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Attualità | 13 luglio 2025 | 12:00

Come viene percepita la montagna dagli italiani? Molti residenti pensano che il turismo sia un problema quando rischia di rovinare la bellezza della zona

Il rapporto Montagne Italia 2025 (a cura di Uncem) prova a indagare l’immaginario dei rilievi che si è stratificato nella nostra società

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Analizzare le percezioni della società dovrebbe essere una prassi consuetudinaria: il fitto intreccio di sguardi che compone una comunità, quando si posa su un determinato territorio, può infatti contribuire a influenzare le politiche e di conseguenza il futuro di quell’area.

 

È una dinamica chiara agli autori del rapporto Montagne Italia 2025 a cura di Uncem (ne parlavamo in QUESTO articolo), che hanno strutturato un sondaggio rivolto proprio a indagare la percezione della montagna che si è diffusa nella penisola.

 

Gli italiani associano per lo più alla montagna parole o concetti che la descrivono, la identificano o che ne colgono aspetti in prevalenza positivi”, si legge nel rapporto. Per avere un quadro completo dell’immaginario dei rilievi che si è stratificato nella nostra società, gli autori hanno chiesto agli intervistati di citare la prima parola che veniva loro in mente sentendo il termine ‘montagna’.

 

“Ricostruendo un ranking delle principali associazioni e concetti che emergono da queste risposte”, aggiungono gli autori, “possiamo identificare sei aree semantiche o tematiche prevalenti”.

 

1. neve (33%)

2. aria pura, natura, boschi, alberi, verde, spazi aperti, libertà, cime (20%)

3. sci, sciare, camminare, passeggiare, scalare, arrampicare (8%)

4. relax, pace, silenzio, quiete, riposo, vacanza (7%)

5. freddo, fresco, altezza, altitudine (6%)

6. Trentino, Alto Adige, Dolomiti, Monte Bianco, Cervino, altre catene montuose o località montane o monti (14%)

 

Com’è facile dedurre osservando le sei aree tematiche individuate dal rapporto Montagne Italia 2025, a prevalere sono soprattutto la percezione di fresco e la relativa associazione con il fenomeno meteorologico che meglio lo rappresenta (la neve); un sostanziale riconoscimento ludico-ricreativo-sportivo; una sintesi geografica che, in una nazione coperta per il 77% della superficie da rilievi (considerando montagne e colline), evidenzia la tendenza a identificare montagne, catene montuose, regioni simbolo capaci di farsi emblema dell’immaginario sociale o individuale custodito dalla parola ‘montagna’.

 

Il sondaggio si sofferma inoltre sulla percezione del vivere in montagna e del vivere in città.

“Pensando alla vita quotidiana, gli intervistati individuano una forte peculiarità del vivere in montagna, distinto dalla vita cittadina. La percezione è quella di una realtà caratterizzata da vincoli e opportunità diverse, riconosciuti dalla maggioranza assoluta dei nostri intervistati, per i quali le persone e la vita in montagna sono molto diverse rispetto alle persone e alla vita in città.
I rispondenti però tendono a dividersi rispetto alla percezione che questa differenza stia o meno riducendosi nel corso degli ultimi anni grazie all’avvento della tecnologia. Strumenti diventati sempre più diffusi e di uso quotidiano, come smartphone, GPS, navigatori, reti di collegamento ad Internet, rappresentano per il 25% del campione fattori che oggi riducono le differenze tra la vita in montagna e la vita in città, per il 29% sono al contrario fattori che enfatizzano queste differenze. È una divisione che ritroviamo con numeri molto simili anche tra coloro che vivono in comuni montani e risulta legata principalmente ad elementi di tipo sociale e culturale: quanti vivono in condizioni economiche agiate o medio-alte percepiscono in modo più netto la diminuzione delle differenze tra il vivere in montagna e il vivere in città favorita dalla tecnologia; per quanti vivono in condizioni economiche più svantaggiate prevale al contrario la percezione di una crescita di queste differenze causata dalla stessa tecnologia”.

 

Quali sono secondo gli italiani i problemi principali che affliggono oggi le aree montane del paese?

“I nostri intervistati ne indicano principalmente tre: lo spopolamento (52%), l’impatto dei cambiamenti climatici (45%) e l’incuria e abbandono (41%). Seguono, con percentuali inferiori di citazione, i problemi rappresentati dalle difficoltà di collegamento con i centri urbani e di accesso ai servizi di base (26% per entrambe le voci), le scarse prospettive per la popolazione giovanile residente in queste aree (25%) e la carenza di posti di lavoro (21%). Quanti risiedono in comuni montani danno risposte piuttosto simili, aggiungendo però tra i problemi principali della montagna anche il turismo, laddove il suo impatto rischia di rovinare la bellezza della zona (25%)”.

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