Emergenza "lingua blu": la diffusione del virus mette a rischio 200 mila pecore in Abruzzo. Dalla Regione le linee guida per arginare la malattia

Coldiretti: "Bisogna alzare la guardia per salvare la 'Fattoria Abruzzo' dalla Bluetongue, con il numero di casi accertati che fotografano uno scenario a tinte fosche. È vitale predisporre un piano di interventi strategico e tempestivo"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Con l’aumento su scala globale delle temperature, cresce la circolazione degli insetti vettori responsabili della diffusione dell’epidemia di Bluetongue, o Febbre catarrale degli ovini, nota anche come "lingua blu". I numeri del contagio, ormai diffuso in tutta Italia, aumentano con i nuovi focolai in Abruzzo, concentrati soprattutto nelle province di Teramo e L’Aquila. Per contenerne la diffusione, il Servizio Veterinario del Dipartimento Sanità della Regione ha predisposto alcune linee di indirizzo che gli allevatori sono tenuti ad adottare.
Si tratta di una malattia infettiva virale, non contagiosa, trasmessa da insetti vettori appartenenti al genere Culicoides. L’infezione può colpire tutte le specie ruminanti, domestiche e selvatiche; ma con delle differenze sostanziali. Se la pecora è la specie più sensibile, la capra – pur infettandosi - riporta sintomi meno evidenti. I bovini, poi, complice la lunga viremia (cioè la presenza di virus nel sangue), funzionano primariamente da serbatoio per l’infezione. Anche alcuni bovini, però, hanno registrato sintomi gravi a contatto con alcuni sierotipi del virus. L’essere umano è del tutto immune dalla malattia, che non infetta la carne o il latte.
Nella pecora il periodo di incubazione può variare dai 4 ai 14 giorni, con una morbilità che va dallo 0% fino all’80% ed una mortalità compresa tra lo 0 ed il 30%. I sintomi possono variare, ma si tratta generalmente di febbre, prostrazione, accumulo di liquidi nella bocca, negli occhi, nel cercine coronario e nelle mammelle. L’animale malato può manifestare fragilità capillare, piccole emorragie sottocutanee e, in alcuni casi, colorazione bluastra ed ingrossamento della lingua, da cui origina il nome di “lingua blu”.
La Bluetongue è una malattia soggetta a obbligo di notifica; l’invito agli allevatori è dunque quello di prestare attenzione ai sintomi sopracitati, e riportare eventuali sospetti alle autorità veterinarie.
Della malattia si è appunto parlato nell’incontro di insediamento del Tavolo regionale della zootecnia, il 3 luglio a Pescara. Durante la riunione, Confagricoltura L’Aquila ha chiesto di ridurre al minimo i costi a carico degli allevatori per la gestione dell’emergenza e di aumentare gli indennizzi a loro favore.
Contemporaneamente, le linee guida del Servizio Veterinario regionale chiedono agli allevatori una serie di accortezze. Tra queste: l’utilizzo di insetticidi e repellenti in tutti gli allevamenti di animali delle specie sensibili all’infezione (obbligatorio nelle aziende con infezione confermata o sospetta); lo svolgimento di una campagna di vaccinazione se richiesta dal veterinario aziendale; la richiesta di autorizzazione al veterinario Asl prima del movimento del bestiame.
Immagine in apertura dalla pagina Facebook Coldiretti Abruzzo













