È mancato Papa Francesco. Scrisse: "La vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature". Parlava di "antropocentrismo situato": consapevole dei propri limiti, critico, responsabile


"Oggi siamo costretti a riconoscere che è possibile sostenere solo un antropocentrismo situato", scrisse Francesco, "vale a dire, riconoscere che la vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature. Infatti, noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
È mancato Papa Francesco. C'è una frase, dell'enciclica Laudato si' che riassume con efficacia la critica a un'epoca che lo stesso Francesco definiva «un tempo di fiducia irrazionale nel progresso e nelle capacità umane». È una frase breve ma estremamente penetrante, che vi invitiamo a leggere provando ad accantonare, per qualche istante, preconcetti di ogni sorta.
Mettendo in discussione l'idea che «la libertà umana non ha limiti», il pontefice scriveva: «L'Uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. [...] Egli è spirito e volontà, ma è anche natura».
Con queste parole, Francesco non ha esitato a prendere coraggiosamente le distanze da precedenti e radicate posizioni della Chiesa che, considerando Uomo e Natura come due entità separate, innalzavano il primo in una posizione dominante rispetto alla seconda.
Francesco scrive chiaramente che l' "Uomo è anche Natura" e, in quanto tale, deve muoversi rispettando i limiti da lei concessi.
Un successivo passo avanti è stato compiuto da Papa Francesco attraverso l'esortazione apostolica Laudate Deum.
Pur ribadendo la visione giudaico cristiana che pone l'uomo al centro del Creato, ha parlato della necessità di un "antropocentrismo situato".
«Oggi siamo costretti a riconoscere che è possibile sostenere solo un antropocentrismo situato», scrisse Francesco, «vale a dire, riconoscere che la vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature. Infatti, noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile».
Una netta esortazione alla tutela della biodiversità senza mai citare la parola biodiversità, meno empatica e forse non comprensibile a tutti: una scelta notevole anche dal punto di vista della comunicazione.
Quindi antropocentrismo, sì, ma situato: consapevole dei propri limiti, critico, responsabile.
Francesco non ha scritto una cosa rivoluzionaria, questi concetti sono da decenni al centro del dibattito tecnico-scientifico. Ma l'ha scritta, nero su bianco, in un documento dedicato alla crisi climatica uscito a poche settimane dall'inizio della COP28.
Una scelta netta, politica, che invitava i decisori a cambiare passo sulle questioni climatiche e ambientali. Una scelta forse singolare per un Pontefice, ma necessaria da parte di uno straordinario osservatore del nostro tempo.













