Moto da trial sfrecciano attorno al lago e creano una pista a oltre 2000 metri. Il Cai: "Con la scusa di fare manutenzione, hanno libero accesso ai sentieri e causano danni all’ambiente"

In seguito alla segnalazione di un lettore abbiamo contattato la sezione di Livigno del Club Alpino Italiana che l'ha definito "uno spettacolo poco edificante". Nell'area interessata domenica 26 luglio si è svolta la 48° edizione della "Festa dei Motociclisti" organizzata dal Moto Club Trela Pass

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Giunta in redazione lo scorso 19 luglio, la lettera di un lettore ci segnalava una situazione piuttosto anomala incontrata nei pressi di Livigno, sul sentiero 151, in località "Val dal Mònt", dove - camminando su un sentiero fino ad oltre duemila metri – si è trovato a dividere il sentiero con almeno una ventina di moto da trial.
"In data 19 luglio 2026 - scriveva il lettore - facendo un’escursione al ‘Lach dal Mònt’ ho constatato che il sentiero viene utilizzato in modo improprio da motocicli da fuoristrada come vera e propria pista da motocross, con passaggi frequenti e ad alta velocità. Nel corso della suddetta giornata erano presenti una ventina o più di moto da cross sia lungo il sentiero (molto stretto e di tipologia escursionistica) sia in riva al lago. I motociclisti stavano inoltre utilizzando pale, picconi, zappe e rastrelli per creare una vera e propria pista da motocross parallela al sentiero, dissodando il terreno e modificando in modo importante l’ambiente".

Si parla dello splendido Lago del Monte, a 2200 metri, sopra Livigno. "Come si vede dalle foto allegate – continuava la segnalazione -, non si tratta di un caso isolato ma di un utilizzo sistematico di una valle di alta quota come sede di gare in moto: le pareti delle montagne che circondano il lago sono solcate dalle tracce lasciate dalle moto". Tale comportamento – secondo l’autore – avrebbe un impatto sotto diversi aspetti, sociali e ambientali.
- "grave disturbo alla quiete pubblica, all'ambiente naturale e alla fauna locale";
- "potenziale pericolo per escursionisti e fruitori del sentiero";
- "grave deterioramento del fondo del percorso e del territorio circostante";

Oltre a queste criticità, il lettore si interrogava sulla possibile violazione delle norme che regolano la circolazione dei veicoli a motore sui sentieri e nelle aree naturali, oltre al rischio di vanificare il lavoro di manutenzione svolto dal Cai e dagli enti competenti. Come vedremo, però, queste ultime due questioni non sembrano pertinenti a questo caso.
Per chiarirci le idee in proposito ci siamo messi in contatto proprio con la sezione Cai di Livigno, che ha lasciato intendere come quella dei motociclisti sia una presenza ben nota in valle e – per quanto riguarda l’associazione – nient’affatto priva di criticità. Tuttavia, va precisato, la loro presenza pare essere del tutto regolare e approvata dall’amministrazione: non solo, è la stessa associazione motociclisti ad occuparsi della manutenzione dei sentieri.
Il perché di tutto quel via vai domenica 19? L’ipotesi più attendibile è che fossero impegnati nella sistemazione in vista dell’evento di questa domenica 26 luglio, in cui si è svolta la 48° edizione della "Festa dei Motociclisti" organizzata dal Moto Club Trela Pass proprio in località Lago del Monte. In quella valle si trova un bivacco costruito e gestito dall’associazione motociclisti che si occupa della sua gestione e manutenzione.

La festa, che si tiene ogni anno l’ultima domenica di luglio, è pensata - si legge sul sito del Moto Club - "per ricordare la fondazione del Moto Club (del 1968) e la realizzazione del Baitel "dal Lac dal Mont" (il bivacco di cui si accennava). Una festa caratterizzata da una Messa a ricordo dei fondatori del Moto Club e dal Baitel, seguita da uno speciale pranzo in quota". All’evento sono tutti invitati, motociclisti e non.
Questa domenica, un gran via vai di motori avrà circolato per quelle zone, e non sarà l’unica. Lo stesso Moto Club si occupa dell’organizzazione del Campionato italiano motoslitte, che si tiene in marzo, e della "Trialeda", una motocavalcata di due giorni molto attesa, che si tiene in ottobre e ha un tetto massimo di trecento partecipanti.
A confermare queste ipotesi, è lo stesso Cai di Livigno. "Le moto incontrate dal lettore possiamo presumere che si trovassero sui sentieri proprio per preparare la festa di questo weekend e che probabilmente avevano specifica autorizzazione da parte del Comune di Livigno o dagli organi competenti. La stessa cosa accade nel mese di settembre, quando la stessa associazione organizza una gara di motocross chiamata La Trialeda che percorre i sentieri della valle di Livigno: non solo quello di accesso al lago, ma anche gli altri. Quella dello scorso anno era la dodicesima edizione".

Ma tutto questo, dando per assodato il valore aggregativo e sociale che crea almeno in una fetta degli abitanti, non sarà dannoso per la montagna? Vista l’occasione e la disponibilità, abbiamo raccolto il parere della sezione del Club Alpino Italiano.
"Con la scusa di fare manutenzione, le moto hanno praticamente libero accesso ai sentieri. La posizione della nostra sezione è abbastanza ovvia e scontata: siamo chiaramente contrari all’utilizzo delle moto sui sentieri per le stesse ragioni elencate dal vostro lettore".
Le problematiche sollevate dal lettore, secondo i volontari del Cai, non sono afffatto delle chimere. "Possiamo confermare per esperienza personale che il rumore dei motori, essendo la valle di Livigno molto stretta, rimbomba e diventa fastidioso, non solo per gli esseri umani e i frequentatori della montagna, ma anche per gli animali. E ce ne sono molti, essendo il nostro territorio stretto tra il Parco Nazionale dello Stelvio e quello svizzero. Inoltre, il passaggio delle moto può essere pericoloso e deteriora il fondo dei sentieri, scavando solchi e creando un chiaro ed evidente dissesto".
Negli anni, il Cai afferma di aver più volte espresso questo punto di vista all’amministrazione comunale, ma senza grandi risultati, ricevendo anzi una totale indifferenza.

"Sottolineiamo che il problema delle moto sui sentieri non si verifica soltanto in occasione dei due eventi citati e in qualche modo autorizzati, ma anche ogni altro giorno dell’anno, eccetto forse d’inverno, dove alle moto si sostituiscono le motoslitte (forse, giusto dirlo, senza raggiungere gli eccessi della stagione estiva…). Purtroppo molto raramente i motociclisti incorrono in sanzioni e di conseguenza diventa facilmente una pratica comune".
A livello di popolazione locale, conferma il Club Alpino, il problema della circolazione delle moto sui sentieri è molto conosciuto. "Siamo un piccolo paese di montagna, anche se chi lo amministra ha manie da grande città, e come tale siamo soggetti alle stesse dinamiche dei piccoli paesi: ci conosciamo tutti ed è impossibile ignorare una problematica del genere. Anzi, chiunque potrebbe dire nome e cognome dei presenti in occasione della segnalazione del vostro lettore. Purtroppo in pochi sarebbero disposti a metterci la faccia e quando si tratta di tematiche ambientali prevale il disinteresse e l’omertà".
Insomma, la segnalazione del lettore sembra aver colto un nervo scoperto per le associazioni locali e la cittadinanza, o quantomeno una presenza potenzialmente divisiva e forse finora accettata silenziosamente. Ciò nonostante, garantisce la sezione Cai, la vocazione motociclistica di quei luoghi ha conseguenze assai evidenti e "al momento risulta uno spettacolo poco edificante".












