"E' stata una tragedia nazionale, doveroso che tutti conoscano i fatti": il documentario sulla Marmolada sarà proiettato anche in Sicilia

Nel primo pomeriggio di domenica 3 luglio 2022 un pezzo del ghiacciaio della Marmolada si staccò e scivolò verso valle ad una velocità di circa 300 chilometri all'ora. Morirono 11 persone e 8 rimasero ferite. "Quella della Marmolada è stata una tragedia nazionale - racconta Leonardo La Pica, presidente del Cnsas Siciliano -, che ha varcato i confini regionali. Ci è sembrato doveroso proiettare il documentario "Marmolada 03.07.22" anche in Sicilia per raccontare ciò che è successo, per rivolgere un pensiero a chi, quel giorno, ha perso la vita e per omaggiare tutti i soccorritori"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
TRENTO. "Quella della Marmolada è stata una tragedia nazionale, che ha varcato i confini regionali del Trentino Alto Adige e il ghiacciaio della Marmolada è "mitico", un patrimonio di tutti gli italiani. Ci è sembrato - dunque - doveroso proiettare il documentario "Marmolada 03.07.22" anche in Sicilia per raccontare ciò che è successo, per rivolgere un pensiero a chi, quel giorno, ha perso la vita e per omaggiare tutti i soccorritori che successivamente si sono prodigati per salvare i sopravvissuti e recuperare i corpi di chi, purtroppo, non ce l'ha fatta. Il 3 aprile lo proietteremo al Cinema King di Catania e abbiamo intenzione di replicare l'evento anche a Palermo: stiamo cercando la location adatta".
Leonardo La Pica, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, spiega a L'Altramontagna perché, a quasi tre anni di distanza dalla tragedia avvenuta sulle Dolomiti e a 1.000 chilometri di distanza dal luogo dell'accaduto, si sia deciso di proiettare il documentario che racconta quanto accadde il 3 luglio 2022, nelle ore e nei giorni successivi, quando un numero incredibile di soccorritori lavorò giorno e notte per trarre in salvo i sopravvissuti e riportare a valle i corpi di chi, invece, aveva perso la vita.
Nel primo pomeriggio di domenica 3 luglio - alle 13.43 - un pezzo del ghiacciaio della Marmolada si staccò e scivolò verso valle ad una velocità di circa 300 chilometri all'ora, trascinando con sé tutto ciò che incontrava sul proprio cammino. Morirono 11 persone e 8 rimasero ferite.
A perdere la vita furono 8 alpinisti vicentini, Paolo Dani (già responsabile della stazione del soccorso alpino di Recoaro - Valdagno), Filippo Bari, Tommaso Carollo, Nicolò Zavatta, la guida alpina Davide Miotti e la moglie Erica Campagnaro, Emanuela Piran e il compagno Gianmarco Gallina, la trentina Liliana Bertoldi, di Levico Terme e due escursionisti della Repubblica Ceca, Pavel Dana e Martin Ouda.
Un team di ricercatori dell'Università di Padova, dopo attente analisi e studi, pubblicò "The climate-driven disaster of the Marmolada Glacier (Italy)" sulla rivista "Geomorphology", stabilendo che - quel giorno - dal ghiacciaio si staccarono circa 64mila tonnellate di acqua, ghiaccio e detriti rocciosi: la valanga si arrestò dopo aver percorso 2,3 chilometri, fermandosi all'interno di un canalone, partendo dalla parte alta del versante settentrionale della Marmolada ad una quota di 3.213 metri. L'energia sismica dell'evento è stata quantificata nella stessa di una scossa di terremoto di magnitudo 0,6.
"La serata sarà aperta da alcuni interventi - prosegue La Pica - che affronteranno il tema della sicurezza e di come va affrontata la montagna. Un argomento sempre attuale, riguardo al quale i momenti di sensibilizzazione non sono mai troppi e vale per tutti, sia quelli che "vivono" le terre alte del Nord, che gli alpinisti e gli escursionisti che vivono i monti del Meridione. Le conformazioni sono diverse, ma quando si parla di sicurezza il discorso è assolutamente comune. Il documentario è stato girato da Cineblend in collaborazione con il Club Alpino Italiano e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e, dunque, siamo interessati in prima persona. Ci aspettiamo una grande partecipazione".
L'appuntamento è per giovedì 3 aprile alle 21 al Cinema King di Catania e, dopo la prima proiezione, seguirà una seconda serata, a Palermo.
"L'intenzione - conclude il presidente del Cnsas Siciliano - è quello di proporre una seconda serata: manca solamente la location e poi pubblicizzeremo l'evento che, ripeto, scosse l'Italia intera. Fu una tragedia nazionale e non solamente locale e, in quelle ore e nei giorni successivi, i pensieri dei soccorritori di tutta Italia erano rivolti alle vittime, ai familiari, ai sopravvissuti e anche ai tanti "colleghi" che operavano in condizioni pericolosissime e fecero un lavoro straordinario".













