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Ambiente | 30 luglio 2026 | 12:00

Il raro fiore azzurro a forma di drago che racconta una storia di cooperazione ad alta quota: "Ha saputo unire le comunità montane sotto il segno di una tutela condivisa"

Fiori blu intenso, raccolti in una corolla che ricorda la testa di un drago: è questo l'aspetto di una pianta che cresce solo in un areale limitato e rischia di scomparire proprio nel periodo in cui dovrebbe riprodursi. Al confine tra Italia e Francia, in quell’area di frontiera e cerniera geografica del Col de Larche - Colle della Maddalena, il Parco Nazionale del Mercantour e l'Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime hanno avviato un progetto congiunto per la sua tutela

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Fiori blu intenso, raccolti in una corolla che ricorda la testa di un drago: è questo l'aspetto di una pianta rara che cresce solo in poche stazioni d'alta quota e rischia di scomparire proprio nel periodo in cui dovrebbe riprodursi. Al confine tra Italia e Francia, in quell’area di frontiera e cerniera geografica in cui si incontrano Alpi Marittime e Cozie, il Parco Nazionale del Mercantour e l'Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime (Apam) hanno avviato un progetto congiunto per la sua tutela. 

 

La pianta in questione è la Dracocephalum ruyschiana, comunemente nota come Testa di Drago proprio per la forma peculiare della sua infiorescenza (dal greco δράκων, drácon, drago; κεφαλή, cephalé, testa). Appartiene alla famiglia delle Lamiacee (o Labiate), "è protetta a livello nazionale nei due Paesi ed è inserita nella Lista Rossa delle specie minacciate", spiega l'ente Apam.

 

Nel territorio del Comune di Val d'Oronaye, sul versante francese di Larche, e in quello italiano di Argentera, la specie tocca il limite meridionale della propria distribuzione. Si tratta dell'unica stazione presente nell'intero territorio del Parco Nazionale del Mercantour e delle Aree Protette Alpi Marittime, che gestisce la Zona Speciale di Conservazione "Colle e Lago della Maddalena – Vallone del Puriac". L'area, di elevato pregio naturalistico, confina direttamente con il vallone francese di Lauzanier, tutelato come riserva naturale fin dal 1938.

 

La conservazione della Testa di Drago dipende da un ciclo biologico che richiede condizioni di tranquillità e assenza di disturbi esterni durante l'estate, periodo in cui la pianta fiorisce (tra luglio e agosto) e produce i semi necessari alla propria rigenerazione. La principale criticità per la sua sopravvivenza è la coesistenza con il pascolo estivo del bestiame, attività storicamente radicata in quota. A spiegarlo sono le due aree protette, che hanno unito le forze in un progetto transfrontaliero per tutelare questa specie vegetale. 

 

Per affrontare il problema, gli enti gestori dei due versanti hanno adottato misure di rinvio temporaneo del pascolo, in alcune aree specifiche, in cui questo fiore è presente. In Francia questa pratica è applicata da diversi anni, con un differimento del pascolamento al 1° settembre in zone specifiche. Sul versante italiano, più di recente, sono stati installati due piccoli recinti di protezione temporanea per ritardare l'accesso degli animali in alpeggio. 

 

La misura riguarda piccole particelle che non incidono sull’attività pastorale ma rappresentano una sperimentazione significativa in tema di conservazione della specie, che è legata a fattori complessi e in mutamento (nel tempo stanno infatti cambiando le modalità di pascolo ma anche le condizioni climatiche). 

 

L'avvio del progetto italiano è stato reso possibile dalla disponibilità dei margari locali, che hanno dimostrato "straordinaria sensibilità e alla fattiva collaborazione. Coinvolgere e convincere gli allevatori ad adattare le loro consolidate abitudini di pascolo non era un risultato scontato, ma si è rivelato un percorso di successo grazie al dialogo costante e costruttivo tra i tecnici dei parchi naturali e gli operatori del territorio", spiega l’ente Apam.

 

L'iniziativa rappresenta un esempio di cooperazione transfrontaliera tra le aree protette italiane e francesi, con l'obiettivo comune di conciliare le pratiche di allevamento in quota con la tutela di una specie vegetale a rischio, la cui distribuzione ignora, naturalmente, i confini amministrativi tra i due versanti alpini. Confini che anzi sfumano nel colore azzurro di quei petali, a cui gli enti coinvolti attribuiscono anche un potente significato simbolico. 

 

"La spiccata disponibilità dei pastori nel comprendere l'importanza di proteggere i cicli riproduttivi della Dracocephalum ruyschiana ha permesso di superare le reciproche diffidenze e di aprire una nuova pagina di storia e di cooperazione transfrontaliera - aggiunge l’ente Apam -. Questo piccolo fiore azzurro, che fiorisce indifferente ai confini politici tra i pascoli di alta quota, ha saputo unire le comunità montane sotto il segno di una tutela condivisa che ha proprio il colore dell’Europa". 

 

Immagine di apertura: Dracocephalum ruycshiana, fotografia di F. Breton - PNM.

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