"I primi dissuasori acustici nei pascoli alti: già allontanato il primo lupo" (VIDEO). A Malga Lodranega il Parco installa nuove tecnologie per la convivenza con i grandi carnivori

Siamo a 1670 metri di quota, le immagini mostrano l'applicazione e i primi successi dei nuovi dispositivi a protezione dei pascoli e della stalla dello stallone. L'esperta del Parco Naturale Adamello Brenta illustra il loro funzionamento e risponde ad alcune domande. "Non sono la soluzione del problema, ma sono un importante elemento che lavora in sinergia con gli altri metodi di prevenzione"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
A Malga Lodranega, una struttura a 1670 metri di quota nel comune di Sella Giudicarie, si esplorano nuove frontiere della coesistenza tra attività pastorale e grandi carnivori: i dissuasori acustici. In collaborazione con i pastori affittuari della malga, il Parco Naturale Adamello Brenta sta lavorando per il secondo anno consecutivo ad un progetto sperimentale volto a prevenire le predazioni di orsi e lupi al bestiame in alpeggio.
Si tratta di una sfida complessa che si propone di affiancare alle misure di protezione più tradizionali, in particolare le recinzioni elettrificate e i cani da guardiania, dei dispositivi tecnologici in gradi di emettere luci e suoni, con l'obbiettivo di dissuadere un predatore in avvicinamento al pascolo. Questi dispositivi non sono mai stati sperimentati in un contesto territoriale caratterizzato dalla contemporanea presenza di orsi e lupi: due specie molto diverse anche nel modo di relazionarsi con la sfera antropica.
In un video esplicativo da Malga Lodranega, un'esperta del Parco ne mostra l'applicazione e il funzionamento di queste nuove tecnologie.
"Dotato di un sensore che permette di individuare il paesaggio di animali e persone, e di una cassa che emette segnali sonori molto forti e dei segnali luminosi. Può essere programmato per funzionare soltanto la notte e nelle ore crepuscolari, oppure può funzionare tutto il giorno, nonché essere programmato per emettere segnali o frequenza luminose soltanto ogni 15-20 minuti. Inoltre, il sistema è dotato di una batteria e di un pannello solare per permettere la carica e il funzionamento 24 ore su 24".
"Questi sistemi lavorano assieme ad una fitta rete di fototrappole messe nelle varie entrate del pascolo per scoprire i passaggi diretti dei predatori. La fototrappola registra i vari passaggi e controllare e valutare il loro comportamento".
"Il suono cambia, proprio per non far abituare gli animali ad un unico suono. Abbiamo messo i dissuasori anche nei pascoli alti, per proteggere gli animali che non vengono ricoverato nella stalla durante le ore notturne, e abbiamo già avuto il primo visitatore dissuaso".
Nel post di accompagnamento al video, il Parco Naturale Adamello Brenta a rispondere alle domande e obiezioni più comuni riscontrate in rete.
Gli animali domestici non si spaventano?
Ci abbiamo pensato anche noi. A tal proposito è stata prevista una fase preventiva di abituazione del bestiame. In via preliminare abbiamo notato che nella maggior parte dei casi non ci sono reazioni all'attivazione dei dissuasori, ma dobbiamo aspettare i risultati della sperimentazione per poter rispondere con numeri alla mano. In ogni caso i dissuasori sono posizionati esclusivamente lungo il perimetro delle recinzioni e orientati verso l'esterno.
I predatori si abituano ai suoni?
Assolutamente si ed evitarne l'assuefazione è assolutamente fondamentale! Questo è uno degli aspetti oggetto di sperimentazione. Nello specifico ad ogni attivazione, il dissuasore sceglie casualmente una registrazione su dieci disponibili, in questo modo il suono è sempre differente (es. sirene, motori, clacson, rumori metallici o di attività umane). In quest'ottica anche spostare di qualche metro qualche dissuasore ogni tanto è utile per mantenere l'elemento sorpresa nei confronti di lupi e/o orsi ed evitare che si abituino.
Come monitoriamo l'efficacia del progetto?
Gli spostamenti di orsi e lupi sul territorio sono monitorati attraverso una rete di fototrappole posizionata su un perimetro ancora più esterno e ampio rispetto a quello dei dissuasori.
E il resto della fauna? E le persone?
Il disturbo al resto della fauna è un altro elemento che è in fase di analisi nell'ambito della sperimentazione. Per quanto riguarda le persone, nelle vicinanze dei dissuasori sono stati posizionati apposti cartelli che avvisano del fatto che "proseguendo" si potrebbero attivare suoni ad alto volume e o luci. In ogni caso i dissuasori sono distribuiti unicamente all'interno del perimetro di pascolo e salvo casi specifici funzionano solo nelle ore notturne e crepuscolari.
"I dissuasori non sono la bacchetta magica. Non sono la soluzione del problema, ma sono un importante elemento che lavora in sinergia con l'operato del pastore, l'utilizzo dei recinti elettrici e i cani da guardiania", conclude il Parco. "Rappresentano un tassello fondamentale e innovativo tra le misure di prevenzione del Parco per ridurre il rischio di predazioni e promuovere una coesistenza concreta e sostenibile".












