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Attualità

Alberghi sugli alberi da 500 euro a notte, nuove tangenziali, piste da bob: Olimpiadi fantasy, lontane dalla realtà

È da più di un anno che l’attenzione pubblica sulle Olimpiadi del 2026 si concentra sulla pista di bob. Ma c’è anche dell’altro. È la montagna protagonista di un film tutto speciale, un film fantasy che altera il senso della realtà

Di Marco Albino Ferrari | 11 febbraio | 19:15
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

È da più di un anno che l’attenzione pubblica sulle Olimpiadi del 2026 si concentra sulla pista di bob. Ma c’è anche dell’altro. È la montagna protagonista di un film tutto speciale, un film fantasy che altera il senso della realtà.

 

A scriverne la sceneggiatura sono loro, i Giochi contemporanei, che riflettono uno sport sempre più spettacolarizzato ed esigente: le discipline si moltiplicano, così il numero degli atleti, così la capienza degli impianti, così gli investimenti pubblicitari. Non per niente i referendum popolari di Innsbruck (A), di Sion (CH), di Calgary (Canada) hanno detto “no” all’idea di far da sfondo a quel film.

 

Ma avviciniamoci al set di Cortina. Nuove residenze di lusso stanno per prendere il posto della vecchia stazione ferroviaria. Dunque niente più ripristino della Calalzo-Cortina che avrebbe unito comuni e frazioni tra Ampezzano e Cadore. Niente più l’opera attesa che avrebbe contribuito a creare comunità, che avrebbe nutrito un nuovo senso di vicinanza tra chi vive e chi visita la montagna. Peccato, sarebbe stato un treno panoramico, iper contemporaneo, in grado di impreziosire il territorio che attraversa. Ma non adatto al film dei Cinque Cerchi.

 

Meglio deviare la cascate di euro del generoso produttore (tutti noi) sulla tangenziale di San Vito di Cadore, e sui tunnel di Tai e di Cortina. Meglio creare squarci nei piani regolatori e permettere l’albergo sugli alberi di Collalto «pensato per favorire un contatto primordiale con la natura» a 500 euro a notte. Per il «contatto primordiale» la realtà suggerirebbe la tenda. Ma, appunto, si dovrebbe uscire dal film, che è un mondo di gioco, di festa, di lussi, di perenne spettacolo dove agli abitanti della montagna è chiesto (senza potersi esprimere) un ruolo di comparse.

 

Altre riprese verranno girate sulla piana di Fiames (futuro villaggio olimpico), e dalle parti delle Tofane per le gare di sci dove già sono stati compromessi 30 ettari di bosco.

 

Qualche milione di forchette o coltelli in legno, invece che in plastica, saranno sufficienti a far passare le prossime Olimpiadi come un “evento green” solo nel film. La realtà è un’altra cosa.

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