vapore acqueo. Ci sarebbe bisogno di una saturazione del vapore acqueo impossibile, del 300-400 percento, cioè 3-4 volte tanto quella che si trova in atmosfera. Lo stesso vale per i cosiddetti i cirri d'alta quota, quelle nuvole sottili che producono le scie".

Perché allora le nuvole si formano lo stesso? "Si formano sostanzialmente perché, oltre al vapore acqueo, ci sono delle particelle di aerosol presenti in atmosfera che vengono dai vulcani, dalle superfici dei deserti, dalla spuma delle acque del mare. Particelle sulle quali si deposita il vapore cominciando a sviluppare un velo d'acqua: così si forma la prima gocciolina embrionale".

 

Da qui l’idea di poter intervenire artificialmente per guidare questo processo a nostra discrezione. "Compreso questo meccanismo naturale, in teoria io riesco a modificare le nubi: far piovere dove non piove, far piovere di più, oppure cancellare la pioggia dalla faccia della terra eccetera, eccetera. Da qui si può capire che l'idea di modificare le nubi non è poi così peregrina, nel senso che ha un fondamento scientifico. Il punto però è che, finora, nessuno è mai riuscito a modificare una nube".

 

Di esperimenti ne sono stati fatti in tantissime zone, ma la maggior parte delle nazioni che hanno tentato questo genere di sperimentazioni non hanno ottenuto risultati degni di questo nome. "Da qui, poi, qualche spirito complottista avrà pensato: ‘Qui stanno modificando l'atmosfera’, ‘qui attentano la nostra salute’, e altre cose anche peggiori che si leggono in certi blog. In realtà queste cose non hanno niente di vero, se non che si è tentato di modificare le nubi, ma attenzione: le nubi ci devono già essere".

 

Non è possibile inseminare un'atmosfera priva di nuvole e far sorgere le nubi dal nulla. Nel caso degli aerei, la formazione delle scie è dovuta alle particelle o ai gas che vengono emessi dai motori, sui quali si condensa il poco vapore presente. Alle temperature che si incontrano nella stratosfera (tra 10 e 11 chilometri di quota) e, dunque, all’altitudine di volo degli aerei di linea, le emissioni vanno a formare i cristalli di ghiaccio.

 

La permanenza di queste scie di condensazione dipende essenzialmente dall'umidità presente in atmosfera in quel momento: di conseguenza sono molto persistenti nelle giornate in cui c'è più vapore disperso in atmosfera. Mentre, se l'atmosfera è molto secca, si può vedere ad occhio nudo che la scia sparisce immediatamente dopo il passaggio dell'aereo.

Detto questo, le scie di condensazione degli aerei sono una potente sorgente di informazioni su ciò che sta succedendo nel cielo. In primo luogo ci danno un’idea degli enormi quantitativi di gas serra che scarichiamo in atmosfera con i nostri viaggi aerei. Sebbene il traffico aereo sia calato dopo la pandemia, rimane il fatto che ogni giorno il cielo europeo è completamente coperto dal fitto intrecciarsi di queste rotte.

 

Non solo, oltre alle emissioni tali scie hanno un’influenza diretta sul clima. "Queste scie aumentano la copertura nuvolosa ad alta quota. Di conseguenza, influenzano anche lo scambio radiativo tra l’atmosfera e lo spazio. Si tratta però di una copertura nuvolosa particolare, semi-trasparente, quindi fa anche esso un po' da vetro della serra, della nostra atmosfera".

 

Insomma, le scie di condensazione degli aerei ci offrono tantissimi spunti di riflessione, ma non autorizzano a scivolare in facili complottismi. Ma perché sul tema delle "scie chimiche" c’è tanto attaccamento e sospetto? Proviamo a rilanciare la domanda al climatologo Levizzani.

 

"L'essere umano è sospettoso per natura, e ci sono varie ragioni. Parte della colpa è degli scienziati, che hanno sempre preferito starsene nella loro torricella d’avorio, nel loro laboratorio, davanti al loro computer, senza comunicare con le persone. Fino ad ora gli scienziati hanno comunicato poco e, quando hanno comunicato, hanno comunicato male. Fortunatamente, la cosa sta un po' cambiando".

Recentemente, Vincenzo Levizzani ha pubblicato per la casa editrice Il Saggiatore ben quattro libri: Il libro delle nuvole, Piccolo manuale per cercatori di nuvole, Quando fuori piove e Storia del mondo in 10 tempeste. "Dalle reazioni dei lettori - afferma l’autore - ho capito che la gente ne aveva veramente bisogno".

 

"Dalla parte del pubblico, il nostro è un Paese profondamente antiscientifico, almeno per una parte consistente dell’opinione pubblica. Ci si chiede: gli scienziati a cosa servono? Ecco, gli scienziati servono a inventare il telefonino che stiamo usando, il computer al quale stiamo di fronte, il fotovoltaico che abbiamo sul tetto. Il punto è che la fiducia si costruisce non solo mostrando i risultati, ma anche facendo comprendere come funziona il nostro lavoro, questa forse è la sfida maggiore".

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Ambiente
| 02 giugno | 13:00
L'appuntamento con la "Passeggiata sonora nel bosco: come imparare a riconoscere i suoni" con Maria Bertolini e [...]
Cultura
| 02 giugno | 12:00
I territori montani, proprio per le loro particolarità, sono in grado di offrire visibilità e dignità alla [...]
Storia
| 02 giugno | 06:00
Nel giorno della Festa della Repubblica, segnaliamo l'iniziativa della fondazione trentina Alcide de Gasperi che ha [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato